venerdì 10 luglio 2026

 Quando sorge il rapporto dirigenziale  el pubblico impiego?

Cass. 08/07/2026, n. 22879

Nell'impiego pubblico contrattualizzato, il rapporto dirigenziale sorge esclusivamente    a seguito della stipulazione del contratto di lavoro: l'atto unilaterale di conferimento    dell'incarico, adottato dalla P.A. nell'esercizio del potere privatistico di cui all'art. 5, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001, ha mera rilevanza organizzativa e ai fini dei controlli interni, non è idoneo a   instaurare il rapporto né integra proposta contrattuale, e non può essere surrogato   da comunicazioni informali o da attività di pubblicizzazione della nomina. Ne consegue   che, in mancanza di formale atto di conferimento e di successiva stipula del contratto,    l'aspirante non vanta alcun diritto soggettivo alla nomina, né alla stipula del contratto  accessorio, restando configurabile solo, in presenza di specifici presupposti, una    tutela risarcitoria per violazione del legittimo affidamento

giovedì 9 luglio 2026

 La clausola soviale ex art. 37 ccnl cooperative socoali imponevun obbligo assoluto all'assunzione del personale della gestione uscente?


Cass. 07/07/2026, n. 22831

In tema di appalti nei servizi sociali, la clausola sociale di cui all’art. 37 CCNL  Servizi sociali – avente natura precettiva e finalizzata alla salvaguardia della continuità    occupazionale – non comporta un obbligo assoluto e incondizionato per il nuovo gestore (anche se ente pubblico o azienda speciale interna all’ente) di assumere tutto il   personale dipendente dall’appaltatore uscente, ma opera solo nei limiti del fabbisogno  organizzativo desumibile dai capitolati e dagli atti di affidamento, con riferimento ai lavoratori stabilmente adibiti ai servizi oggetto di prosecuzione.

mercoledì 8 luglio 2026

 Che valore probatorio ha il verbale di visita fiscale?


Cass. 02/07/2026, n. 22621


In tema di licenziamento disciplinare per irreperibilità del lavoratore alle visite  fiscali INPS, l'interpretazione dei verbali di accesso redatti dal medico fiscale- quale atto amministrativo a contenuto non normativo - integra valutazione di fatto  riservata al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione ove sorretta da motivazione  logicamente coerente e rispettosa dei criteri di cui agli artt. 1362 ss. c.c.; l'ambiguità intrinseca di espressioni quali "sconosciuto/irreperibile all'indirizzo  consente al giudice di valorizzare elementi indiziari (esiti di accessi contigui,    situazione dei luoghi, annotazione "impossibilità a lasciare l'invito") e di escludere   la prova dell'irreperibilità del lavoratore, con conseguente insussistenza del fatto contestato e rigetto della domanda di legittimità del licenziamento.

      

      

         

martedì 7 luglio 2026

 Gli indici stabilti dall'art. 603 sono tassativi?

Cass. 12/06/2026, n. 24912

In tema di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis cod. pen.), gli indici di sfruttamento indicati al comma 3 non hanno natura tassativa,  potendo il giudice valorizzare anche ulteriori condizioni di abuso - quali, ad esempio,  la situazione alloggiativa degradante e le modalità complessive di organizzazione  della prestazione - purché sintomatiche della sottoposizione del lavoratore a condizioni   di sfruttamento e dell'approfittamento del suo stato di bisogno, senza che ciò determini  violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza (art. 521 cod. proc. pen.).

lunedì 6 luglio 2026

 Come è ripartito l'onere della prova nel lucenziamento per assenza ingiustificata?

Cass. 02/07/2026, n. 22622

In caso di licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata, il datore di lavoro deve provare l'assenza nella sua oggettività, mentre grava sul lavoratore l'onere di dimostrare gli elementi giustificativi; è tuttavia consentito al giudice desumere,  in via presuntiva ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., lo svolgimento della prestazione in modalità agile anche in giornate prive  di specifica tracciabilità documentale, sulla base del complessivo contegno delle   parti e dell'assetto fattuale del rapporto.

venerdì 3 luglio 2026

 Può essere convertito il permesso di studio in permesso di lavoro quando il primo procedimento bon si è ancora concluso?

T.A.R. Piemonte Torino, Sez. I, Sentenza, 12/05/2026, n. 1053


È illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a lavoro subordinato fondato sulla mancata formale emissione del permesso di studio,  qualora lo straniero sia entrato regolarmente con visto per studio, abbia tempestivamente presentato domanda di rilascio del relativo permesso e l’amministrazione non concluso il procedimento nei termini di legge. In tal caso, l’art. 6, D.Lgs. n. 286/1998 va interpretato estensivamente nel senso di consentire la proposizione dell’istanza  di conversione anche nelle more del rilascio del titolo, dovendosi imputare    all'amministrazione il ritardo procedimentale e non potendo lo straniero subirne pregiudizio.

giovedì 2 luglio 2026

 Nella procedura di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato l'avviso di rigetto va comunicato anche al lavoratore?

T.A.R. Liguria Genova, Sez. I, Sentenza, 01/06/2026, n. 725


Nel procedimento volto al rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, la mancata comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. n. 241/1990 al lavoratore straniero, cui il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, integra una lesione sostanziale delle prerogative partecipative dello stesso, pur se l'istanza sia formalmente proposta dal datore di lavoro.