venerdì 7 agosto 2026

 Che forma devono rivestire i contratti con i lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore


Art. 47-ter Dlgs 81 del 2015

(Forma contrattuale e informazioni)

((1. I contratti individuali di lavoro di cui all'articolo 47-bis sono provati per iscritto e i lavoratori devono ricevere entro la data di instaurazione del rapporto di lavoro le informazioni di cui agli articoli 1 e 1-bis del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, in quanto compatibili, nonché le informazioni inerenti alla tutela della sicurezza ai sensi del comma 3 dell'articolo 47-septies.)) ((41))

2. In caso di violazione di quanto previsto dal comma 1, si applica l'articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, e il lavoratore ha diritto a un'indennità risarcitoria di entità non superiore ai compensi percepiti nell'ultimo anno, determinata equitativamente con riguardo alla gravità e alla durata delle violazioni e al comportamento delle parti.

3. La violazione di quanto previsto dal comma 1 è valutata come elemento di prova delle condizioni effettivamente applicate al rapporto di lavoro e delle connesse lesioni dei diritti previsti dal presente decreto.

giovedì 6 agosto 2026

 Come sono definite e come si accede alle piatraforme digitali per i lavoratori autonomi che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi?


Art. 47 dlgs 81 del 2015


2. Ai fini di cui al comma 1 si considerano piattaforme digitali i programmi e le procedure informatiche utilizzati dal committente che, indipendentemente dal luogo di stabilimento, sono strumentali alle attività di consegna di beni, fissandone il compenso e determinando le modalità di esecuzione della prestazione.

((2-bis.)) In caso di lavoro intermediato da piattaforma digitale, l'accesso alla piattaforma da parte del lavoratore può essere consentito con (( il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), la carta di identità elettronica (CIE) o la carta nazionale dei servizi (CNS) )) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma ad un singolo codice fiscale con un sistema di ((autenticazione)) a più fattori, nel rispetto delle garanzie di sicurezza previste dal Codice dell'Amministrazione Digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le credenziali di accesso al proprio account rivestono carattere strettamente personale ed è fatto divieto di cessione a terzi. La cessione del proprio account o l'uso di account da parte di persona ((diversa dal)) titolare ((comportano l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria)) da euro 800 a euro 1.200.

((2.ter.)) La piattaforma ((digitale)) non può rilasciare più di un account per ogni singolo codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore. La violazione della presente disposizione comporta ((l'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 1.500.

mercoledì 5 agosto 2026

 Quando spetta l'indennità di accompagnamento?

Cass. 03/08/2026, n. 24402


Ai fini del riconoscimento dell'indennità di accompagnamento ex art. 1 della L. 11 febbraio 1980, n. 18, rileva non solo l'assoluta impossibilità di compiere tutti gli atti quotidiani della vita, ma anche l'impossibilità di compiere un singolo atto, purché essenziale, quotidiano   e inerente in modo costante alla persona, tale da incidere sulla salvaguardia della  condizione psicofisica e sulla possibilità di svolgere gli altri atti della vita giornaliera; ne consegue che, in presenza di minori affetti da diabete che necessitino di assistenza    permanente per la terapia insulinica e il controllo glicemico, il giudice deve verificare  se l'assistenza richiesta sia, per intensità e modalità, diversa e più gravosa di  quella normalmente necessaria ad un bambino sano della stessa età.

martedì 4 agosto 2026

 Quando spetta la indennità ex art. 1751 cc?


Cass. 31/07/2026, n. 24289


In tema di contratto di agenzia, ai fini del riconoscimento dell’indennità di cessazione  del rapporto di cui all’art. 1751 c.c., la condizione che l’agente abbia «procurato nuovi clienti al preponente o abbia    sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti» è alternativa, ma i    entrambi i casi richiede un apporto economicamente apprezzabile, non potendo il solo procacciamento di un unico nuovo cliente, per di più fallito, integrare il requisito ei «nuovi clienti» in mancanza di prova, da parte dell’agente, di un effettivo sviluppo sensibile degli affari con la clientela preesistente.La distinta e cumulativa condizione  della permanenza, dopo la cessazione del rapporto, di «sostanziali vantaggi» per il preponente – da valutarsi in relazione agli affari con i clienti nuovi ed esistenti – non può presumersi in base al mero incremento fatturato allegato dall’agente, ma deve essere oggetto di specifica e rigorosa dimostrazione da parte di questi  sul quale grava, ex art. 2697 c.c., l’onere probatorio circa la sussistenza di tutti i presupposti dell’indennità.

lunedì 3 agosto 2026

 Il danno da tardiva assunzione deve tener conto dell'aliunde perceptum?


Cass. 30/07/2026, n. 24245


In tema di risarcimento del danno da mancata o tardiva assunzione, grava sul datore  di lavoro che contesti l'entità del pregiudizio l'onere di allegare e provare l'aliunde   perceptum, ossia lo svolgimento da parte del lavoratore di altra attività lavorativa    nel periodo interessato, nonché i relativi redditi; ove tale circostanza risulti documentalmente   allegata (nella specie, mediante certificazione dell'Ufficio Provinciale del Lavoro   attestante l'assunzione a tempo pieno e indeterminato presso altra impresa), il giudice  di merito è tenuto a esaminarla e a porla a fondamento della liquidazione del danno, eventualmente esercitando i poteri istruttori officiosi ex artt. 421 e 437 c.p.c., dovendosi procedere alla quantificazione del danno al netto dell'aliunde perceptum secondo il principio della compensatio lucri cum damno

sabato 1 agosto 2026

 Quando è  idonea ad interrompere la prescrizione la lettera del lavoratore?


Cass. 28/07/2026, n. 24180


Ai fini dell'efficacia interruttiva della prescrizione ex art. 2948, n. 4, c.c., l'atto del lavoratore deve contenere l'indicazione del soggetto obbligato, l'esplicitazione della pretesa e l'intimazione o richiesta di adempimento, non essendo   necessaria né la puntuale quantificazione del credito, né l'individuazione specifica    dei parametri di calcolo, quando il titolo del diritto sia chiaramente indicato e i dati per la determinazione del dovuto siano nella disponibilità del datore di lavoro, specie in relazione a crediti connessi al rapporto di lavoro in una struttura pubblica.

giovedì 30 luglio 2026

 Per quali vizi opera la decadenza per l'impugnazione del termine?


Cass. 28/07/2026, n. 24133


Il termine di decadenza di cui all'art. 6 L. 604/1966, come modificato dall'art. 32 L. 183/2010, si applica non solo alle fattispecie di illegittima apposizione del termine espressamente   richiamate (artt. 1, 2 e 4 D.Lgs. 368/2001), ma anche alle ulteriori ipotesi di nullità del termine previste dagli artt. 3 e   5 del medesimo decreto, riferendosi il rinvio alla tipologia di atto oggetto di impugnazione    e non al vizio denunciato, in funzione dell'esigenza di assicurare certezza alle situazioni  giuridiche in tutti i casi in cui venga contestata la legittimità del termine.

mercoledì 29 luglio 2026

 Nell'ipotesi di trattamenti pensionistici esteri come opera l'indebito previdenziale?


Cass. civ., Sez. Unite, 22/02/1995, n. 1967


Nell'ipotesi di trattamenti pensionistici liquidati, in virtù di 22/07/2026, n. 23772 convenzioni internazionali, per effetto del cumulo dei contributiversati in Italia con quelli corrisposti da un Paese estero, il  riassorbimento delle somme risultanti non più dovute a seguito  dell'erogazione della pensione estera, in quanto previsto come   ipotesi fisiologica della relativa disciplina contenuta nell'art. 8   della l. 30 aprile 1969 n. 153, configura una specifica ed autonoma ipotesi di ripetibilità, non assumibile nelle fattispecie legali tipo di cui agli art. 2033 c.c., 80 del r.d. 28 agosto 1924 n. 1422   e 52 della l. 9 marzo 1989 n. 88, per insussistenza dell'errore, supposto dal primo di detti articoli ed espressamente previsto dagli    altri.

martedì 28 luglio 2026

 Nel rito del lavoro la mancata comparizione dell'appellante costituito alla prima udienza cosa comporta?


Corte d'Appello Torino, Sez. lavoro, Sentenza, 06/05/2026, n. 213


Nel rito del lavoro, la mancata comparizione dell’appellante già costituito alla prima   udienza ex art. 437 c.p.c. impone al giudice, ai sensi dell’art. 348, 2° comma, c.p.c., il rinvio della causa ad una nuova udienza da comunicarsi all’appellante;    la reiterata assenza dell’appellante anche alla seconda udienza comporta la dichiarazione   d’ufficio di improcedibilità dell’appello, senza possibilità di decisione nel merito,   indipendentemente dall’avvenuta notifica del gravame alla controparte.

lunedì 27 luglio 2026

 In caso di sentenza che annulla la precedente reintegra le retribuzioni medio tempore maturate vanno restituite?


Cass. 23/07/2026, n. 23919

Nel caso in cui il datore di lavoro, in ottemperanza a un provvedimento giudiziale  che dichiara l'illegittimità del licenziamento e ordina la reintegrazione, proceda     alla effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro e torni a esercitare i poteri  tipici di datore (assegnazione della sede, potere disciplinare, ecc.), la successiva    sentenza di appello che, ai sensi dell'art. 336, comma 2, c.p.c., riformi la pronuncia di illegittimità del licenziamento e ne accerti la legittimità, pur producendo effetti espansivi esterni in ordine al venir meno dell'obbligo    di reintegra e dell'obbligo risarcitorio correlato al licenziamento, non travolge gli atti di concreta gestione del rapporto medio tempore ripristinato, né gli obblighi  retributivi insorti in tale periodo.

sabato 25 luglio 2026

 Nel pubbluco impuego è 9bbligatorio l'indebito retributivo?


