lunedì 25 maggio 2026

 Quando spettano i benefici per le vittime del dovere?


Cass. 21/05/2026, n. 15494


In tema di benefici in favore delle vittime del dovere (art. 1, comma 564, L. n. 266/2005; D.P.R. n. 243/2006), il riconoscimento dello status richiede un quid pluris rispetto alla mera dipendenz    da causa di servizio: è necessario che l'infermità sia riconducibile a particolari condizioni ambientali od operative, caratterizzate da circostanze straordinarie comportanti  un rischio superiore a quello ordinario inerente ai compiti d'istituto, dovendosi escludere ogni automatismo fondato sulla sola insalubrità dell'ambiente di lavoro o sulla violazione dell'art. 2087 c.c.

venerdì 22 maggio 2026

 E' possobile ottenere la Naspi nel lavoro carcerario?

Cass. 19/05/2026, n. 15066

In tema di lavoro carcerario, ai fini dell'accertamento delle condizioni per l'accesso alla NASpI, occorre verificare se la temporanea inattività lavorativa conseguente  al meccanismo di rotazione avviato tra i detenuti all'interno del sistema carcerario,  costituisca un'ipotesi di cessazione, ed integri pertanto uno stato di disoccupazione involontaria idonea ad ottenere il relativo trattamento

giovedì 21 maggio 2026

 In caso di trasferimento nel pubblico impiego occorre l'obbligo di motivazione stabilito dalla legge 241 del 1990?

Cass. 07/05/2026, n. 13099


Nell'impiego pubblico contrattualizzato gli atti di gestione del rapporto (assunzione, trasferimento, mutamento di sede, incarichi, sanzioni), rientrando nei poteri propri del datore di lavoro privato, hanno natura privatistica e sono espressione dei poteri  del datore di lavoro pubblico ai sensi degli artt. 2086, 2103, 1175 e 1375 c.c. Se ne desume che il rispetto dell'obbligo di motivazione imposto dalla legge o dalla contrattazione collettiva va parametrato alla natura dell'atto ed agli effetti che esso produce, nonchè ai principi di correttezza e buona fede cui è obbligato ad  attenersi il datore di lavoro pubblico, senza che trovi applicazione la disciplina   sulla motivazione degli atti amministrativi ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 241/1990. La motivazione eventualmente dovuta - anche nel caso in cui ciò sia espressamente richiesto - deve essere semplicemente idonea a rendere verificabile il rispetto di   buona fede e correttezza ed intellegibili le ragioni organizzative del trasferimento;    né è richiesto che si indichino i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, le risultanze istruttorie del provvedimento

mercoledì 20 maggio 2026

 Quando devono essere date le dimissioni per giusta causa?


Cass. 07/05/2026, n. 13173


In tema di dimissioni del lavoratore subordinato, la giusta causa ex art. 2119 c.c. richiede, oltre all'oggettiva gravità dell'inadempimento datoriale tale da non  consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, anche il requisito   dell'immediatezza (da intendersi in senso relativo); tale requisito è escluso sia  da un lasso temporale di diversi mesi tra il fatto e le dimissioni, sia dall'offerta   di prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso, poiché con tale condotta  il lavoratore esclude egli stesso la sussistenza di circostanze incompatibili con    la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto, con conseguente non spettanza dell'esonero    dall'obbligo di preavviso.

martedì 19 maggio 2026

 Il reddito di cittadinanza spetta anche ai titolari di protezione sussidiaria?


Corte giustizia Unione Europea, Sez. giurisdiz., Sentenza, 07/05/2026, n. 747/22


Gli articoli 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE ostano a una normativa nazionale che subordini la concessione, ai cittadini di Paesi    terzi titolari di protezione sussidiaria, di una misura di contrasto alla povertà  e di sostegno all'accesso al lavoro e all'inclusione sociale, quale il reddito di  cittadinanza, al requisito di aver risieduto nello Stato membro per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi, trattandosi di condizione che determina una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza, non oggettivamente giustificata.

lunedì 18 maggio 2026

 Quando si agisce per far valere l'effettiva titolarità del rapporto negli appalti vi è litisconsorzio nevessario?


Cass. 08/05/2026, n. 13252


In tema di recupero contributivo da parte dell'INPS, ove l'Istituto agisca non per  far valere la responsabilità solidale del committente ai sensi dell'art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, ma per ottenere l'accertamento della effettiva titolarità del rapporto di lavoro in capo all'utilizzatore, per illiceità dell'interposizione di manodopera e conseguente qualificazione di quest'ultimo quale datore di lavoro, non sussiste litisconsorzio  necessario con le società formalmente appaltatrici/datori di lavoro apparenti; è pertanto  inammissibile, ai sensi dell'art. 366, n. 4, c.p.c., il motivo di ricorso che non si confronti con tale autonoma ratio  decidendi e continui a presupporre l'operatività dell'art. 29 citat

sabato 16 maggio 2026

 In caso di attività lavorativa svolta durante la malattia su chi grava l'onere di dimostrare l'incompatibilità con la guarigione?


Cass. 11/05/2026, n. 13727

In tema di licenziamento disciplinare intimato per lo svolgimento di attività, lavorativa    o extralavorativa, durante l'assenza per malattia, grava sul datore di lavoro – ai    sensi dell'art. 5 l. n. 604/1966 – l'onere di provare che la malattia sia simulata ovvero che l'attività svolta sia,     in relazione alla natura dell'infermità e alle mansioni contrattuali, anche solo potenzialmente   idonea a pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del dipendente;  non sussiste, pertanto, alcun onere del lavoratore di dimostrare la compatibilità  dell'attività extralavorativa con lo stato morboso giustificativo dell'assenza.