venerdì 29 maggio 2026

 Quando una contestazione disciplinare rispetta il principio dell'immediatezza?

Cass. 27/05/2026, n. 16468

In tema di responsabilità disciplinare, il principio di immediatezza della contestazione    ex art. 7 della L. n. 300/1970 va inteso in senso relativo e va commisurato alla concreta acquisizione, da parte   del datore di lavoro, di una compiuta conoscenza del fatto addebitato, tenendo conto   del tempo necessario ai riscontri interni, della complessità dell'organizzazione aziendale    e dell'articolazione del procedimento disciplinare; la relativa valutazione è riservata    al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione logica   e congrua, non essendo sufficiente, per escludere la tempestività, la mera possibilità    di una più rapida rilevazione dell'illecito.

giovedì 28 maggio 2026

 Quando è esonerato dal dare il preavviso in caso di dimissioni il lavoratore padre?


Cass. 26/05/2026, n. 16324

In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso  di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui    opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo    obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato  soggettivo della paternità.

mercoledì 27 maggio 2026

 Indicare sulla busta che il tfr destinato ai fondi è stato versato costituisce truffa?


Cass. pen., Sez. II, Sentenza, 29/01/2026, n. 17760

Integra il delitto di truffa, in danno dei lavoratori, la condotta del datore di lavoro  che, pur trattenendo sulle retribuzioni le quote di TFR destinate alla previdenza  complementare, ometta sistematicamente di versarle al fondo pensione e continui, tuttavia, ad indicare nei cedolini paga i relativi versamenti come eseguiti: tale esposizione   di dati non veritieri, ancorché formalmente conforme all'obbligo di cui all'art. 1 della L. n. 4/1953, costituisce mezzo artificioso idoneo a creare una falsa rappresentazione della reale posizione previdenziale e ad indurre in errore il lavoratore.

martedì 26 maggio 2026

 Come deve essere determinata la retribuzione da corrispondere durante le ferie?


Cass. 19/05/2026, n. 14916


In tema di ferie annuali retribuite, la nozione di "retribuzione da corrispondere   durante il periodo feriale" comprende qualsiasi importo pecuniario che sia in rapporto  di collegamento con l'esecuzione delle mansioni e lo status personale e professionale   del lavoratore, ove la sua mancata erogazione in ferie sia idonea, anche solo potenzialmente,   a dissuadere il lavoratore dal godimento effettivo del riposo, in contrasto con l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Ne consegue che, per il personale del SSN, vanno ricomprese nella retribuzione feriale,    se aventi tali caratteristiche, le indennità di turno, di terapie intensive e operatorie,  di malattie infettive, nonché le indennità di lavoro notturno, festivo, di pronta  disponibilità e reperibilità.

lunedì 25 maggio 2026

 Quando spettano i benefici per le vittime del dovere?


Cass. 21/05/2026, n. 15494


In tema di benefici in favore delle vittime del dovere (art. 1, comma 564, L. n. 266/2005; D.P.R. n. 243/2006), il riconoscimento dello status richiede un quid pluris rispetto alla mera dipendenz    da causa di servizio: è necessario che l'infermità sia riconducibile a particolari condizioni ambientali od operative, caratterizzate da circostanze straordinarie comportanti  un rischio superiore a quello ordinario inerente ai compiti d'istituto, dovendosi escludere ogni automatismo fondato sulla sola insalubrità dell'ambiente di lavoro o sulla violazione dell'art. 2087 c.c.

venerdì 22 maggio 2026

 E' possobile ottenere la Naspi nel lavoro carcerario?

Cass. 19/05/2026, n. 15066

In tema di lavoro carcerario, ai fini dell'accertamento delle condizioni per l'accesso alla NASpI, occorre verificare se la temporanea inattività lavorativa conseguente  al meccanismo di rotazione avviato tra i detenuti all'interno del sistema carcerario,  costituisca un'ipotesi di cessazione, ed integri pertanto uno stato di disoccupazione involontaria idonea ad ottenere il relativo trattamento

giovedì 21 maggio 2026

 In caso di trasferimento nel pubblico impiego occorre l'obbligo di motivazione stabilito dalla legge 241 del 1990?

Cass. 07/05/2026, n. 13099


Nell'impiego pubblico contrattualizzato gli atti di gestione del rapporto (assunzione, trasferimento, mutamento di sede, incarichi, sanzioni), rientrando nei poteri propri del datore di lavoro privato, hanno natura privatistica e sono espressione dei poteri  del datore di lavoro pubblico ai sensi degli artt. 2086, 2103, 1175 e 1375 c.c. Se ne desume che il rispetto dell'obbligo di motivazione imposto dalla legge o dalla contrattazione collettiva va parametrato alla natura dell'atto ed agli effetti che esso produce, nonchè ai principi di correttezza e buona fede cui è obbligato ad  attenersi il datore di lavoro pubblico, senza che trovi applicazione la disciplina   sulla motivazione degli atti amministrativi ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 241/1990. La motivazione eventualmente dovuta - anche nel caso in cui ciò sia espressamente richiesto - deve essere semplicemente idonea a rendere verificabile il rispetto di   buona fede e correttezza ed intellegibili le ragioni organizzative del trasferimento;    né è richiesto che si indichino i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, le risultanze istruttorie del provvedimento

mercoledì 20 maggio 2026

 Quando devono essere date le dimissioni per giusta causa?