Cass. 22/07/2026, n. 23772


Nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, la ripetizione dell'indebito retributivo   ai sensi dell'art. 2033 c.c. costituisce atto di natura privatistica e integra un diritto-dovere dell'Amministrazione,   sorretto da interesse pubblico, sicché la buona fede del dipendente percettore e l'affidamento   ingenerato dalla condotta dell'ente non ostano, di per sé, alla ripetibilità delle   somme indebitamente corrisposte, restando esclusa l'applicabilità dell'art. 21-nonies L. n. 241/1990.

giovedì 23 luglio 2026

 Quando si possono richiedere in appello le differenze retributive derivanti dal livello superiore?


Cass.  21/07/2026, n. 23621


Nel rito del lavoro, la domanda di corresponsione delle differenze retributive fondata sulla divergenza tra livello di inquadramento formalmente attribuito e parametro retributivo   effettivamente applicato in busta paga non integra domanda nuova in appello, ove nel   ricorso ex art. 414 c.p.c. sia stata sin dall'origine richiesta la condanna al pagamento di tutte le somme dovute in ragione dell'inquadramento contrattuale e le diverse poste (superiore  inquadramento, differenze per livello formale, lavoro notturno) risultino ricavabili,   anche tramite conteggi, dal complessivo contenuto dell'atto introduttivo; l'interpretazione  della domanda, quale giudizio di fatto riservato al giudice di merito, è censurabile    in cassazione solo nei limiti dell'art. 360, n. 5, c.p.c.

mercoledì 22 luglio 2026

 Lo stato d'incapacità maturale incide sulla presunzione di conoscibilità ai fini della decadenza dall'impugnazione?

Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 18/07/2026, n. 23486

In tema di licenziamento individuale, lo stato di incapacità naturale, anche se processualmente  accertato e non contestato, del lavoratore destinatario della comunicazione di recesso   non incide sulla presunzione di conoscenza di cui all'art. 1335 c.c., che si fonda sulla mera pervenuta ricezione dell'atto all'indirizzo del destinatario  e su elementi oggettivi di "conoscibilità" dell'atto, senza tener conto delle condizioni   soggettive (quali l'incapacità naturale) del ricevente. Tale incapacità non può dunque   essere valorizzata per superare la presunzione di conoscenza né per introdurre, in  via interpretativa, cause di sospensione o interruzione della decadenza, istituti che l'ordinamento esclude per la decadenza (art. 2964 c.c.) e disciplina solo per la prescrizione.

martedì 21 luglio 2026

 Come si determina la competenza territoriale nel pubbluco impiego?


Cass. 17/07/2026, n. 23390


Nel pubblico impiego privatizzato, ai sensi dell'art. 413, quinto comma, c.p.c., la competenza territoriale nelle controversie relative al     rapporto di lavoro (incluse quelle disciplinari e sul licenziamento) si determina  in relazione al luogo in cui il lavoratore presta effettivo servizio, purché dotato   di una struttura minima idonea all'operatività, e non già in base al luogo in cui   ha sede la Direzione generale o si svolge la gestione amministrativa del rapporto

lunedì 20 luglio 2026

 Quando opera la ripetibilità l'indebito previdenziale?

Corte d'Appello Palermo, Sez. lavoro, Sentenza, 01/06/2026, n. 823

La deroga alla ripetibilità dell’indebito assistenziale, fondata sulla tutela del   legittimo affidamento del percettore in buona fede ex art. 38 Cost., richiede la non addebitabilità dell’erogazione indebita e la sussistenza di    una situazione di affidamento incolpevole; tale affidamento deve escludersi quando    il beneficiario abbia ricevuto e conosciuto il verbale di revisione da cui risulti   chiaramente il venir meno del requisito sanitario per l’indennità di  essendo irrilevante, in tal caso, la prosecuzione dei pagamenti da parte dell’ente.

sabato 18 luglio 2026

 Quando si perfeziona la notifica della cartella trasmessa con raccomandata?


Cass. 15/07/2026, n. 23264

La notifica della cartella esattoriale eseguita dal concessionario mediante invio   diretto di raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell’art. 26, comma 1, seconda parte, d.P.R. n. 602/1973, si perfeziona con la ricezione del plico all’indirizzo del destinatario, alla data  risultante dall’avviso di ricevimento, senza necessità di relata di notifica, né di   applicazione della disciplina della L. n. 890/1982 (ulteriore raccomandata informativa, ricerca di consegnatari preferenziali). La prova  della notifica è assolta con la produzione dell’avviso di ricevimento recante il numero  identificativo della cartella, e la conoscenza dell’atto si presume ex art. 1335 c.c., salvo prova contraria del destinatario.

giovedì 16 luglio 2026

 

Il dlgs 81 del 2008 si applica al settore portuale?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 25/03/2026, n. 26247

In tema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro portuali, il D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 272 costituisce normativa speciale rispetto al D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, ai sensi dell’art. 15 cod. pen., ma non eccezionale: esso non deroga ai principi generali di prevenzione, bensì li integra e adatta alle peculiarità organizzative e contrattuali delle aree  portuali, sicché, per quanto non espressamente regolato, continua a trovare applicazione   diretta la disciplina generale del D.Lgs. n. 81 del 2008.

mercoledì 15 luglio 2026

 L'azione diretta a richiedere lo scorrimento obbligatorio della graduatoria ha valore di messa in mora?

Cass. 08/07/2026, n. 22877

In In tema di pubblico impiego, l'esercizio dell'azione giudiziale volta all'accertamento del diritto all'assunzione per scorrimento della graduatoria nei confronti della Pubblica Amministrazione costituisce di per sé messa in mora del datore di lavoro, ai sensi degli artt. 1217 e 1219 c.c., ed è sufficiente a far decorrere il diritto al risarcimento del danno da ritardata assunzione, senza che sia necessario un'ulteriore, specifica offerta della prestazione lavorativa.

martedì 14 luglio 2026

 Come è ripartita la competenza tra Corte dei Conti e giudice ordinario in materia pensionistica ?

Cass. 09/07/2026, n. 22959

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, la giurisdizione esclusiva della Corte      dei Conti in materia pensionistica ricorre soltanto quando il rapporto pensionistico    costituisce l’elemento identificativo del petitum sostanziale; quando, invece, la   domanda ha ad oggetto, in via diretta e immediata, posizioni giuridiche inerenti al   rapporto di lavoro (come l’inquadramento, la progressione economica, le differenze   retributive) ed incide solo mediatamente sul trattamento pensionistico, la controversia   resta devoluta al giudice ordinario, secondo il criterio di riparto di cui agli artt. 63 e 69 d.lgs. n. 165/2001.

lunedì 13 luglio 2026

 La stabilizzazione deiprecari è un obbligo della Pa?


Cass. 09/07/2026, n. 22967


In tema di stabilizzazione del personale precario ai sensi dell’art. 20, comma 1, d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, la scelta dell’amministrazione di attivare la procedura ha natura discrezionale e non doverosa; ne consegue che il lavoratore non può vantare un diritto soggettivo  alla stabilizzazione in difetto di una chiara, esplicita e diretta manifestazione   di volontà dell’ente di avviare la relativa procedura. Non integrano tale manifestazione  né il generico inserimento del posto nel piano triennale del fabbisogno di personale      né la proroga del contratto a termine, quand’anche giustificata dall’utilità del rapporto,  né il richiamo all’art. 20, comma 8, del d.lgs. n. 75/2017, ove riferito alla sola procedura concorsuale di cui al comma 2.

venerdì 10 luglio 2026

 Quando sorge il rapporto dirigenziale  el pubblico impiego?

Cass. 08/07/2026, n. 22879

Nell'impiego pubblico contrattualizzato, il rapporto dirigenziale sorge esclusivamente    a seguito della stipulazione del contratto di lavoro: l'atto unilaterale di conferimento    dell'incarico, adottato dalla P.A. nell'esercizio del potere privatistico di cui all'art. 5, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001, ha mera rilevanza organizzativa e ai fini dei controlli interni, non è idoneo a   instaurare il rapporto né integra proposta contrattuale, e non può essere surrogato   da comunicazioni informali o da attività di pubblicizzazione della nomina. Ne consegue   che, in mancanza di formale atto di conferimento e di successiva stipula del contratto,    l'aspirante non vanta alcun diritto soggettivo alla nomina, né alla stipula del contratto  accessorio, restando configurabile solo, in presenza di specifici presupposti, una    tutela risarcitoria per violazione del legittimo affidamento

giovedì 9 luglio 2026

 La clausola soviale ex art. 37 ccnl cooperative socoali imponevun obbligo assoluto all'assunzione del personale della gestione uscente?


Cass. 07/07/2026, n. 22831

In tema di appalti nei servizi sociali, la clausola sociale di cui all’art. 37 CCNL  Servizi sociali – avente natura precettiva e finalizzata alla salvaguardia della continuità    occupazionale – non comporta un obbligo assoluto e incondizionato per il nuovo gestore (anche se ente pubblico o azienda speciale interna all’ente) di assumere tutto il   personale dipendente dall’appaltatore uscente, ma opera solo nei limiti del fabbisogno  organizzativo desumibile dai capitolati e dagli atti di affidamento, con riferimento ai lavoratori stabilmente adibiti ai servizi oggetto di prosecuzione.

mercoledì 8 luglio 2026

 Che valore probatorio ha il verbale di visita fiscale?


