Quando spetta al lavoratore padre l'esonero dal preavviso delle dimissioni?
avv.Raffaele Ingrassia diritto del lavoro
martedì 2 giugno 2026
venerdì 29 maggio 2026
Quando una contestazione disciplinare rispetta il principio dell'immediatezza?
Cass. 27/05/2026, n. 16468
In tema di responsabilità disciplinare, il principio di immediatezza della contestazione ex art. 7 della L. n. 300/1970 va inteso in senso relativo e va commisurato alla concreta acquisizione, da parte del datore di lavoro, di una compiuta conoscenza del fatto addebitato, tenendo conto del tempo necessario ai riscontri interni, della complessità dell'organizzazione aziendale e dell'articolazione del procedimento disciplinare; la relativa valutazione è riservata al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione logica e congrua, non essendo sufficiente, per escludere la tempestività, la mera possibilità di una più rapida rilevazione dell'illecito.
giovedì 28 maggio 2026
Quando è esonerato dal dare il preavviso in caso di dimissioni il lavoratore padre?
Cass. 26/05/2026, n. 16324
In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato soggettivo della paternità.
mercoledì 27 maggio 2026
Indicare sulla busta che il tfr destinato ai fondi è stato versato costituisce truffa?
Cass. pen., Sez. II, Sentenza, 29/01/2026, n. 17760
Integra il delitto di truffa, in danno dei lavoratori, la condotta del datore di lavoro che, pur trattenendo sulle retribuzioni le quote di TFR destinate alla previdenza complementare, ometta sistematicamente di versarle al fondo pensione e continui, tuttavia, ad indicare nei cedolini paga i relativi versamenti come eseguiti: tale esposizione di dati non veritieri, ancorché formalmente conforme all'obbligo di cui all'art. 1 della L. n. 4/1953, costituisce mezzo artificioso idoneo a creare una falsa rappresentazione della reale posizione previdenziale e ad indurre in errore il lavoratore.
martedì 26 maggio 2026
Come deve essere determinata la retribuzione da corrispondere durante le ferie?
Cass. 19/05/2026, n. 14916
In tema di ferie annuali retribuite, la nozione di "retribuzione da corrispondere durante il periodo feriale" comprende qualsiasi importo pecuniario che sia in rapporto di collegamento con l'esecuzione delle mansioni e lo status personale e professionale del lavoratore, ove la sua mancata erogazione in ferie sia idonea, anche solo potenzialmente, a dissuadere il lavoratore dal godimento effettivo del riposo, in contrasto con l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Ne consegue che, per il personale del SSN, vanno ricomprese nella retribuzione feriale, se aventi tali caratteristiche, le indennità di turno, di terapie intensive e operatorie, di malattie infettive, nonché le indennità di lavoro notturno, festivo, di pronta disponibilità e reperibilità.
lunedì 25 maggio 2026
Quando spettano i benefici per le vittime del dovere?
Cass. 21/05/2026, n. 15494
In tema di benefici in favore delle vittime del dovere (art. 1, comma 564, L. n. 266/2005; D.P.R. n. 243/2006), il riconoscimento dello status richiede un quid pluris rispetto alla mera dipendenz da causa di servizio: è necessario che l'infermità sia riconducibile a particolari condizioni ambientali od operative, caratterizzate da circostanze straordinarie comportanti un rischio superiore a quello ordinario inerente ai compiti d'istituto, dovendosi escludere ogni automatismo fondato sulla sola insalubrità dell'ambiente di lavoro o sulla violazione dell'art. 2087 c.c.
venerdì 22 maggio 2026
E' possobile ottenere la Naspi nel lavoro carcerario?
Cass. 19/05/2026, n. 15066
In tema di lavoro carcerario, ai fini dell'accertamento delle condizioni per l'accesso alla NASpI, occorre verificare se la temporanea inattività lavorativa conseguente al meccanismo di rotazione avviato tra i detenuti all'interno del sistema carcerario, costituisca un'ipotesi di cessazione, ed integri pertanto uno stato di disoccupazione involontaria idonea ad ottenere il relativo trattamento