Cass. 07/05/2026, n. 13173


In tema di dimissioni del lavoratore subordinato, la giusta causa ex art. 2119 c.c. richiede, oltre all'oggettiva gravità dell'inadempimento datoriale tale da non  consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, anche il requisito   dell'immediatezza (da intendersi in senso relativo); tale requisito è escluso sia  da un lasso temporale di diversi mesi tra il fatto e le dimissioni, sia dall'offerta   di prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso, poiché con tale condotta  il lavoratore esclude egli stesso la sussistenza di circostanze incompatibili con    la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto, con conseguente non spettanza dell'esonero    dall'obbligo di preavviso.

martedì 19 maggio 2026

 Il reddito di cittadinanza spetta anche ai titolari di protezione sussidiaria?


Corte giustizia Unione Europea, Sez. giurisdiz., Sentenza, 07/05/2026, n. 747/22


Gli articoli 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE ostano a una normativa nazionale che subordini la concessione, ai cittadini di Paesi    terzi titolari di protezione sussidiaria, di una misura di contrasto alla povertà  e di sostegno all'accesso al lavoro e all'inclusione sociale, quale il reddito di  cittadinanza, al requisito di aver risieduto nello Stato membro per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi, trattandosi di condizione che determina una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza, non oggettivamente giustificata.

lunedì 18 maggio 2026

 Quando si agisce per far valere l'effettiva titolarità del rapporto negli appalti vi è litisconsorzio nevessario?


Cass. 08/05/2026, n. 13252


In tema di recupero contributivo da parte dell'INPS, ove l'Istituto agisca non per  far valere la responsabilità solidale del committente ai sensi dell'art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, ma per ottenere l'accertamento della effettiva titolarità del rapporto di lavoro in capo all'utilizzatore, per illiceità dell'interposizione di manodopera e conseguente qualificazione di quest'ultimo quale datore di lavoro, non sussiste litisconsorzio  necessario con le società formalmente appaltatrici/datori di lavoro apparenti; è pertanto  inammissibile, ai sensi dell'art. 366, n. 4, c.p.c., il motivo di ricorso che non si confronti con tale autonoma ratio  decidendi e continui a presupporre l'operatività dell'art. 29 citat

sabato 16 maggio 2026

 In caso di attività lavorativa svolta durante la malattia su chi grava l'onere di dimostrare l'incompatibilità con la guarigione?


Cass. 11/05/2026, n. 13727

In tema di licenziamento disciplinare intimato per lo svolgimento di attività, lavorativa    o extralavorativa, durante l'assenza per malattia, grava sul datore di lavoro – ai    sensi dell'art. 5 l. n. 604/1966 – l'onere di provare che la malattia sia simulata ovvero che l'attività svolta sia,     in relazione alla natura dell'infermità e alle mansioni contrattuali, anche solo potenzialmente   idonea a pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del dipendente;  non sussiste, pertanto, alcun onere del lavoratore di dimostrare la compatibilità  dell'attività extralavorativa con lo stato morboso giustificativo dell'assenza.

giovedì 14 maggio 2026

 Il committente privato non professionale risponde degli infortuni del personale dell'appaltatore?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 26/02/2026, n. 17013


In tema di infortuni sul lavoro, anche il committente privato "non professionale" che affidi lavori di manutenzione domestica assume una posizione di garanzia: puo     non trovando applicazione, in difetto di cantiere temporaneo o mobile, la disciplina  specifica del D.Lgs. n. 81/2008, egli è comunque tenuto, a titolo di colpa generica, a verificare l'idoneità tecnico-professionale  del prestatore d'opera in relazione alla pericolosità dei lavori affidati e a valutare  le condizioni soggettive e organizzative del lavoratore (età, effettivo esercizio dell'attività, presenza di struttura organizzata), altrimenti assumendo su di sé il  rischio connesso all'esecuzione dell'opera

mercoledì 13 maggio 2026

 Quando è obbligatoria l'iscrizione alla Cipa ( cassa geometri)?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 09/05/2026, n. 13506


L'obbligo di iscrizione alla CIPAG, ex art. 22 L. n. 773/1982, presuppone comunque lo svolgimento di attività libero-professionale di geometra,    sebbene anche solo occasionale e non esclusiva; pertanto, il geometra iscritto all'albo  ma dipendente di azienda, ente pubblico o società può vincere la presunzione di esercizio     della libera professione dimostrando – anche mediante presunzioni – che l'attività   tecnico‑professionale svolta è resa in via esclusiva nell'ambito di un rapporto di     lavoro subordinato, nel solo interesse del datore di lavoro, sotto il suo potere direttivo,   organizzativo e disciplinare, e non integra esercizio autonomo di libera professione

martedì 12 maggio 2026

 Quando opeta l'irripetibilità dell'indebito previdenziale?