Cass. 02/07/2026, n. 22621


In tema di licenziamento disciplinare per irreperibilità del lavoratore alle visite  fiscali INPS, l'interpretazione dei verbali di accesso redatti dal medico fiscale- quale atto amministrativo a contenuto non normativo - integra valutazione di fatto  riservata al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione ove sorretta da motivazione  logicamente coerente e rispettosa dei criteri di cui agli artt. 1362 ss. c.c.; l'ambiguità intrinseca di espressioni quali "sconosciuto/irreperibile all'indirizzo  consente al giudice di valorizzare elementi indiziari (esiti di accessi contigui,    situazione dei luoghi, annotazione "impossibilità a lasciare l'invito") e di escludere   la prova dell'irreperibilità del lavoratore, con conseguente insussistenza del fatto contestato e rigetto della domanda di legittimità del licenziamento.

      

      

         

martedì 7 luglio 2026

 Gli indici stabilti dall'art. 603 sono tassativi?

Cass. 12/06/2026, n. 24912

In tema di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis cod. pen.), gli indici di sfruttamento indicati al comma 3 non hanno natura tassativa,  potendo il giudice valorizzare anche ulteriori condizioni di abuso - quali, ad esempio,  la situazione alloggiativa degradante e le modalità complessive di organizzazione  della prestazione - purché sintomatiche della sottoposizione del lavoratore a condizioni   di sfruttamento e dell'approfittamento del suo stato di bisogno, senza che ciò determini  violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 cod. proc. pen.).

lunedì 6 luglio 2026

 Come è ripartito l'onere della prova nel lucenziamento per assenza ingiustificata?

Cass. 02/07/2026, n. 22622

In caso di licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata, il datore di lavoro deve provare l'assenza nella sua oggettività, mentre grava sul lavoratore l'onere di dimostrare gli elementi giustificativi; è tuttavia consentito al giudice desumere,  in via presuntiva ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., lo svolgimento della prestazione in modalità agile anche in giornate prive  di specifica tracciabilità documentale, sulla base del complessivo contegno delle   parti e dell'assetto fattuale del rapporto.

venerdì 3 luglio 2026

 Può essere convertito il permesso di studio in permesso di lavoro quando il primo procedimento bon si è ancora concluso?

T.A.R. Piemonte Torino, Sez. I, Sentenza, 12/05/2026, n. 1053


È illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a lavoro subordinato fondato sulla mancata formale emissione del permesso di studio,  qualora lo straniero sia entrato regolarmente con visto per studio, abbia tempestivamente presentato domanda di rilascio del relativo permesso e l’amministrazione non concluso il procedimento nei termini di legge. In tal caso, l’art. 6, D.Lgs. n. 286/1998 va interpretato estensivamente nel senso di consentire la proposizione dell’istanza  di conversione anche nelle more del rilascio del titolo, dovendosi imputare    all'amministrazione il ritardo procedimentale e non potendo lo straniero subirne pregiudizio.

giovedì 2 luglio 2026

 Nella procedura di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato l'avviso di rigetto va comunicato anche al lavoratore?

T.A.R. Liguria Genova, Sez. I, Sentenza, 01/06/2026, n. 725


Nel procedimento volto al rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, la mancata comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. n. 241/1990 al lavoratore straniero, cui il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, integra una lesione sostanziale delle prerogative partecipative dello stesso, pur se l'istanza sia formalmente proposta dal datore di lavoro.

mercoledì 1 luglio 2026

 Che cosa determina l'illegittima reiterazione dei contratti a termine?


Cass. 25/06/2026, n. 21765


In tema di pubblico impiego contrattualizzato, la mancata indicazione delle ragioni   giustificative dell'apposizione del termine al contratto, poi prorogato, dà luogo    ad una abusiva reiterazione del contratto a tempo determinato, che ricade nell'ambito    di applicazione della direttiva 1999/70/CE, e fa sorgere il diritto al risarcimento del danno comunitario secondo i principi   enunciati dalle Sezioni Unite della S.C. nella sentenza n. 5072 del 2016, con esonero da ogni ulteriore onere probatorio

martedì 30 giugno 2026

 Quando decorre la prescrizione del lavoro carcerario?


Cass. 22/06/2026, n. 21162


La prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore detenuto inizia a decorrere dalla fine del rapporto di lavoro, il quale va però considerato come un unico rapporto, non essendo configurabili interruzioni intermedie, volontariamente concordate, nei periodi in cui la persona privata della libertà è in attesa della chiamata al lavoro, rispetto alla quale essa non ha alcun potere di controllo o di scelta, e versa in   una condizione di soggezione e di "metus". In particolare, la cessazione di tale rapporto - sostanzialmente unico - può coincidere con la fine della detenzione, ma anche con  altre circostanze, previamente intervenute, ed oggettivamente valutabili, significative di una definitiva cessazione dell'attività lavorativa e di un'impossibilità di prosecuzione  della stessa (come, ad esempio l'età, lo stato di salute o di idoneità al lavoro etc.),    le quali, però, devono essere allegate dall'amministrazione, ed al cui verificarsi   soltanto va collegata la decorrenza della prescrizione.

lunedì 29 giugno 2026

 Nel rito del lavoro è ammissibile la trattazione scitta nella fase decisoria?

Cass. 25/06/2026, n. 21714

Nel rito del lavoro, anche nella fase decisoria del procedimento ex legge n. 92/2012 (c.d. rito Fornero), è legittimo il ricorso alla trattazione scritta ex art. 127-ter c.p.c., purché il giudice ne valuti la convenienza e le parti non si oppongano. La mera sostituzione dell’udienza orale con deposito di note scritte non determina di per sé violazione del diritto di difesa, né nullità della sentenza, in difetto di  specifica deduzione di un concreto pregiudizio difensivo, non essendo tutelato dall’art. 360, n. 4, c.p.c. l’interesse all’astratta regolarità del procedimento.

sabato 27 giugno 2026

 Quando è nullo il patto di non concorrenza?

Corte d'Appello Milano, Sez. lavoro, Sentenza, 05/05/2026, n. 293


È nullo, per violazione dell’art. 2125 c.c., il patto di non concorrenza del lavoratore subordinato che, pur prevedendo     un corrispettivo in astratto determinato e non manifestamente irrisorio, sia congegnato    in modo tale da rendere ex ante aleatoria la concreta misura della controprestazione,  rimettendone in sostanza la persistenza o il venir meno allo ius variandi del datore  di lavoro, così da impedire al lavoratore una reale valutazione della convenienza del vincolo assunto e del sacrificio alla propria futura occupabilità.

giovedì 25 giugno 2026

  Nel rito del lavoro cosa comporta la violazione del termine di notifica ex art. 435 comma 2 cpc?


Corte d'Appello Venezia, Sez. lavoro, Sentenza, 07/05/2026, n. 287


Nel rito del lavoro, la violazione del termine di cui all’art. 435, comma 2, c.p.c. per la notifica del ricorso in appello e del decreto di fissazione  dell’udienza non comporta l’improcedibilità del gravame, ma integra una nullità della   notificazione sanabile ex tunc per effetto della costituzione dell’appellato o della rinnovazione disposta dal giudice ai sensi dell’art. 291 c.p.c., non potendosi desumere dal principio di ragionevole durata del processo di  cui all’art. 111 Cost. una sanzione processuale più grave per un vizio comunque sanabile.

mercoledì 24 giugno 2026

 Il datore di lavoro deve attivarsi per verificare se le malattie frequenti del lavoratore sono da riferirsi alla disabilità del lavoratore?


Tribunale Vicenza, Sez. lavoro, Sentenza, 24/10/2025, n. 563

La legittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto presuppone   che il datore di lavoro sia consapevole o avrebbe dovuto essere consapevole, secondo   l'ordinaria diligenza, dello stato di disabilità del lavoratore. In caso di frequenti    assenze per malattia ricorrenti alla medesima patologia, il datore di lavoro ha l'onere   di acquisire informazioni che permettano di individuare possibili accorgimenti ragionevoli.

martedì 23 giugno 2026

 8n cas9 di demenza sperra l'indennità di accompagnamento?

Cass. 13/06/2026, n. 19606


In tema di indennità di accompagnamento, la documentazione specialistica proveniente   da struttura pubblica che, in epoca anteriore alla domanda amministrativa, attesti   una condizione di demenza con necessità di assistenza continuativa nelle 24 ore e di supervisione costante nelle attività di base della vita quotidiana integra, salvo  specifici elementi contrari, il requisito dell’incapacità di compiere gli atti quotidian   della vita con bisogno di assistenza continua di cui all’art. 1 l. 11 febbraio 1980, n. 18, e impone di riconoscere la prestazione a decorrere dalla data della domanda amministrativa.

lunedì 22 giugno 2026

 A chi spetta la disdetta del  ccnl?


Cass. 18/06/2026, n. 20601

Nei contratti collettivi di lavoro, la facoltà di disdetta spetta unicamente alle parti stipulanti (organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro);   al singolo datore di lavoro non è consentito recedere unilateralmente dal CCNL applicato    – neppure deducendo eccessiva onerosità ex art. 1467 c.c. – salva l’ipotesi di contratti aziendali stipulati direttamente con le rappresentanze  sindacali locali.

sabato 20 giugno 2026

 Quando si sospende la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata?


