mercoledì 3 giugno 2026

 Come si prova il licenziamento ritorsivo?


Cass. 26/05/2026, n. 16310

In tema di licenziamento nullo perché ritorsivo ex art. 1345 c.c., il motivo illecito deve essere unico e determinante, sicché la sua verifica  presuppone l'accertata insussistenza della causale lecita formalmente addotta (nella  specie, superamento del periodo di comporto). Accertato che una parte delle   per malattia non è computabile nel comporto perché causalmente riconducibile alla   condotta illecita datoriale (demansionamento/ mobbing), il licenziamento intimato subito  dopo l'iniziativa giudiziaria del lavoratore per il ripristino delle mansioni confacenti    al proprio livello integra esercizio di una volontà ritorsiva, nulla ai sensi dell'art. 18, comma 1, L. n. 300/1970, anche sulla base di un quadro probatorio formato da precedenti giudizi tra le stesse   parti e suscettibile di valutazione presuntiva unitaria.

martedì 2 giugno 2026

 Quando spetta al lavoratore padre l'esonero dal preavviso delle dimissioni?




Cass. 26/05/2026, n. 16324




In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato soggettivo della paternità.

venerdì 29 maggio 2026

 Quando una contestazione disciplinare rispetta il principio dell'immediatezza?

Cass. 27/05/2026, n. 16468

In tema di responsabilità disciplinare, il principio di immediatezza della contestazione    ex art. 7 della L. n. 300/1970 va inteso in senso relativo e va commisurato alla concreta acquisizione, da parte   del datore di lavoro, di una compiuta conoscenza del fatto addebitato, tenendo conto   del tempo necessario ai riscontri interni, della complessità dell'organizzazione aziendale    e dell'articolazione del procedimento disciplinare; la relativa valutazione è riservata    al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione logica   e congrua, non essendo sufficiente, per escludere la tempestività, la mera possibilità    di una più rapida rilevazione dell'illecito.

giovedì 28 maggio 2026

 Quando è esonerato dal dare il preavviso in caso di dimissioni il lavoratore padre?


Cass. 26/05/2026, n. 16324

In tema di tutela della genitorialità, l'esonero dall'obbligo di preavviso in caso  di dimissioni volontarie, previsto dall'art. 55, comma 1, D.Lgs. n. 151/2001 (nel testo introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015) per la lavoratrice madre e per il lavoratore che si dimettano nel periodo in cui    opera il divieto di licenziamento di cui all'art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, spetta al padre solo qualora egli abbia fruito del congedo di paternità ex art. 28 del D.Lgs. n. 151/2001; ne resta pertanto escluso il padre lavoratore che abbia fruito del solo congedo    obbligatorio di paternità previsto dall'art. 4, comma 24, lett. a), L. n. 92/2012, non essendo configurabile una generalizzata estensione dell'esonero al mero dato  soggettivo della paternità.

mercoledì 27 maggio 2026

 Indicare sulla busta che il tfr destinato ai fondi è stato versato costituisce truffa?


Cass. pen., Sez. II, Sentenza, 29/01/2026, n. 17760

Integra il delitto di truffa, in danno dei lavoratori, la condotta del datore di lavoro  che, pur trattenendo sulle retribuzioni le quote di TFR destinate alla previdenza  complementare, ometta sistematicamente di versarle al fondo pensione e continui, tuttavia, ad indicare nei cedolini paga i relativi versamenti come eseguiti: tale esposizione   di dati non veritieri, ancorché formalmente conforme all'obbligo di cui all'art. 1 della L. n. 4/1953, costituisce mezzo artificioso idoneo a creare una falsa rappresentazione della reale posizione previdenziale e ad indurre in errore il lavoratore.

martedì 26 maggio 2026

 Come deve essere determinata la retribuzione da corrispondere durante le ferie?


Cass. 19/05/2026, n. 14916


In tema di ferie annuali retribuite, la nozione di "retribuzione da corrispondere   durante il periodo feriale" comprende qualsiasi importo pecuniario che sia in rapporto  di collegamento con l'esecuzione delle mansioni e lo status personale e professionale   del lavoratore, ove la sua mancata erogazione in ferie sia idonea, anche solo potenzialmente,   a dissuadere il lavoratore dal godimento effettivo del riposo, in contrasto con l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE. Ne consegue che, per il personale del SSN, vanno ricomprese nella retribuzione feriale,    se aventi tali caratteristiche, le indennità di turno, di terapie intensive e operatorie,  di malattie infettive, nonché le indennità di lavoro notturno, festivo, di pronta  disponibilità e reperibilità.

lunedì 25 maggio 2026

 Quando spettano i benefici per le vittime del dovere?


Cass. 21/05/2026, n. 15494


In tema di benefici in favore delle vittime del dovere (art. 1, comma 564, L. n. 266/2005; D.P.R. n. 243/2006), il riconoscimento dello status richiede un quid pluris rispetto alla mera dipendenz    da causa di servizio: è necessario che l'infermità sia riconducibile a particolari condizioni ambientali od operative, caratterizzate da circostanze straordinarie comportanti  un rischio superiore a quello ordinario inerente ai compiti d'istituto, dovendosi escludere ogni automatismo fondato sulla sola insalubrità dell'ambiente di lavoro o sulla violazione dell'art. 2087 c.c.