Corte d'Appello Napoli, Sez. lavoro, Sentenza, 19/01/2026, n. 84


La disciplina di cui all’art. 52, comma 2, L. n. 88/1989, come interpretata autenticamente dall’art. 13, L. n. 412/1991, che prevede l’irripetibilità delle somme indebitamente corrisposte sulla base di un provvedimento pensionistico definitivo viziato da errore imputabile all’ente, non si applica ai trattamenti liquidati espressamente, o comunque sostanzialmente, in  via provvisoria, per i quali resta operante la regola generale della ripetibilità dell’indebito ex art. 2033 c.c.

lunedì 11 maggio 2026

 Quando va restituito l'indebito previdenziale?


Corte d'Appello Catania, Sez. lavoro, Sentenza, 10/11/2025, n. 968


L'indebito pensionistico INPS derivante dalla corresponsione di somme eccedenti dovute   a maggiorazioni sociali non spettanti, quando imputabile alla conoscibilità dei dati reddituali del pensionato, deve essere recuperato entro il termine decadenziale dell'anno successivo alla trasmissione telematica del modello Unico contenente le dichiarazioni reddituali, salvo dolo dell'interessato, pena l'irripetibilità delle somme indebitamente percepite.

sabato 9 maggio 2026

 

Quali indici caratterizzano la subordinazoone?


Cass. 06/05/2026, n. 12846


In tema di qualificazione del rapporto di lavoro, l'accertamento della sussistenza  del vincolo di subordinazione – anche nei confronti di soci lavoratori di cooperativa   o di soci artigiani – costituisce giudizio di fatto rimesso al giudice di merito, il cui sindacato in cassazione è ammissibile, ai sensi dell'art. 360, n. 3, c.p.c., solo quanto all'individuazione astratta dei caratteri tipici della subordinazione di cui all'art. 2094 c.c., mentre la scelta, la ponderazione e il coordinamento degli indici sintomatici (assenza di rischio d'impresa, mancato utilizzo di attrezzature proprie, inserimento

            nell'organizzazione aziendale, esercizio del potere direttivo) sono censurabili esclusivamente

            nei ristretti limiti di cui all'art. 360, n. 5, c.p.

giovedì 7 maggio 2026

 Quando si ha mobbing?

Cass. 04/05/2026, n. 12547

Integra mobbing lavorativo la condotta del datore o dei superiori gerarchici caratterizzata  da una pluralità di comportamenti sistematici e prolungati nel tempo (quali ingiustificata  ed eccessiva attività di controllo, disparità di trattamento rispetto ai colleghi, continui richiami immotivati, immotivata negazione di permessi, demansionamento), connotati da intento vessatorio (animus nocendi) e causalmente ricollegabili a un danno all'integrità psico‑fisica del lavoratore; l'elemento soggettivo può essere desunto dalle peculiarità e dalla reiterazione delle condotte.

mercoledì 6 maggio 2026

 Quando si configura il licenziamento ingiurioso 

Cass. 30/04/2026, n. 11929


Il carattere ingiurioso del licenziamento, idoneo a fondare un autonomo diritto al  risarcimento del danno non patrimoniale rispetto a quello previsto dall'art. 18 l. n. 300/1970, non si identifica con la mera reiterazione di provvedimenti espulsivi poi dichiarati  illegittimi, né con la sola diffusione della notizia del recesso derivante da adempimenti organizzativi "necessitati" (quale il ritiro del badge aziendale), occorrendo la dimostrazione   di condotte datoriali aggiuntive connotate da volontà o modalità oggettivamente offensive.

martedì 5 maggio 2026

 Come provare il mobbing?



Cass. 30/04/2026, n. 11949


In materia di asserito mobbing e demansionamento, l'allegazione di una situazione  di inoperosità ricollegabile a disorganizzazione dell'ufficio, comune ad altri dipendenti     e l'assenza di una finalità persecutoria, unitamente alla discontinuità della prestazione   per frequenti assenze del lavoratore, non consentono di configurare né un illecito   datoriale ex se, né una condotta vessatoria risarcibile, gravando sul lavoratore l'onere di allegare e provare specificamente gli elementi oggettivi e soggettivi dell'illecito,   nonché il nesso causale con il danno lamentato.

lunedì 4 maggio 2026

 Come deve essere redatto il ricorso ex art. 445 bis cpc?


Cass. 29/04/2026, n. 11662


Nel giudizio ex art. 445-bis, comma 6, c.p.c., in tema di indennità di accompagnamento, il motivo di ricorso per cassazione che critichi la consulenza tecnica d'ufficio recepita dal giudice di merito   è inammissibile se la parte non riproduce, almeno nei loro passi essenziali, i contenuti della relazione peritale e delle proprie contestazioni, né specifica le circostanze  e gli elementi in concreto trascurati, non potendosi limitare a dedurre genericamente     lacune valutative o errori di apprezzamento, in violazione dell'art. 366, n. 6, c.p.c. e del principio di autosufficienza.