Cass. 16/06/2026, n. 20223


In tema di contributi dovuti dai liberi professionisti alla Gestione separata INPS,  la mera omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi  non integra, di per sé sola, occultamento doloso del debito contributivo ai sensi dell'art. 2941, n. 8, c.c., né determina automaticamente la sospensione della prescrizione. La sospensione  richiede un comportamento intenzionalmente diretto a celare al creditore l'esistenza dell'obbligazione, tale da determinare un'impossibilità di agire e non una semplice difficoltà di accertamento, con puntuale accertamento in fatto del coefficiente psicologico dell'inadempiente rimesso al giudice di merito.

giovedì 18 giugno 2026

Come deve essere redatto il contratto progetto  

Cass  16/06/2026, n. 20119

In tema di contratto di collaborazione a progetto ex art. 61 D.Lgs. n. 276/2003 (nel testo anteriore alla L. n. 92/2012), il requisito della “specificità” del progetto richiede l’indicazione, in forma scritta ed ex ante, di un’attività produttiva chiaramente descritta ed identificata, funzionalmente collegata ad un risultato finale determinato e distinta dalla mera    messa a disposizione di energie lavorative nell’ambito delle ordinarie attività aziendali;   è pertanto illegittimo il contratto in cui l’attività del collaboratore coincida con l’oggetto sociale del committente o con l’ordinaria attività di impresa, con conseguente conversione ope legis del rapporto in lavoro subordinato ai sensi dell’art. 69, comma 1, D.Lgs. n. 276/2003.

mercoledì 17 giugno 2026

 Quando il datore di lavoro non risponde dell'infortunio del lavoratore?

Cass. 15/06/2026, n. 19859

In tema di infortuni sul lavoro, non sussiste responsabilità del datore di lavoro  ex art. 2087 c.c. quando l’evento lesivo, pur verificatosi in ambiente e in orario di lavoro,    sia integralmente riconducibile alla condotta abnorme, imprevedibile e colposa di un terzo (anche collega di altra impresa), tale da integrare una serie causale autonoma,   estranea al rischio lavorativo tipico e all’area di rischio governata dagli obblighi   di prevenzione.

martedì 16 giugno 2026

Nel pubblico impiego il giudice può rideyerminare la sanzione disciplinare senza nna specifica domanda?


Cass. 11/06/2026, n. 19280

 In tema di pubblico impiego privatizzato, l’art. 63, comma 2-bis, d.lgs. n. 165/2001 dev’essere interpretato nel senso che, una volta accertato il difetto di proporzionalità   della sanzione disciplinare, il giudice ha il potere-dovere di rideterminarla, tenendo    conto della gravità del comportamento e dello specifico interesse pubblico violato,  anche in mancanza di una espressa domanda di parte in tal senso.

lunedì 15 giugno 2026

 Qual'è la definizione comunitaria di licenziamento ai fini dell'applicaziine della direttiva 99/59/ce?

Corte giustizia Unione Europea, Sez. X, Sentenza, 04/06/2026, n. 907/24


Ai fini dell'art. 1, par. 1, dir. 98/59/CE, costituisce "licenziamento" ogni risoluzione del rapporto di lavoro, per uno o più  motivi non inerenti alla persona del lavoratore, disposta dal datore di lavoro a seguito   del rifiuto del lavoratore di ottemperare alla decisione unilaterale di trasferire   il luogo di lavoro in una sede lontana da quella originaria, quando tale trasferimento   integri una modifica sostanziale di un elemento essenziale del contratto

venerdì 12 giugno 2026

 Quale retribuzione deve essere riconosciuta durante le ferie?


Cass. 08/06/2026, n. 18529


In tema di ferie annuali retribuite ex art. 7 dir. 2003/88/CE, art. 31, par. 2, Carta di Nizza e art. 2109 c.c., come interpretati dalla CGUE, la retribuzione dovuta nel periodo feriale deve   tendenzialmente assicurare al lavoratore un livello economico sostanzialmente equiparabile  a quello ordinario, sicché vi rientrano tutte le voci economiche che presentano un  collegamento funzionale con l’esecuzione delle mansioni e con lo status professionale del dipendente, comprese, in astratto, la parte variabile dell’indennità di utilizzazione   professionale (IUP) e l’indennità per assenza dalla residenza spettanti al personale  viaggiante.

giovedì 11 giugno 2026

 E' possibile individuare le generalità dei testi dopo la proposizione del ricorso?


Cass. civ., Sez. lavoro, Ord., (data ud. 18/10/2018) 07/01/2019, n. 139

la mancata indicazione dei recapiti dei testi, l'assunto della Corte territoriale è errato in quanto, per consolidata giurisprudenza (cfr. Cass. Civ. n. 12210/2014, Cass. Civ. n. 17649/2010). "Nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale, specificamente indicando di volersi avvalere del relativo mezzo in ordine alle circostanze di fatto ivi allegate, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, tale omissione non determina decadenza dalla relativa istanza istruttoria, ma concreta una mera irregolarità, che abilita il giudice all'esercizio del potere - dovere di cui all'art. 421 c.p.c., comma 1, avente ad oggetto l'indicazione alla parte istante della riscontrata irregolarità e l'assegnazione di un termine perentorio per porvi rimedio, formulando o integrando le indicazioni relative alle persone da interrogare o ai fatti sui quali debbono essere interrogate; l'inosservanza di detto termine produce la decadenza dalla prova, rilevabile anche d'ufficio e non sanabile nemmeno sull'accordo delle parti";

 

Cass. civ., Sez. lavoro, Ord., (data ud. 18/10/2018) 07/01/2019, n. 139

In ordine, alla asserita genericità dei capitoli di prova, va anzitutto chiarito che anche tale questione deve ritenersi censurata dall'INPS, come si ricava dalla consolidata giurisprudenza sull'interpretazione degli atti di parte legata non a formule sacramentali, ma operata in base alla lettura complessiva dell'atto nella sua interezza, considerati il contenuto sostanziale dell'atto medesimo, la natura della vicenda descritta e, soprattutto, la finalità che la parte intende perseguire col provvedimento chiesto in concreto (cfr., ad es., tra le tante, Cass. Civ. 10.2.2010 n. 3012; Cass. Civ. 13.9.2006 n. 19670; Cass. Civ. 4.8.2006 n. 17760; Cass. Civ. 20.10.2005 n. 20322; Cass. Civ. 28.7.2005 n. 15802; Cass. Civ. 15.12.2003 n. 19188; Cass. Civ. 16.7.2002 n. 10314);

va rilevato che il giudice non può valutare la genericità d'una prova esaminando soltanto i capitoli formulati, dovendo invece esaminare tutte le circostanze di fatto comunque esposte nell'atto; infatti la giurisprudenza di questa Corte è nel senso della non necessità, nel rito speciale, d'una istanza di prova necessariamente dedotta in capitoli separati (cfr. Cass. Civ. n. 19915/2016; Cass. Civ. n. 6214/2003);

 

Cass. civ., Sez. lavoro, Sent., (data ud. 29/04/2014) 30/05/2014, n. 12210

Sicchè tale contemperamento si declina, in riferimento all'ipotesi in esame, nel principio consolidato esattamente applicato dal giudice di merito e qui ribadito, secondo cui: nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale, specificamente indicando di volersi avvalere del relativo mezzo in ordine alle circostanze di fatto ivi allegate, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, tale omissione non determina decadenza dalla relativa istanza istruttoria, ma una mera irregolarità, che abilita il giudice all'esercizio del potere - dovere previsto dall'art. 421 c.p.c., comma 1, avente ad oggetto l'indicazione alla parte istante della riscontrata irregolarità e l'assegnazione di un termine perentorio per porvi rimedio, formulando o integrando le indicazioni relative alle persone da interrogare o ai fatti sui quali debbono essere interrogate

 

Cass. 01/12/2021, n. 37773

Nel rito del lavoro, qualora la parte abbia, con l'atto introduttivo del giudizio, proposto capitoli di prova testimoniale, specificamente indicando di volersi avvalere del relativo mezzo in ordine alle circostanze di fatto ivi allegate, ma omettendo l'enunciazione delle generalità delle persone da interrogare, tale omissione non determina decadenza dalla relativa istanza istruttoria, ma concreta una mera irregolarità, che abilita il giudice all'esercizio del potere-dovere di cui all'art. 421, comma primo, cod. proc. civ., avente ad oggetto l'indicazione alla parte istante della riscontrata irregolarità e l'assegnazione di un termine perentorio per porvi rimedio, formulando o integrando le indicazioni relative alle persone da interrogare o ai fatti sui quali debbono essere interrogate; l'inosservanza di detto termine produce la decadenza dalla prova, rilevabile anche d'ufficio e non sanabile nemmeno sull'accordo delle parti

 

mercoledì 10 giugno 2026

 Nel giudizio di opposizione ex art. 445 bis comma 6 cpc come sono regolate le spese legali?


Cass. 08/06/2026, n. 18382


Nel giudizio di opposizione ex art. 445-bis, comma 6, c.p.c. avverso le risultanze dell'accertamento tecnico preventivo in materia previdenziale/assistenziale, la soccombenza, ai fini della regolazione delle spese,   va valutata con riferimento al complesso dell'attività processuale svolta – comprensiva   tanto della fase di istruzione preventiva quanto di quella contenziosa di merito –   potendo la complessità dell'accertamento sanitario, desunta anche dalla necessità   di disporre una nuova consulenza tecnica d'ufficio, integrare giusto motivo di compensazione, anche parziale, delle spese di lite.

martedì 9 giugno 2026

 In tema di responsabilità da esposizione da amianto quando risponde il committente?


