La reiterazione di comportamenti intimidatori e aggressivi sul luogo di lavoro può integrare il delitto di atti persecutori?
Tribunale Torino sez. uff. indagini prel., 19/10/2026, n. 1363
La fattispecie incriminatrice di cui all'art. 612-bis c.p. trova applicazione anche alle dinamiche relazionali proprie dell'ambiente lavorativo, ove l'autorità connessa alla posizione gerarchica venga strumentalizzata per realizzare una pluralità di comportamenti oppressivi o minacciosi, causalmente riconducibili a uno degli eventi tipici del delitto. La qualificazione penalistica di tali comportamenti postula un'indagine che ne ricostruisca la complessiva portata offensiva, valorizzando la reiterazione degli abusi, il concreto atteggiarsi del rapporto di subordinazione, la vulnerabilità della persona offesa e gli effetti perturbativi determinati sulla sua stabilità emotiva e psicologica