mercoledì 30 settembre 2026

 Come si determina la retribuzione feriale?


Corte appello Brescia sez. lav., 18/06/2026, n. 86

La retribuzione dovuta al lavoratore durante il periodo di ferie, deve ricomprendere tutti gli emolumenti che in modo stabile e non meramente occasionale, presentano un collegamento funzionale con l’esecuzione delle mansioni e con il suo status professionale (luogo, orario, turni, disagi). Tali indennità, non essendo rapportate a specifiche spese sostenute dal dipendente, non hanno natura risarcitoria ma assumono funzione retributiva, remunerando il disagio connesso al luogo e alle modalità della prestazione. L’esclusione di tali emolumenti, specie in presenza di livelli retributivi contenuti, produce infatti un effetto dissuasivo nell’esercizio del diritto alle ferie, scoraggiando il pieno godimento del riposo. In conformità alle disposizioni unionali, come interpretate dalla Corte di Giustizia, e dalla giurisprudenza di legittimità, eventuali clausole dei contratti collettivi di settore non possono legittimamente derogare in peius, non assumendo rilievo, in senso contrario, il fatto che il lavoratore abbia comunque goduto delle ferie o che il datore invochi errori protratti nel tempo nell’erogazione di talune voci retributive.

martedì 29 settembre 2026

 Quali contratti possono possono introdurre le ipotesi divammissibilità del lavoro intermittente?


Tribunale Velletri , 25/09/2025, n. 1255


Ai sensi dell’art. 13, comma 1, del d.lgs. n. 81/2015, le ipotesi oggettive per le quali è possibile ricorrere al lavoro intermittente possono essere individuate solo dai contratti collettivi di cui all’art. 51 del medesimo decreto legislativo e cioè contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e dai contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.

lunedì 28 settembre 2026

 Quando i lavori socialmente utili possono essere qualificati come rapporti di lavoro ordinari?

Cassazione civile sez. lav., 22/09/2026, n. 25709

Nei rapporti di lavoro socialmente utili, la qualificazione del rapporto in termini di lavoro subordinato, con applicazione dell'art. 2126 c.c., richiede la compresenza di due presupposti: a) la radicale difformità dell'attività concretamente svolta rispetto al progetto LSU; b) lo stabile inserimento del lavoratore nell'organizzazione dell'ente utilizzatore. Tali requisiti non sono alternativi né sovrapponibili e lo sviamento dal progetto costituisce prerequisito essenziale, in mancanza del quale è precluso ogni ulteriore accertamento sulla subordinazion

venerdì 25 settembre 2026

 Quando è possivile deteeninare lo straordinario equitativamente?


Corte appello Catania sez. lav., 9/02/2026, n. 29

Spetta al lavoratore che agisce per ottenere il compenso per lavoro straordinario l'onere di provare l'effettivo svolgimento della prestazione oltre l'orario stabilito; tuttavia la mancata prova dell'esatto ammontare delle ore di lavoro straordinario non impedisce al giudice di quantificarle in via equitativa, purché a monte sia stata già accertata la sussistenza del lavoro straordinario

giovedì 24 settembre 2026

 Come si realizza la cessione di azienda in presenza di più punti vendita non autonomi?

Corte appello Milano , 23/09/2025, n. 673

Nel momento in cui si esclude che un singolo punto vendita costituisca un ramo aziendale autonomo (con la ovvia sottointesa conclusione che esso faccia parte della medesima azienda) e una volta che si afferma che è stata ceduta l’azienda nelle sue varie articolazioni territoriali non funzionalmente autonome, anche i lavoratori impiegati nell’unico punto vendita escluso dalla cessione devono vedere trasferito all’acquirente il proprio rapporto di lavoro, ex art. 2112 c.c., finendosi altrimenti per avallare una non consentita forma incontrollata di espulsione di frazioni non coordinate fra loro, di semplici reparti o uffici, di articolazioni non autonome, unificate soltanto dalla volontà dell’imprenditore e non dall’inerenza del rapporto ad una entità economica dotata di autonoma ed obiettiva funzionalità. 

mercoledì 23 settembre 2026

 Quando è legittimo il distacco?


Tribunale Mantova sez. lav., 24/06/2026, n. 174


L'art. 30 del d.lgs. n. 276 del 2003 disciplina il "distacco", vale a dire il trasferimento temporaneo, disposto dal datore di lavoro per soddisfare un proprio interesse, di uno o più lavoratori che vengono messi a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una specifica e determinata attività lavorativa. Requisiti di legittimità del distacco sono la temporaneità - ossia la non definitività della destinazione del lavoratore presso il distaccatario - e l'interesse del distaccante, ossia qualsivoglia interesse produttivo che non coincida con la mera somministrazione di lavoro

martedì 22 settembre 2026

 Quando ricorre lo stato di bisogno ai fini del reato ex art. 603 bis cp?




Cassazione penale sez. III, 9/07/2026, n. 31546

In tema di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, lo stato di bisogno di cui all'art. 603-bis c.p. ricorre quando il lavoratore versi in una grave difficoltà, anche solo temporanea, idonea a comprimere in concreto la sua libertà di autodeterminazione, e non richiede una condizione di indigenza estrema. La regolarità formale del rapporto di lavoro, la disponibilità di un alloggio o di beni di modesto valore, così come la mera astratta possibilità di accesso ad ammortizzatori sociali (quali la NASpI), non sono, di per sé soli, elementi idonei ad escludere lo stato di bisogno, ove permangano condizioni economiche e familiari tali da costringere il lavoratore ad accettare trattamenti gravemente deteriori.