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mercoledì 16 settembre 2026

 Come si determina il nesso causale dell'origine professionale della malarria in caso di più cause ?


Tribunale Pistoia sez. lav., 17/06/2026, n. 178

In presenza di una patologia ad eziologia multifattoriale, quale quella oggetto di esame, il nesso di causalità in ordine alla sua origine professionale non può essere ricavato da mere presunzioni semplici fondate su ipotesi tecniche astrattamente configurabili, ma richiede una dimostrazione concreta e specifica. Tale prova può essere fornita anche mediante il ricorso alla cosiddetta probabilità qualificata, la quale deve tuttavia essere corroborata da ulteriori elementi idonei a trasformare la conclusione di natura probabilistica in una certezza giuridicamente apprezzabile

giovedì 16 ottobre 2025

 Entro quando deve manifestarsi la malattia professionale per fare operare la presunzione di riferibilità alle mansioni nocive svolte?

Cass. 14/10/2025, n. 27410


In tema di riconoscimento del nesso causale per malattie professionali tabellate, qualora il lavoratore dimostri di essere affetto da una patologia inclusa nelle tabelle INAIL e di essere stato addetto alla lavorazione nociva, il nesso eziologico è presunto per legge solo ove la malattia stessa si sia manifestata entro il periodo massimo di indennizzabilità previsto in tabella. Oltre tale periodo, è onere del lavoratore provare la concreta riconducibilità della malattia all'attività lavorativa svolta, tenuto con

martedì 14 ottobre 2025

 Quando può essere riconosciuta la malattia professionale?


Cass. 09/10/2025, n. 27104


L'azione volta al riconoscimento della natura professionale di una malattia e alla concessione dei relativi benefici a carico dell'INAIL presuppone l'esistenza di un rapporto di lavoro. La mancata dimostrazione del rapporto di lavoro rende impossibile procedere alla delibazione circa le provvidenze richieste.

mercoledì 24 settembre 2025

 Come provo la malattia professionale?

Cass. 15/09/2025, n. 25204


Quando la malattia è inclusa nella tabella allegata al D.P.R. n. 1124 del 1965, al lavoratore è sufficiente dimostrare di esserne affetto e di essere stato addetto alla lavorazione nociva; in caso contrario il nesso di causalità dev'essere provato dal prestatore di lavoro secondo gli ordinari criteri e, in caso di contestazione, l'accertamento della riconducibilità della malattia alla previsione tabellare costituisce un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito.

martedì 7 gennaio 2025

 Come si determina la malattia professionale?


Tribunale Bologna, Sez. lavoro, 04/04/2024, n. 324



Il nesso di causalità relativo all'origine professionale della malattia non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessità di una concreta e specifica dimostrazione che può essere data anche in termini di probabilità sulla base della fattispecie, essendo impossibile nella maggior parte dei casi ottenere la certezza eziologica. È necessario acquisire il dato della probabilità qualificata attraverso ulteriori elementi idonei a tradurre la conclusione probabilistica in certezza giudiziale.

lunedì 8 maggio 2023

 A quali norme occorre riferirsi per il nesso causale delle malattie professionali?



Cass. 03/05/2023, n. 11488

Le regole che governano il nesso causale in tema di malattie professionali si trovano negli artt. 40 e 41 c.p., norme cui aver riguardo nella corretta interpretazione dell'art. 145 D.P.R. n. 1124 del 1965. In base all'art. 41 c.p., va data rilevanza ad ogni concausa che abbia contribuito alla produzione dell'evento lesivo, quand'anche la sua incidenza in termini di efficienza eziologica non sia stata preponderante, ma abbia contribuito in maniera indiretta e remota. Il nesso eziologico tra concausa ed evento è escluso solo quando questa degradi a mera occasione per l'intervento di fattori estranei all'attività lavorativa di per sé assorbenti.

mercoledì 3 maggio 2023

 Quando decorre il termine della prescrizione del diritto alla rendita?


Cass. 28/04/2023, n. 11250

In tema di malattia professionale, la malattia si considera verificata, con correlata decorrenza del diritto alla rendita e decorrenza del termine di prescrizione triennale, dal primo giorno di completa astensione dal lavoro per causa della malattia. Il giorno del riconoscimento in sede amministrativa, invece, non segna l'insorgenza del diritto, che viene riconosciuto dall'Inail in quanto già esistente a far data dalla verificazione della malattia.

mercoledì 14 marzo 2018

Quando opera la tutela assicurativa per malattia professionale?

Cass. 05/03/2018, n. 5066

In tema di tutela assicurativa del lavoratore per malattia professionale, sono indennizzabili tutte le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, sia che riguardi la lavorazione, sia che riguardi l'organizzazione del lavoro e le modalità della sua esplicazione, posto che il lavoro coinvolge la persona in tutte le sue dimensioni, sottoponendola a rischi rilevanti sia per la sfera fisica che psichica. Pertanto, ogni forma di tecnopatia che possa ritenersi conseguenza di attività lavorativa risulta assicurata all'INAIL, anche se non è compresa tra le malattie tabellate o tra i rischi tabellati, dovendo in tale caso il lavoratore dimostrare soltanto il nesso di causalità tra la lavorazione patogena e la malattia diagnosticata.

sabato 27 gennaio 2018

Come si valuta il nesso di causalità nella malattia professionale?

Per Cass. civ. Sez. lavoro, 24/01/2018, n. 1770

In tema di nesso causale tra attività lavorativa e malattia professionale, trova diretta applicazione la regola contenuta nell'art. 41 c.p., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell'equivalenza delle condizioni, secondo il quale va riconosciuta l'efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell'evento, mentre solamente se possa essere con certezza ravvisato l'intervento di un fattore estraneo all'attività lavorativa, che sia di per sé sufficiente a produrre l'infermità tanto da far degradare altre evenienze a semplici occasioni, deve escludersi l'esistenza del nesso eziologico richiesto dalla legge.