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mercoledì 17 maggio 2023

 Quali ndocumenti è possibile produrre in Cassazione?



Cass. 15/05/2023, n. 13238

Nel giudizio di cassazione è ammissibile la produzione di documenti non prodotti in precedenza non solo ove attengano alla nullità della sentenza impugnata o all'ammissibilità processuale del ricorso o del controricorso (ipotesi esplicitamente contemplate nell'art. 372 c.p.c.), ma anche nel caso in cui i nuovi documenti attengano al maturare di un successivo giudicato

sabato 15 maggio 2021

 Il cattivo esercizio del potere di apprezzamento delle prove permette di ricorrere in Cassazione?



Cass.12/05/2021, n. 12632

Il cattivo esercizio del potere di apprezzamento delle prove non legali da parte del giudice di merito non dà luogo ad alcun vizio denunciabile con il ricorso per cassazione, non essendo inquadrabile nel paradigma dell'art. 360, comma l, n. 5, c.p.c., che attribuisce rilievo all'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e presenti carattere decisivo per il giudizio, né in quello del precedente n. 4, disposizione che, per il tramite dell'art. 132, comma 1, n. 4, c.p.c., dà rilievo unicamente all'anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante.

venerdì 10 aprile 2020

Quando può essere oggetto di ricorso per cassazione aver utilizzato la presunzione quale oggetto di prova?

Cass. 06/04/2020, n. 7700

L'apprezzamento del giudice di merito circa il ricorso al ragionamento presuntivo e la valutazione della ricorrenza dei requisiti di precisione, gravità e concordanza richiesti dalla legge per valorizzare elementi di fatto come fonti di prova, sono incensurabili in sede di legittimità, l'unico sindacato in proposito riservato al giudice di legittimità essendo quello sulla tenuta della relativa motivazione, tenuta sindacabile soltanto nei ristretti limiti dell'art. 360, n. 5, cod. proc. civ. come risultante a seguito delle modifiche apportata dal d.l. n. 83/12, convertito in legge n. 134/12.

martedì 11 febbraio 2020

Entro che limiti la valutazione sulla gravità del licenziamento può essere sindacato in cassazione?


Cass. Ord., 04/02/2020, n. 2515

L'accertamento della gravità delle infrazioni poste a base di un licenziamento, in quanto necessariamente mediata dalla valutazione delle risultanze di causa, si risolve in un giudizio di fatto, riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità in termini di violazione di legge se non con la specifica denuncia di un contrasto tra il giudizio in tal senso espresso dal giudice di merito ed i principi dell'ordinamento quali delineati dalla giurisdizione di legittimità o gli "standard" valutativi esistenti nella realtà sociale che concorrono, con i principi medesimi, a comporre il diritto vivente.

sabato 7 aprile 2018


Cosa deve indicarsi nel ricorso per cassazione quando si contesta la mancata ammissione di un mezzo di prova?

Cass. 03/04/2018, n. 8148

In tema di ricorso per cassazione, il ricorrente che denunci la mancata ammissione di un mezzo istruttorio, è onerato, a pena di inammissibilità del ricorso per violazione del principio di autosufficienza, non solo della specifica indicazione del mezzo istruttorio richiesto e della chiara indicazione del nesso eziologico tra l'errore denunciato e la pronuncia emessa in concreto, ma anche della puntuale indicazione e trascrizione del contenuto del provvedimento censurato, così da rendere immediatamente apprezzabile dalla Suprema Corte il vizio dedotto.

mercoledì 24 gennaio 2018


Nei ricorsi per cassazione devo depositare l'intero contratto collettivo?


Cass. civ. Sez. lavoro, 19/01/2018, n. 1374

In tema di ricorso per cassazione per violazione di un c.c.n.l., l'onere di depositare i contratti e g1i accordi collettivi, imposto, a pena di improcedibilità del ricorso, dall'art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c., è soddisfatto solo con la produzione del testo integrale della fonte convenzionale, adempimento rispondente alla funzione nomofilattica della Corte di Cassazione e necessario per l'applicazione del canone ermeneutico previsto dall'art. 1363 c.c. Né, a tal fine, basterebbe la mera allegazione dell'intero fascicolo di parte del giudizio di merito in cui tale atto sia stato eventualmente depositato, essendo altresì necessario che in ricorso se ne indichi la precisa collocazione nell'incarto processuale.

lunedì 5 dicembre 2016

In sede di ricorso per Cassazione il contratto collettivo deve essere depositato per estratto o integralmente?  

Per Cass. civ. Sez. lavoro, 16/11/2016, n. 23351 "l'art. 369 comma 2 n. 4 cpc, laddove prevede che il ricorrente, a pena di improcedibilità del ricorso, depositi i contratti od accordi collettivi di diritto privato sui quali il ricorso si fonda, deve essere interpretato nel senso che il deposito deve avere ad oggetto non solo l'estratto recante le singole disposizioni collettive invocate nel ricorso, ma l'integrale testo del contratto od accordo collettivo di livello nazionale contenente tali disposizioni, rispondendo tale adempimento al corretto esercizio della funzione nomofilattica assegnata alla Corte di Cassazione nell'esercizio del sindacato di legittimità sull'interpretazione della contrattazione collettiva di livello nazionale"