Cass. 04/06/2026, n. 17895


In tema di responsabilità da esposizione ad amianto nei cantieri/navali militari,   l’affidamento in appalto di lavori su beni (navi, strutture a terra) che restano nella  disponibilità dell’Amministrazione non esclude la custodia del committente, costituendo  l’appalto mera modalità di esercizio della stessa; ne consegue che il Ministero committente   risponde ex art. 2051 c.c. dei danni cagionati dalle polveri di amianto quali componenti della cosa oggetto dell’appalto, salvo prova del caso fortuito.

lunedì 8 giugno 2026

 Quando opera l'azzeramento delle aliquote contributive per i lavoratori svantaggiati che operano a favore delle cooperative socoali?


Cass. 03/06/2026, n. 17615


In tema di esonero contributivo ex art. 4, commi 3 e 3‑bis, L. 8 novembre 1991, n. 381, la cooperativa sociale che intende fruire dell'azzeramento delle aliquote è gravata dell'onere di provare non solo la riconducibilità del lavoratore alle categorie di    ‘persone svantaggiate' indicate dalla legge, ma anche l'attualità, nel periodo di   fruizione del beneficio, della condizione di svantaggio, non essendo sufficiente una    certificazione pubblica meramente risalente nel tempo.

sabato 6 giugno 2026

 Quando su stato di bisogno ai fini della configurabilità del reati ex art  603 bis cp?


Cass. 27/02/2026, n. 20151

Nel delitto di sfruttamento del lavoro previsto dall'art. 603-bis, comma 1, n. 2, cod. pen., lo "stato di bisogno" del lavoratore costituisce elemento costitutivo autonomo rispetto agli indici di sfruttamento elencati al comma 3 e deve    essere accertato in modo concreto e individualizzato per ciascuna persona offesa,   attraverso la dimostrazione di una situazione di grave difficoltà, anche temporanea,    idonea a comprimere la libertà di autodeterminazione e a indurre l'accettazione di  condizioni lavorative particolarmente svantaggiose; è pertanto viziata la motivazione  che desuma tale stato da mere irregolarità retributive o contrattuali, ovvero da considerazioni  generiche e non riferite ai singoli lavoratori

 Quando sussiste il motivi illecito determinante?


Cass. 01/06/2026, n. 17216

È nullo per motivo illecito determinante il licenziamento intimato per ragioni disciplinare    solo apparentemente sussistenti, ove l'addebito risulti: a) privo di prova quanto   al fatto contestato e alla sua riferibilità al lavoratore; b) comunque di minima rilevanza    disciplinare e inidoneo, secondo il parametro dell'id quod plerumque accidit, a  giusta causa o giustificato motivo; c) inserito in un quadro fattuale dal quale   anche in via presuntiva, che il datore di lavoro aveva già maturato, per condotte    del lavoratore pienamente lecite, l'intento di porre fine al rapporto. A tal fine, può legittimamente attribuirsi rilevanza al comportamento di un socio di maggioranz   che, pur privo di rappresentanza legale formale, rivesta un ruolo apicale e di fatto   direttivo nell'organizzazione, qualora la società ne avalli la condotta (ad es. sanzionando il lavoratore per i medesimi fatti), sì da potersi ritenere che la volontà ritorsiva   sia divenuta volontà datoriale.

mercoledì 3 giugno 2026

 Come si prova il licenziamento ritorsivo?


Cass. 26/05/2026, n. 16310

In tema di licenziamento nullo perché ritorsivo ex art. 1345 c.c., il motivo illecito deve essere unico e determinante, sicché la sua verifica  presuppone l'accertata insussistenza della causale lecita formalmente addotta (nella  specie, superamento del periodo di comporto). Accertato che una parte delle   per malattia non è computabile nel comporto perché causalmente riconducibile alla   condotta illecita datoriale (demansionamento/ mobbing), il licenziamento intimato subito  dopo l'iniziativa giudiziaria del lavoratore per il ripristino delle mansioni confacenti    al proprio livello integra esercizio di una volontà ritorsiva, nulla ai sensi dell'art. 18, comma 1, L. n. 300/1970, anche sulla base di un quadro probatorio formato da precedenti giudizi tra le stesse   parti e suscettibile di valutazione presuntiva unitaria.

martedì 2 giugno 2026

 Quando spetta al lavoratore padre l'esonero dal preavviso delle dimissioni?




Cass. 26/05/2026, n. 16324




In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato soggettivo della paternità.

venerdì 29 maggio 2026

 Quando una contestazione disciplinare rispetta il principio dell'immediatezza?

Cass. 27/05/2026, n. 16468

In tema di responsabilità disciplinare, il principio di immediatezza della contestazione    ex art. 7 della L. n. 300/1970 va inteso in senso relativo e va commisurato alla concreta acquisizione, da parte   del datore di lavoro, di una compiuta conoscenza del fatto addebitato, tenendo conto   del tempo necessario ai riscontri interni, della complessità dell'organizzazione aziendale    e dell'articolazione del procedimento disciplinare; la relativa valutazione è riservata    al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione logica   e congrua, non essendo sufficiente, per escludere la tempestività, la mera possibilità    di una più rapida rilevazione dell'illecito.

giovedì 28 maggio 2026

 Quando è esonerato dal dare il preavviso in caso di dimissioni il lavoratore padre?


Cass. 26/05/2026, n. 16324

In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso  di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui    opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo    obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato  soggettivo della paternità.

mercoledì 27 maggio 2026

 Indicare sulla busta che il tfr destinato ai fondi è stato versato costituisce truffa?


Cass. pen., Sez. II, Sentenza, 29/01/2026, n. 17760

Integra il delitto di truffa, in danno dei lavoratori, la condotta del datore di lavoro  che, pur trattenendo sulle retribuzioni le quote di TFR destinate alla previdenza  complementare, ometta sistematicamente di versarle al fondo pensione e continui, tuttavia, ad indicare nei cedolini paga i relativi versamenti come eseguiti: tale esposizione   di dati non veritieri, ancorché formalmente conforme all'obbligo di cui all'art. 1 della L. n. 4/1953, costituisce mezzo artificioso idoneo a creare una falsa rappresentazione della reale posizione previdenziale e ad indurre in errore il lavoratore.

martedì 26 maggio 2026

 Come deve essere determinata la retribuzione da corrispondere durante le ferie?


Cass. 19/05/2026, n. 14916


In tema di ferie annuali retribuite, la nozione di "retribuzione da corrispondere   durante il periodo feriale" comprende qualsiasi importo pecuniario che sia in rapporto  di collegamento con l'esecuzione delle mansioni e lo status personale e professionale   del lavoratore, ove la sua mancata erogazione in ferie sia idonea, anche solo potenzialmente,   a dissuadere il lavoratore dal godimento effettivo del riposo, in contrasto con l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Ne consegue che, per il personale del SSN, vanno ricomprese nella retribuzione feriale,    se aventi tali caratteristiche, le indennità di turno, di terapie intensive e operatorie,  di malattie infettive, nonché le indennità di lavoro notturno, festivo, di pronta  disponibilità e reperibilità.

lunedì 25 maggio 2026

 Quando spettano i benefici per le vittime del dovere?


Cass. 21/05/2026, n. 15494


In tema di benefici in favore delle vittime del dovere (art. 1, comma 564, L. n. 266/2005; D.P.R. n. 243/2006), il riconoscimento dello status richiede un quid pluris rispetto alla mera dipendenz    da causa di servizio: è necessario che l'infermità sia riconducibile a particolari condizioni ambientali od operative, caratterizzate da circostanze straordinarie comportanti  un rischio superiore a quello ordinario inerente ai compiti d'istituto, dovendosi escludere ogni automatismo fondato sulla sola insalubrità dell'ambiente di lavoro o sulla violazione dell'art. 2087 c.c.

venerdì 22 maggio 2026

 E' possobile ottenere la Naspi nel lavoro carcerario?

Cass. 19/05/2026, n. 15066

In tema di lavoro carcerario, ai fini dell'accertamento delle condizioni per l'accesso alla NASpI, occorre verificare se la temporanea inattività lavorativa conseguente  al meccanismo di rotazione avviato tra i detenuti all'interno del sistema carcerario,  costituisca un'ipotesi di cessazione, ed integri pertanto uno stato di disoccupazione involontaria idonea ad ottenere il relativo trattamento

giovedì 21 maggio 2026

 In caso di trasferimento nel pubblico impiego occorre l'obbligo di motivazione stabilito dalla legge 241 del 1990?

Cass. 07/05/2026, n. 13099


Nell'impiego pubblico contrattualizzato gli atti di gestione del rapporto (assunzione, trasferimento, mutamento di sede, incarichi, sanzioni), rientrando nei poteri propri del datore di lavoro privato, hanno natura privatistica e sono espressione dei poteri  del datore di lavoro pubblico ai sensi degli artt. 2086, 2103, 1175 e 1375 c.c. Se ne desume che il rispetto dell'obbligo di motivazione imposto dalla legge o dalla contrattazione collettiva va parametrato alla natura dell'atto ed agli effetti che esso produce, nonchè ai principi di correttezza e buona fede cui è obbligato ad  attenersi il datore di lavoro pubblico, senza che trovi applicazione la disciplina   sulla motivazione degli atti amministrativi ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 241/1990. La motivazione eventualmente dovuta - anche nel caso in cui ciò sia espressamente richiesto - deve essere semplicemente idonea a rendere verificabile il rispetto di   buona fede e correttezza ed intellegibili le ragioni organizzative del trasferimento;    né è richiesto che si indichino i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, le risultanze istruttorie del provvedimento

mercoledì 20 maggio 2026

 Quando devono essere date le dimissioni per giusta causa?


