lunedì 27 luglio 2026

 In caso di sentenza che annulla la precedente reintegra le retribuzioni medio tempore maturate vanno restituite?


Cass. 23/07/2026, n. 23919

Nel caso in cui il datore di lavoro, in ottemperanza a un provvedimento giudiziale  che dichiara l'illegittimità del licenziamento e ordina la reintegrazione, proceda     alla effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro e torni a esercitare i poteri  tipici di datore (assegnazione della sede, potere disciplinare, ecc.), la successiva    sentenza di appello che, ai sensi dell'art. 336, comma 2, c.p.c., riformi la pronuncia di illegittimità del licenziamento e ne accerti la legittimità, pur producendo effetti espansivi esterni in ordine al venir meno dell'obbligo    di reintegra e dell'obbligo risarcitorio correlato al licenziamento, non travolge gli atti di concreta gestione del rapporto medio tempore ripristinato, né gli obblighi  retributivi insorti in tale periodo.

sabato 25 luglio 2026

 Nel pubbluco impuego è 9bbligatorio l'indebito retributivo?


Cass. 22/07/2026, n. 23772


Nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, la ripetizione dell'indebito retributivo   ai sensi dell'art. 2033 c.c. costituisce atto di natura privatistica e integra un diritto-dovere dell'Amministrazione,   sorretto da interesse pubblico, sicché la buona fede del dipendente percettore e l'affidamento   ingenerato dalla condotta dell'ente non ostano, di per sé, alla ripetibilità delle   somme indebitamente corrisposte, restando esclusa l'applicabilità dell'art. 21-nonies L. n. 241/1990.

giovedì 23 luglio 2026

 Quando si possono richiedere in appello le differenze retributive derivanti dal livello superiore?


Cass.  21/07/2026, n. 23621


Nel rito del lavoro, la domanda di corresponsione delle differenze retributive fondata sulla divergenza tra livello di inquadramento formalmente attribuito e parametro retributivo   effettivamente applicato in busta paga non integra domanda nuova in appello, ove nel   ricorso ex art. 414 c.p.c. sia stata sin dall'origine richiesta la condanna al pagamento di tutte le somme dovute in ragione dell'inquadramento contrattuale e le diverse poste (superiore  inquadramento, differenze per livello formale, lavoro notturno) risultino ricavabili,   anche tramite conteggi, dal complessivo contenuto dell'atto introduttivo; l'interpretazione  della domanda, quale giudizio di fatto riservato al giudice di merito, è censurabile    in cassazione solo nei limiti dell'art. 360, n. 5, c.p.c.

mercoledì 22 luglio 2026

 Lo stato d'incapacità maturale incide sulla presunzione di conoscibilità ai fini della decadenza dall'impugnazione?

Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 18/07/2026, n. 23486

In tema di licenziamento individuale, lo stato di incapacità naturale, anche se processualmente  accertato e non contestato, del lavoratore destinatario della comunicazione di recesso   non incide sulla presunzione di conoscenza di cui all'art. 1335 c.c., che si fonda sulla mera pervenuta ricezione dell'atto all'indirizzo del destinatario  e su elementi oggettivi di "conoscibilità" dell'atto, senza tener conto delle condizioni   soggettive (quali l'incapacità naturale) del ricevente. Tale incapacità non può dunque   essere valorizzata per superare la presunzione di conoscenza né per introdurre, in  via interpretativa, cause di sospensione o interruzione della decadenza, istituti che l'ordinamento esclude per la decadenza (art. 2964 c.c.) e disciplina solo per la prescrizione.

martedì 21 luglio 2026

 Come si determina la competenza territoriale nel pubbluco impiego?


Cass. 17/07/2026, n. 23390


Nel pubblico impiego privatizzato, ai sensi dell'art. 413, quinto comma, c.p.c., la competenza territoriale nelle controversie relative al     rapporto di lavoro (incluse quelle disciplinari e sul licenziamento) si determina  in relazione al luogo in cui il lavoratore presta effettivo servizio, purché dotato   di una struttura minima idonea all'operatività, e non già in base al luogo in cui   ha sede la Direzione generale o si svolge la gestione amministrativa del rapporto

lunedì 20 luglio 2026

 Quando opera la ripetibilità l'indebito previdenziale?

Corte d'Appello Palermo, Sez. lavoro, Sentenza, 01/06/2026, n. 823

La deroga alla ripetibilità dell’indebito assistenziale, fondata sulla tutela del   legittimo affidamento del percettore in buona fede ex art. 38 Cost., richiede la non addebitabilità dell’erogazione indebita e la sussistenza di    una situazione di affidamento incolpevole; tale affidamento deve escludersi quando    il beneficiario abbia ricevuto e conosciuto il verbale di revisione da cui risulti   chiaramente il venir meno del requisito sanitario per l’indennità di  essendo irrilevante, in tal caso, la prosecuzione dei pagamenti da parte dell’ente.

sabato 18 luglio 2026

 Quando si perfeziona la notifica della cartella trasmessa con raccomandata?


Cass. 15/07/2026, n. 23264

La notifica della cartella esattoriale eseguita dal concessionario mediante invio   diretto di raccomandata con avviso di ricevimento, ai sensi dell’art. 26, comma 1, seconda parte, d.P.R. n. 602/1973, si perfeziona con la ricezione del plico all’indirizzo del destinatario, alla data  risultante dall’avviso di ricevimento, senza necessità di relata di notifica, né di   applicazione della disciplina della L. n. 890/1982 (ulteriore raccomandata informativa, ricerca di consegnatari preferenziali). La prova  della notifica è assolta con la produzione dell’avviso di ricevimento recante il numero  identificativo della cartella, e la conoscenza dell’atto si presume ex art. 1335 c.c., salvo prova contraria del destinatario.