mercoledì 9 settembre 2026

 La mancata erogazione dei buoni pasro da diritto al risarcimento del danno?

Cassazione civile sez. lav., 29/07/2026, n. 24194


La funzione assistenziale del buono pasto e il conseguente divieto di monetizzazione non impediscono il riconoscimento della tutela spettante al dipendente quando l'Amministrazione abbia omesso l'erogazione del beneficio, poiché una diversa soluzione finirebbe per negare in concreto il diritto riconosciuto e l'effettività della pronuncia giurisdizionale.

martedì 8 settembre 2026

 Quando sorge il diritto al buono pasto sostitutivo della mensa?


Cassazione civile sez. lav., 2/09/2026, n. 24919


Il buono pasto costituisce un beneficio di carattere assistenziale volto a favorire il benessere del lavoratore e a conciliare le esigenze del servizio con quelle personali durante la giornata lavorativa. La sua attribuzione presuppone, quale condizione generale, che il lavoratore presti attività per almeno sei ore e fruisca di un intervallo non lavorato destinato alla pausa pranzo, senza che rilevino né la durata della pausa né l'articolazione dell'orario in turni, purché l'orario giornaliero sia quello contrattualmente previsto per la fruizione del beneficio.

lunedì 7 settembre 2026

 L'aspettativa nel pubblico impiego può essere richiesta prima dell'avvio del rapporto?

Cassazione civile sez. lav., 1/09/2026, n. 24911

Nel pubblico impiego, anche dopo la contrattualizzazione del rapporto, l'aspettativa presuppone che il rapporto di lavoro sia già instaurato e non può quindi essere utilizzata per differire la presa di servizio. Poiché l'assunzione in prova costituisce una fase necessaria per il consolidamento del rapporto, fino al suo positivo espletamento non può ritenersi utilmente costituito il rapporto di impiego necessario per il collocamento in aspettativa. Ne consegue che la mancata presa di servizio, ove non sorretta da un giustificato motivo costituito da ragioni serie, gravi e obiettive, determina la decadenza dalla nomina e rende irrilevante la questione relativa al rigetto dell'istanza di aspettativa. L'amministrazione è comunque tenuta a valutare il motivo addotto dall'interessato quando questo sia stato tempestivamente prospettato e a verificare se integri un impedimento effettivo e non una mera ragione di convenienza personale.

sabato 5 settembre 2026

 L'ambiente di lavoro stressante può determinare la violazione dell'art. 2087 cc anche in assenza di mobbing?


Corte appello Napoli sez. lav., 26/06/2026, n. 2109


In materia di tutela delle condizioni di lavoro, qualora il lavoratore deduca una pluralità di condotte vessatorie asseritamente integranti mobbing, il giudice, anche ove non ritenga provato l'intento persecutorio unitario richiesto ai fini della configurabilità del mobbing, è comunque tenuto a verificare se i singoli comportamenti, considerati nella loro sequenza causale, abbiano determinato un ambiente lavorativo oggettivamente stressogeno e lesivo della salute, integrante violazione dell'art. 2087 c.c. La responsabilità datoriale sussiste quando emerga l'imposizione reiterata di condizioni di lavoro mortificanti o professionalmente degradanti, idonee a ledere la personalità morale e l'integrità psico-fisica del lavoratore, ancorché le mansioni siano formalmente equivalenti e indipendentemente dalla qualificazione medico-legale della fattispecie come mobbing o straining, rilevando tali nozioni esclusivamente quali categorie descrittive della violazione dell'obbligo di sicurezza gravante sul datore di lavoro

giovedì 3 settembre 2026

 Il datore di lavoro può utilizzare le dirette tik tok del lavoratore a fini disciplinari?


Tribunale Gorizia sez. I, 21/07/2026, n. 129


Il contenuto di una diretta live effettuata su TikTok, ancorché trasmessa da un account a profilo "privato", non costituisce corrispondenza riservata ai sensi dell'art. 15 Cost., attesa la funzione di condivisione e divulgazione propria dei social network; né la sua utilizzazione a fini disciplinari da parte del datore di lavoro integra un trattamento illecito ai sensi del GDPR

mercoledì 2 settembre 2026

 Si può utilizzare il regime contributivo per gli addetti ai servizi familiari per i lavoratori non assunti dall'assistito?


Cassazione penale sez. IV, 31/08/2026, n. 24869


In tema di lavoro domestico, non ricorre il regime contributivo INPS previsto per gli addetti ai servizi familiari quando un'associazione di promozione sociale impiega lavoratori per l'assistenza ad anziani presso l'abitazione o la struttura di ricovero dell'assistito, senza convivenza né inserimento in una comunità stabile con il datore di lavoro, e la prestazione non è funzionalmente collegata al funzionamento della vita familiare del datore, ma si inserisce nell'attività organizzata dell'ente, riconducibile a mera messa a disposizione di manodopera per terzi, con conseguente applicazione del regime contributivo ordinario.

martedì 1 settembre 2026

 Il lavoratore può agire contro l'Inps per ottenere la regolarizzazione dei contributi prescritti?



Cassazione civile sez. lav., 24/08/2026, n. 24749

In caso di omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, il lavoratore non ha diritto di agire nei confronti dell'ente previdenziale per ottenere la regolarizzazione della propria posizione contributiva, neppure quando l'ente, nonostante la denuncia, non abbia provveduto al recupero e i contributi siano prescritti, potendo agire nei confronti del datore di lavoro per il risarcimento del danno derivante dalla perdita delle prestazioni previdenziali conseguente all'inadempimento contributivo oppure chiedere all'ente la costituzione della rendita vitalizia.