Cass. 07/05/2026, n. 13173


In tema di dimissioni del lavoratore subordinato, la giusta causa ex art. 2119 c.c. richiede, oltre all'oggettiva gravità dell'inadempimento datoriale tale da non  consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, anche il requisito   dell'immediatezza (da intendersi in senso relativo); tale requisito è escluso sia  da un lasso temporale di diversi mesi tra il fatto e le dimissioni, sia dall'offerta   di prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso, poiché con tale condotta  il lavoratore esclude egli stesso la sussistenza di circostanze incompatibili con    la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto, con conseguente non spettanza dell'esonero    dall'obbligo di preavviso.

martedì 19 maggio 2026

 Il reddito di cittadinanza spetta anche ai titolari di protezione sussidiaria?


Corte giustizia Unione Europea, Sez. giurisdiz., Sentenza, 07/05/2026, n. 747/22


Gli articoli 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE ostano a una normativa nazionale che subordini la concessione, ai cittadini di Paesi    terzi titolari di protezione sussidiaria, di una misura di contrasto alla povertà  e di sostegno all'accesso al lavoro e all'inclusione sociale, quale il reddito di  cittadinanza, al requisito di aver risieduto nello Stato membro per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi, trattandosi di condizione che determina una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza, non oggettivamente giustificata.

lunedì 18 maggio 2026

 Quando si agisce per far valere l'effettiva titolarità del rapporto negli appalti vi è litisconsorzio nevessario?


Cass. 08/05/2026, n. 13252


In tema di recupero contributivo da parte dell'INPS, ove l'Istituto agisca non per  far valere la responsabilità solidale del committente ai sensi dell'art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, ma per ottenere l'accertamento della effettiva titolarità del rapporto di lavoro in capo all'utilizzatore, per illiceità dell'interposizione di manodopera e conseguente qualificazione di quest'ultimo quale datore di lavoro, non sussiste litisconsorzio  necessario con le società formalmente appaltatrici/datori di lavoro apparenti; è pertanto  inammissibile, ai sensi dell'art. 366, n. 4, c.p.c., il motivo di ricorso che non si confronti con tale autonoma ratio  decidendi e continui a presupporre l'operatività dell'art. 29 citat

sabato 16 maggio 2026

 In caso di attività lavorativa svolta durante la malattia su chi grava l'onere di dimostrare l'incompatibilità con la guarigione?


Cass. 11/05/2026, n. 13727

In tema di licenziamento disciplinare intimato per lo svolgimento di attività, lavorativa    o extralavorativa, durante l'assenza per malattia, grava sul datore di lavoro – ai    sensi dell'art. 5 l. n. 604/1966 – l'onere di provare che la malattia sia simulata ovvero che l'attività svolta sia,     in relazione alla natura dell'infermità e alle mansioni contrattuali, anche solo potenzialmente   idonea a pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del dipendente;  non sussiste, pertanto, alcun onere del lavoratore di dimostrare la compatibilità  dell'attività extralavorativa con lo stato morboso giustificativo dell'assenza.

giovedì 14 maggio 2026

 Il committente privato non professionale risponde degli infortuni del personale dell'appaltatore?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 26/02/2026, n. 17013


In tema di infortuni sul lavoro, anche il committente privato "non professionale" che affidi lavori di manutenzione domestica assume una posizione di garanzia: puo     non trovando applicazione, in difetto di cantiere temporaneo o mobile, la disciplina  specifica del D.Lgs. n. 81/2008, egli è comunque tenuto, a titolo di colpa generica, a verificare l'idoneità tecnico-professionale  del prestatore d'opera in relazione alla pericolosità dei lavori affidati e a valutare  le condizioni soggettive e organizzative del lavoratore (età, effettivo esercizio dell'attività, presenza di struttura organizzata), altrimenti assumendo su di sé il  rischio connesso all'esecuzione dell'opera

mercoledì 13 maggio 2026

 Quando è obbligatoria l'iscrizione alla Cipa ( cassa geometri)?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 09/05/2026, n. 13506


L'obbligo di iscrizione alla CIPAG, ex art. 22 L. n. 773/1982, presuppone comunque lo svolgimento di attività libero-professionale di geometra,    sebbene anche solo occasionale e non esclusiva; pertanto, il geometra iscritto all'albo  ma dipendente di azienda, ente pubblico o società può vincere la presunzione di esercizio     della libera professione dimostrando – anche mediante presunzioni – che l'attività   tecnico‑professionale svolta è resa in via esclusiva nell'ambito di un rapporto di     lavoro subordinato, nel solo interesse del datore di lavoro, sotto il suo potere direttivo,   organizzativo e disciplinare, e non integra esercizio autonomo di libera professione

martedì 12 maggio 2026

 Quando opeta l'irripetibilità dell'indebito previdenziale?


Corte d'Appello Napoli, Sez. lavoro, Sentenza, 19/01/2026, n. 84


La disciplina di cui all’art. 52, comma 2, L. n. 88/1989, come interpretata autenticamente dall’art. 13, L. n. 412/1991, che prevede l’irripetibilità delle somme indebitamente corrisposte sulla base di un provvedimento pensionistico definitivo viziato da errore imputabile all’ente, non si applica ai trattamenti liquidati espressamente, o comunque sostanzialmente, in  via provvisoria, per i quali resta operante la regola generale della ripetibilità dell’indebito ex art. 2033 c.c.

lunedì 11 maggio 2026

 Quando va restituito l'indebito previdenziale?


Corte d'Appello Catania, Sez. lavoro, Sentenza, 10/11/2025, n. 968


L'indebito pensionistico INPS derivante dalla corresponsione di somme eccedenti dovute   a maggiorazioni sociali non spettanti, quando imputabile alla conoscibilità dei dati reddituali del pensionato, deve essere recuperato entro il termine decadenziale dell'anno successivo alla trasmissione telematica del modello Unico contenente le dichiarazioni reddituali, salvo dolo dell'interessato, pena l'irripetibilità delle somme indebitamente percepite.

sabato 9 maggio 2026

 

Quali indici caratterizzano la subordinazoone?


Cass. 06/05/2026, n. 12846


In tema di qualificazione del rapporto di lavoro, l'accertamento della sussistenza  del vincolo di subordinazione – anche nei confronti di soci lavoratori di cooperativa   o di soci artigiani – costituisce giudizio di fatto rimesso al giudice di merito, il cui sindacato in cassazione è ammissibile, ai sensi dell'art. 360, n. 3, c.p.c., solo quanto all'individuazione astratta dei caratteri tipici della subordinazione di cui all'art. 2094 c.c., mentre la scelta, la ponderazione e il coordinamento degli indici sintomatici (assenza di rischio d'impresa, mancato utilizzo di attrezzature proprie, inserimento

            nell'organizzazione aziendale, esercizio del potere direttivo) sono censurabili esclusivamente

            nei ristretti limiti di cui all'art. 360, n. 5, c.p.

giovedì 7 maggio 2026

 Quando si ha mobbing?

Cass. 04/05/2026, n. 12547

Integra mobbing lavorativo la condotta del datore o dei superiori gerarchici caratterizzata  da una pluralità di comportamenti sistematici e prolungati nel tempo (quali ingiustificata  ed eccessiva attività di controllo, disparità di trattamento rispetto ai colleghi, continui richiami immotivati, immotivata negazione di permessi, demansionamento), connotati da intento vessatorio (animus nocendi) e causalmente ricollegabili a un danno all'integrità psico‑fisica del lavoratore; l'elemento soggettivo può essere desunto dalle peculiarità e dalla reiterazione delle condotte.

mercoledì 6 maggio 2026

 Quando si configura il licenziamento ingiurioso 

Cass. 30/04/2026, n. 11929


Il carattere ingiurioso del licenziamento, idoneo a fondare un autonomo diritto al  risarcimento del danno non patrimoniale rispetto a quello previsto dall'art. 18 l. n. 300/1970, non si identifica con la mera reiterazione di provvedimenti espulsivi poi dichiarati  illegittimi, né con la sola diffusione della notizia del recesso derivante da adempimenti organizzativi "necessitati" (quale il ritiro del badge aziendale), occorrendo la dimostrazione   di condotte datoriali aggiuntive connotate da volontà o modalità oggettivamente offensive.

martedì 5 maggio 2026

 Come provare il mobbing?



Cass. 30/04/2026, n. 11949


In materia di asserito mobbing e demansionamento, l'allegazione di una situazione  di inoperosità ricollegabile a disorganizzazione dell'ufficio, comune ad altri dipendenti     e l'assenza di una finalità persecutoria, unitamente alla discontinuità della prestazione   per frequenti assenze del lavoratore, non consentono di configurare né un illecito   datoriale ex se, né una condotta vessatoria risarcibile, gravando sul lavoratore l'onere di allegare e provare specificamente gli elementi oggettivi e soggettivi dell'illecito,   nonché il nesso causale con il danno lamentato.

lunedì 4 maggio 2026

 Come deve essere redatto il ricorso ex art. 445 bis cpc?


