venerdì 3 luglio 2026

 Può essere convertito il permesso di studio in permesso di lavoro quando il primo procedimento bon si è ancora concluso?

T.A.R. Piemonte Torino, Sez. I, Sentenza, 12/05/2026, n. 1053


È illegittimo il diniego di conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio a lavoro subordinato fondato sulla mancata formale emissione del permesso di studio,  qualora lo straniero sia entrato regolarmente con visto per studio, abbia tempestivamente presentato domanda di rilascio del relativo permesso e l’amministrazione non concluso il procedimento nei termini di legge. In tal caso, l’art. 6, D.Lgs. n. 286/1998 va interpretato estensivamente nel senso di consentire la proposizione dell’istanza  di conversione anche nelle more del rilascio del titolo, dovendosi imputare    all'amministrazione il ritardo procedimentale e non potendo lo straniero subirne pregiudizio.

giovedì 2 luglio 2026

 Nella procedura di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato l'avviso di rigetto va comunicato anche al lavoratore?

T.A.R. Liguria Genova, Sez. I, Sentenza, 01/06/2026, n. 725


Nel procedimento volto al rilascio del nulla osta al lavoro subordinato, la mancata comunicazione del preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. n. 241/1990 al lavoratore straniero, cui il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, integra una lesione sostanziale delle prerogative partecipative dello stesso, pur se l'istanza sia formalmente proposta dal datore di lavoro.

mercoledì 1 luglio 2026

 Che cosa determina l'illegittima reiterazione dei contratti a termine?


Cass. 25/06/2026, n. 21765


In tema di pubblico impiego contrattualizzato, la mancata indicazione delle ragioni   giustificative dell'apposizione del termine al contratto, poi prorogato, dà luogo    ad una abusiva reiterazione del contratto a tempo determinato, che ricade nell'ambito    di applicazione della direttiva 1999/70/CE, e fa sorgere il diritto al risarcimento del danno comunitario secondo i principi   enunciati dalle Sezioni Unite della S.C. nella sentenza n. 5072 del 2016, con esonero da ogni ulteriore onere probatorio

martedì 30 giugno 2026

 Quando decorre la prescrizione del lavoro carcerario?


Cass. 22/06/2026, n. 21162


La prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore detenuto inizia a decorrere dalla fine del rapporto di lavoro, il quale va però considerato come un unico rapporto, non essendo configurabili interruzioni intermedie, volontariamente concordate, nei periodi in cui la persona privata della libertà è in attesa della chiamata al lavoro, rispetto alla quale essa non ha alcun potere di controllo o di scelta, e versa in   una condizione di soggezione e di "metus". In particolare, la cessazione di tale rapporto - sostanzialmente unico - può coincidere con la fine della detenzione, ma anche con  altre circostanze, previamente intervenute, ed oggettivamente valutabili, significative di una definitiva cessazione dell'attività lavorativa e di un'impossibilità di prosecuzione  della stessa (come, ad esempio l'età, lo stato di salute o di idoneità al lavoro etc.),    le quali, però, devono essere allegate dall'amministrazione, ed al cui verificarsi   soltanto va collegata la decorrenza della prescrizione.

lunedì 29 giugno 2026

 Nel rito del lavoro è ammissibile la trattazione scitta nella fase decisoria?

Cass. 25/06/2026, n. 21714

Nel rito del lavoro, anche nella fase decisoria del procedimento ex legge n. 92/2012 (c.d. rito Fornero), è legittimo il ricorso alla trattazione scritta ex art. 127-ter c.p.c., purché il giudice ne valuti la convenienza e le parti non si oppongano. La mera sostituzione dell’udienza orale con deposito di note scritte non determina di per sé violazione del diritto di difesa, né nullità della sentenza, in difetto di  specifica deduzione di un concreto pregiudizio difensivo, non essendo tutelato dall’art. 360, n. 4, c.p.c. l’interesse all’astratta regolarità del procedimento.

sabato 27 giugno 2026

 Quando è nullo il patto di non concorrenza?

Corte d'Appello Milano, Sez. lavoro, Sentenza, 05/05/2026, n. 293


È nullo, per violazione dell’art. 2125 c.c., il patto di non concorrenza del lavoratore subordinato che, pur prevedendo     un corrispettivo in astratto determinato e non manifestamente irrisorio, sia congegnato    in modo tale da rendere ex ante aleatoria la concreta misura della controprestazione,  rimettendone in sostanza la persistenza o il venir meno allo ius variandi del datore  di lavoro, così da impedire al lavoratore una reale valutazione della convenienza del vincolo assunto e del sacrificio alla propria futura occupabilità.

giovedì 25 giugno 2026

  Nel rito del lavoro cosa comporta la violazione del termine di notifica ex art. 435 comma 2 cpc?


Corte d'Appello Venezia, Sez. lavoro, Sentenza, 07/05/2026, n. 287


Nel rito del lavoro, la violazione del termine di cui all’art. 435, comma 2, c.p.c. per la notifica del ricorso in appello e del decreto di fissazione  dell’udienza non comporta l’improcedibilità del gravame, ma integra una nullità della   notificazione sanabile ex tunc per effetto della costituzione dell’appellato o della rinnovazione disposta dal giudice ai sensi dell’art. 291 c.p.c., non potendosi desumere dal principio di ragionevole durata del processo di  cui all’art. 111 Cost. una sanzione processuale più grave per un vizio comunque sanabile.