Cass. 29/04/2026, n. 11662


Nel giudizio ex art. 445-bis, comma 6, c.p.c., in tema di indennità di accompagnamento, il motivo di ricorso per cassazione che critichi la consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice di merito   è inammissibile se la parte non riproduce, almeno nei loro passi essenziali, i contenuti della relazione peritale e delle proprie contestazioni, né specifica le circostanze  e gli elementi in concreto trascurati, non potendosi limitare a dedurre genericamente     lacune valutative o errori di apprezzamento, in violazione dell'art. 366, n. 6, c.p.c. e del principio di autosufficienza.

giovedì 30 aprile 2026

 Nel licenziamento collettivo è possibile limitare gli esuberi presso una sola unità produttiva?


Cass. 27/04/2026, n. 11380

In tema di licenziamento collettivo, la regola legale di cui all'art. 5, comma 1, L. n. 223/1991 impone che l'individuazione dei lavoratori da licenziare avvenga avuto riguardo al  complesso aziendale; la limitazione della platea ai soli addetti ad una determinata   unità produttiva, settore o sede è legittima solo se il datore, nella comunicazione  di cui all'art. 4, comma 3, L. n. 223/1991, indichi in modo specifico:le ragioni che giustificano la restrizione dell'ambito di scelta;le ragioni per cui non è possibile ovviare ai licenziamenti mediante trasferimenti  ad altre unità produttive;le ragioni per le quali i lavoratori interessati non possono  essere comparati con gli altri dipendenti dell'azienda (ad esempio per non fungibilità   delle mansioni).

      

      

         

      

   

mercoledì 29 aprile 2026

 Quando vi è giusta causa di recesso da parte del preponente nel contratto di agenzia?


Cass. 27/04/2026, n. 11235


Nel contratto di agenzia, integra giusta causa di recesso del preponente, escludendo   il diritto dell'agente alle indennità di fine rapporto, la condotta dell'agente che,  senza avere previamente provato le lamentate indebite ingerenze o minacce dei manager  indicati dalla preponente, invii a quest'ultima una missiva dai contenuti gravemente   polemici e perentori, ponendola di fronte all'alternativa tra la modifica dell'assetto   organizzativo prescelto dalla preponente e la cessazione del rapporto, così violano     i canoni di correttezza, lealtà e buona fede di cui agli artt. 1175, 1375 e 1749 c.c.

martedì 28 aprile 2026

A chi spettano i permessi della legge 104 del 1992?

Cass. 24/04/2026, n. 10976

In tema di permessi retribuiti ex art. 33, comma 3, L. n. 104/1992, come integrato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 213 del 2016, il diritto alla fruizione dei permessi spetta esclusivamente al lavoratore che assista   il coniuge, la parte di un'unione civile, il convivente di fatto (nei sensi di cu   alla L. n. 76/2016) oppure un parente o affine entro il secondo grado (ovvero entro il terzo grado nei   casi previsti), restando esclusa la mera coabitazione con persona disabile priva di  tali legami di parentela, affinità o convivenza more uxorio

lunedì 27 aprile 2026

 Quando spetta l'indennità di posizione organizzativa nel ccnl enti locali?


Cass. 23/04/2026, n. 10755


Nel pubblico impiego contrattualizzato degli enti locali, il diritto del dipendente all'indennità di posizione organizzativa sorge solo se l'amministrazione abbia previamente    istituito, con atto organizzativo formale e discrezionale, la specifica posizione  organizzativa e ne abbia conferito l'incarico secondo le regole del CCNL (artt. 8   ss. CCNL 31.3.1999; art. 10 CCNL 22.1.2004). In mancanza di tale presupposto, non    sono configurabili né il diritto all'indennità né un danno da perdita di chance, restando   irrilevante sia la natura apicale delle mansioni svolte, sia l'espletamento di fatto  di funzioni assimilabili.

sabato 25 aprile 2026

 Che ruolo ha il part tine nel pubblico impiego?

Cass. 22/04/2026, n. 10684


Nel pubblico impiego il rapporto di lavoro è, per regola, a tempo pieno ed esclusivo   (art. 98 Cost.; art. 53 d.lgs. n. 165/2001; artt. 60 ss. d.P.R. n. 3/1957); la costituzione del rapporto a tempo parziale costituisce eccezione, ammessa solo    nei limiti e secondo le modalità previste dalla legge, dagli atti di organizzazione   e dalla contrattazione collettiva. Ne consegue che il lavoratore non vanta alcun diritto soggettivo ad essere assunto a tempo parziale, né l'amministrazione è tenuta a motivare    il rifiuto di stipulare ab origine un contratto part‑time.

giovedì 23 aprile 2026

 Da quando decorre la prescrizione dei contributi?

Cass. 18/04/2026, n. 10035


In tema di contributi dovuti dagli avvocati alla Gestione separata INPS, la prescrizione  quinquennale decorre dalla scadenza del termine di pagamento dei contributi e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi; ai fini della decorrenza rileva il differimento dei termini di versamento disposto dal D.P.C.M. 10 giugno 2010, che si applica a tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali siano stati elaborati studi di settore, a prescindere dall’effettiva soggezione agli stessi e anche se operanti nel regime dei "minimi"

mercoledì 22 aprile 2026

La discriminazione indiretta per disabilità interessa anche i caregiever?


 Cass. 10/04/2026, n. 9104

In tema di discriminazioni fondate sulla disabilità, integra discriminazione indiretta,  ai sensi del D.Lgs. n. 216/2003 (come interpretato alla luce della direttiva 2000/78/CE, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione ONU  sui diritti delle persone con disabilità), il comportamento del datore di lavoro che  non adotti soluzioni ragionevoli, idonee a consentire al lavoratore-caregiver di minore  gravemente disabile di organizzare la propria prestazione lavorativa in modo compatibili     con l'assistenza necessaria al figlio, quando tali soluzioni non comportino un onere     sproporzionato per l'organizzazione datoriale.

 

      

         

   

martedì 21 aprile 2026

 Quando spetta agevolaxione lavoratori reimpatriati?


Cass. 15/04/2026, n. 9597

In tema di regime fiscale dei lavoratori impatriati, ai fini dell'agevolazione di    cui all'art. 16, comma 1, lett. a), D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (nel testo applicabile agli anni d'imposta 2017‑2018), il lavoratore deve aver mantenuto   la residenza all'estero per i cinque periodi d'imposta precedenti il trasferimento  in Italia; non è quindi agevolabile il contribuente che, pur avendo lavorato stabilmente  all'estero, sia rimasto iscritto all'anagrafe della popolazione residente in Italia   e non abbia maturato il quinquennio di residenza estera.

lunedì 20 aprile 2026

 Come si effettua il riconoscimento dell'invalidità per cecità?


Cass. 15/04/2026, n. 9593


In tema di riconoscimento della cecità assoluta o parziale ai fini delle prestazioni  assistenziali, non sussiste violazione dell'art. 8 della L. n. 66/1962 e dell'art. 3 della L. n. 138/2001 quando il giudice di merito, preso atto della mancata collaborazione dell'interessato agli esami visivi, fondi il giudizio di insussistenza dello stato di cecità sulla valutazione di congruità tra l'esame obiettivo, gli accertamenti strumentali disponibili e la condizione di cecità dedotta, potendo escludere anche la cecità parziale sulla base di tali elementi complessivamente considerati.

sabato 18 aprile 2026

 Quando opera la responsabilità per infortuni del committente?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 28/01/2026, n. 13646


In tema di infortuni sul lavoro, la qualifica di "committente" ai sensi dell'art. 89, comma 1, lett. a), D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 non può essere desunta in via automatica dalla mera qualità di proprietario dell'immobile oggetto dei lavori, non esistendo una necessaria coincidenza tra figura del proprietario  che si avvantaggia dell'opera e quella del soggetto per conto del quale l'opera è affidata ed eseguita; la responsabilità del committente è posta in stretto collegamento con l'affidamento dell'opera e con l'incidenza della sua condotta sul governo del  rischio, sia nella scelta dell'esecutore, sia nell'eventuale ingerenza nell'esecuzione  dei lavori.

      

      

         Fonti:

         Massima redazionale, 2026

      

   

giovedì 16 aprile 2026

 Che natura ha la sospensione ex art. 4 l. 97 del 2001?


Cass. 14/04/2026, n. 9442

La sospensione obbligatoria dal servizio del dipendente pubblico ex art. 4, L. n. 97/2001 ha natura cautelare, interinale e provvisoria, ed il suo esito è inscindibilmente  connesso agli sbocchi del procedimento disciplinare: essa risulta giustificata solo     ove la sanzione definitivamente irrogata sia di gravità pari o superiore alla durata  della sospensione; in caso contrario - ovvero in caso di mancata attivazione o conclusione  del procedimento disciplinare - al dipendente compete la restitutio in integrum, con   il diritto al conguaglio delle differenze retributive rispetto all'assegno alimentare  percepito nel periodo di sospensione

mercoledì 15 aprile 2026

Quali obblighi incombono sul datore di lavoro per prevenire gli infortuni?


Cass. 25/03/2026, n. 13327

 In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, ai sensi dell'art. 71, comma 7, lett. a), d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, il datore di lavoro è gravato dagli obblighi di informazione, formazione e addestramento    del lavoratore in ordine al corretto uso delle attrezzature di lavoro; ne consegue    che l'iniziativa autonoma del lavoratore nell'utilizzo di un macchinario per il quale   non abbia ricevuto adeguata formazione non esclude la responsabilità contravvenzionale   del datore di lavoro, risolvendosi semmai in una conferma dell'inadempimento datoriale   all'obbligo formativo.

      

      

         Fonti:

martedì 14 aprile 2026

 Che funzione ha il durc?


Cass. 10/04/2026, n. 9057


Il Documento unico di regolarità contributiva (DURC), richiesto dall'art. 1, comma 1175, l. n. 296/2006 quale presupposto per la fruizione dei benefici normativi e contributivi, non ha   natura costitutiva, ma mera funzione di certazione amministrativa della regolarità contributiva; il suo rilascio non preclude all'INPS l'accertamento giudiziale di irregolarità    contributive né impedisce il recupero di sgravi indebitamente fruiti, atteso che il   DURC costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per il godimento dei benefici,  restando comunque richiesto il rispetto degli "altri obblighi di legge" e dei contratti   collettivi di cui al citato comma 1175.

lunedì 13 aprile 2026

 Come si determina il danno differenziale?


Cass. 09/04/2026, n. 8915

In tema di danno differenziale, la diversa struttura e funzione dell'indennizzo Inail  ex art. 13 d.lgs. n. 38/2000 rispetto al risarcimento civilistico impone che la detrazione operi non già sull'inter    somma liquidata dal giudice in via civilistica, né sull'indennizzo Inail considerato   "in blocco", ma secondo il criterio delle poste identiche: possono essere sottratte dal credito risarcitorio solo le somme che l'Inail ha erogato a ristoro dello stesso  specifico pregiudizio oggetto di risarcimento.

venerdì 10 aprile 2026

 Cosa deve indovidure esattamente la contestazione disciplinare?


Cass. 08/04/2026, n. 8741


In tema di licenziamento disciplinare, ai sensi dell'art. 7 della L. n. 300/1970, oggetto necessario della contestazione è il fatto nei suoi elementi materiali, e   non anche la specifica disposizione legale o contrattuale che si assume violata; ne consegue che l'erronea, incompleta o mancata indicazione della norma collettiva applicabile  non determina l'invalidità della contestazione, né vincola il giudice, cui  la qualificazione giuridica della condotta, la quale può essere sussunta d'ufficio    nella fattispecie disciplinare corretta, senza necessità di formule sacramentali o  di un espresso richiamo alla previsione del contratto collettivo in tema di recidiva.

giovedì 9 aprile 2026

 La tabella unica nazionale per la liquidaziome del danno non potrimoniale può essere utilizzaya anche in caso di infortuni?


Cass. 07/04/2026, n. 8630


In tema di liquidazione del danno non patrimoniale da lesione del bene salute, la Tabella Unica Nazionale (T.U.N.), approvata con D.P.R. 13 gennaio 2025 n. 12, pur essendo, per espressa previsione normativa, direttamente applicabile solo ai sinistri verificatisi dal 5 marzo 2025 nei soli ambiti di cui agli artt. 138 e 139 cod. ass. (RC auto e responsabilità sanitaria), può essere utilizzata con efficacia generalizzata  in via indiretta, quale parametro di concretizzazione del potere di liquidazione equitativa   ex artt. 1226 e 2056 c.c., anche per fatti lesivi anteriori alla sua entrata in vigore e per illeciti diversi da quelli riconducibili alla circolazione di veicoli e natanti o alla malpractie   sanitaria.

mercoledì 8 aprile 2026

 Quando cessa il diritto alla Naspi?

Cass. 03/04/2026, n. 8311

In tema di NASpI, la causa di decadenza prevista dall'art. 11, comma 1, lett. d), d.lgs. 4 marzo 2015, n. 22, va riferita al mero "raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato" e non già alla data di decorrenza del trattamento pensionistico né alla  presentazione della relativa domanda amministrativa, sicché l'indennità non spetta   per il periodo successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, risultando irrilevante il differimento dell'effettiva erogazione della pensione per  iniziativa dell'assicurato o per ragioni amministrative.

martedì 7 aprile 2026

 L'istanza di dilazione del credito contributivo interrompe la prescrizione?


Cass  26/03/2026, n. 7363


Nel giudizio di opposizione all'intimazione di pagamento ex art. 615 c.p.c., volto a far valere la prescrizione del credito contributivo sotteso a cartella  esattoriale, il giudice di merito, una volta accertata l'esistenza di un'istanza di    dilazione e di un correlato pagamento parziale, può attribuire ad essi efficacia interruttiva   della prescrizione, valorizzandone la sequenza e la connessione quali manifestazioni    univoche di riconoscimento del debito.

venerdì 3 aprile 2026

 L'indennità risarcitoria in caso di reintegra è soggetta a contribuzione?


Cass. 01/04/2026, n. 8067


In tema di licenziamento illegittimo con tutela reale ex art. 18 della L. n. 300/1970, le somme dovute a titolo risarcitorio, parametrate alle retribuzioni maturate dalla data del recesso sino alla reintegra o al pensionamento, devono essere liquidate dal giudice al lordo degli oneri fiscali e previdenziali, spettando al datore di lavoro,   in fase esecutiva, operare le ritenute di legge e versare le corrispondenti quote  all'erario e agli enti previdenziali, indipendentemente dal fatto che il rapporto  di lavoro sia, al momento del pagamento, in corso o già cessato.

giovedì 2 aprile 2026

 Come si determina il danno da demansionamento?


Cass. 30/03/2026, n. 7711


Il danno non patrimoniale da demansionamento può essere desunto in via presuntiva, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., dalla durata ultradecennale, costante e quotidiana dell'assegnazione a mansioni inferiori, trattandosi di fatto idoneo secondo l'id quod plerumque accidit a ledere     professionalità, immagine e dignità del lavoratore; la relativa liquidazione equitativa, ove sorretta da motivazione logica e puntuale sui criteri utilizzati, è insindacabile   in sede di legittimità

mercoledì 1 aprile 2026

 La contrattazione può escludere delle voci retrivutive dal tfr?


Cass. 30/03/2026, n. 7584


In tema di trattamento di fine rapporto, il principio legale di onnicomprensività  di cui all'art. 2120, comma 2, c.c. può essere derogato dai contratti collettivi, anche aziendali, sia mediante l'esclusione di specifiche voci retributive, sia attraverso la previsione     di un'autonoma nozione di retribuzione utile; tuttavia, la deroga  anche se in peius  per il lavoratore  deve risultare in modo chiaro ed univoco dal testo contrattuale,  sicché la clausola aziendale che si limiti a stabilire che un emolumento "non è valido a nessun effetto retributivo" non può essere automaticamente intesa come idonea, di per sé sola e in assenza di un'esegesi complessiva e coordinata delle fonti di diverso livello, a escludere detta voce dalla base di calcolo del TFR

martedì 31 marzo 2026

 

Come si determina la subordinazione?


Cass. 26/03/2026, n. 7264

Nel giudizio di legittimità sulla qualificazione di un rapporto di lavoro, l'apprezzamento  del giudice di merito circa la sussistenza della subordinazione anche quando fondato su presunzioni semplici e su una valutazione complessiva degli indizi ai sensi degli    artt. 2727 e 2729 c.c. è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione logica e non affetta  da omesso esame di un fatto decisivo nei termini rigorosamente delineati da Cass., S.U., n. 8053/2014; ne consegue che è inammissibile il ricorso che, sotto la veste della dedotta violazione dell'art. 2094 c.c. o delle regole sulle presunzioni, miri in realtà ad ottenere una diversa   valutazione  del materiale probatorio

lunedì 30 marzo 2026

 In caso di trasferomento d'azienda quando passano gli usi aziendali al cessionario?


Cass. 26/03/2026, n. 7274


In tema di trasferimento d'azienda, il premio feriale erogato dal cedente in forza  di uso aziendale integra una "fonte sociale" equiparabile alla contrattazione integrativa  aziendale, con la conseguenza che esso segue, ai sensi dell'art. 2112, comma 3, c.c., la sorte della contrattazione collettiva aziendale applicata presso il cessionario: l'uso aziendale sopravvive soltanto se presso il cessionario non sia  vigente alcuna contrattazione integrativa di pari livello; diversamente, è sostituito dalla disciplina collettiva aziendale del cessionario, anche se meno favorevole

sabato 28 marzo 2026

 L'assenza di procura al momento del deposito del ricorso è sanabile?


Cass. 24/03/2026, n. 7008

Nel processo del lavoro, la mancanza della procura alle liti al momento del deposito del ricorso introduttivo integra un'ipotesi di inesistenza dell'atto, non sanabile né mediante successivo rilascio della procura - non trovando applicazione l'art. 125, comma 2, c.p.c., riferito esclusivamente ai giudizi introdotti con citazione - né, ratione temporis, tramite il meccanismo di cui all'art. 182, comma 2, c.p.c., nel testo anteriore alla riforma Cartabia, che consente la    sanatoria solo dei vizi determinanti la nullità, e non l'inesistenza, della procura

giovedì 26 marzo 2026

 Quando un pubblico impiegato ha diritto a differenze retributive per mansioni superiori?


Cass. 24/03/2026, n. 7014

Nel pubblico impiego contrattualizzato, l'accertamento del diritto alle differenze  retributive per mansioni superiori impone al giudice un giudizio "trifasico" di sussunzione:  (a) individuazione della declaratoria e dei contenuti professionali del livello di inquadramento posseduto; (b) individuazione della declaratoria e dei contenuti  del livello rivendicato; (c) raffronto analitico tra tali declaratorie e le mansioni    in concreto svolte, in termini di abitualità, prevalenza, contenuto professionale  e responsabilità. È viziata la decisione che si limiti a formule generiche sulla "maggior    professionalità" o sui "più elevati profili di responsabilità", senza svolgere tale  comparazione, anche tenendo conto della diversa contrattazione collettiva succedutasi   ratione temporis.