giovedì 25 giugno 2026

  Nel rito del lavoro cosa comporta la violazione del termine di notifica ex art. 435 comma 2 cpc?


Corte d'Appello Venezia, Sez. lavoro, Sentenza, 07/05/2026, n. 287


Nel rito del lavoro, la violazione del termine di cui all’art. 435, comma 2, c.p.c. per la notifica del ricorso in appello e del decreto di fissazione  dell’udienza non comporta l’improcedibilità del gravame, ma integra una nullità della   notificazione sanabile ex tunc per effetto della costituzione dell’appellato o della rinnovazione disposta dal giudice ai sensi dell’art. 291 c.p.c., non potendosi desumere dal principio di ragionevole durata del processo di  cui all’art. 111 Cost. una sanzione processuale più grave per un vizio comunque sanabile.

mercoledì 24 giugno 2026

 Il datore di lavoro deve attivarsi per verificare se le malattie frequenti del lavoratore sono da riferirsi alla disabilità del lavoratore?


Tribunale Vicenza, Sez. lavoro, Sentenza, 24/10/2025, n. 563

La legittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto presuppone   che il datore di lavoro sia consapevole o avrebbe dovuto essere consapevole, secondo   l'ordinaria diligenza, dello stato di disabilità del lavoratore. In caso di frequenti    assenze per malattia ricorrenti alla medesima patologia, il datore di lavoro ha l'onere   di acquisire informazioni che permettano di individuare possibili accorgimenti ragionevoli.

martedì 23 giugno 2026

 8n cas9 di demenza sperra l'indennità di accompagnamento?

Cass. 13/06/2026, n. 19606


In tema di indennità di accompagnamento, la documentazione specialistica proveniente   da struttura pubblica che, in epoca anteriore alla domanda amministrativa, attesti   una condizione di demenza con necessità di assistenza continuativa nelle 24 ore e di supervisione costante nelle attività di base della vita quotidiana integra, salvo  specifici elementi contrari, il requisito dell’incapacità di compiere gli atti quotidian   della vita con bisogno di assistenza continua di cui all’art. 1 l. 11 febbraio 1980, n. 18, e impone di riconoscere la prestazione a decorrere dalla data della domanda amministrativa.

lunedì 22 giugno 2026

 A chi spetta la disdetta del  ccnl?


Cass. 18/06/2026, n. 20601

Nei contratti collettivi di lavoro, la facoltà di disdetta spetta unicamente alle parti stipulanti (organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro);   al singolo datore di lavoro non è consentito recedere unilateralmente dal CCNL applicato    – neppure deducendo eccessiva onerosità ex art. 1467 c.c. – salva l’ipotesi di contratti aziendali stipulati direttamente con le rappresentanze  sindacali locali.

sabato 20 giugno 2026

 Quando si sospende la prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata?


Cass. 16/06/2026, n. 20223


In tema di contributi dovuti dai liberi professionisti alla Gestione separata INPS,  la mera omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi  non integra, di per sé sola, occultamento doloso del debito contributivo ai sensi dell'art. 2941, n. 8, c.c., né determina automaticamente la sospensione della prescrizione. La sospensione  richiede un comportamento intenzionalmente diretto a celare al creditore l'esistenza dell'obbligazione, tale da determinare un'impossibilità di agire e non una semplice difficoltà di accertamento, con puntuale accertamento in fatto del coefficiente psicologico dell'inadempiente rimesso al giudice di merito.

giovedì 18 giugno 2026

Come deve essere redatto il contratto progetto  

Cass  16/06/2026, n. 20119

In tema di contratto di collaborazione a progetto ex art. 61 D.Lgs. n. 276/2003 (nel testo anteriore alla L. n. 92/2012), il requisito della “specificità” del progetto richiede l’indicazione, in forma scritta ed ex ante, di un’attività produttiva chiaramente descritta ed identificata, funzionalmente collegata ad un risultato finale determinato e distinta dalla mera    messa a disposizione di energie lavorative nell’ambito delle ordinarie attività aziendali;   è pertanto illegittimo il contratto in cui l’attività del collaboratore coincida con l’oggetto sociale del committente o con l’ordinaria attività di impresa, con conseguente conversione ope legis del rapporto in lavoro subordinato ai sensi dell’art. 69, comma 1, D.Lgs. n. 276/2003.

mercoledì 17 giugno 2026

 Quando il datore di lavoro non risponde dell'infortunio del lavoratore?

Cass. 15/06/2026, n. 19859

In tema di infortuni sul lavoro, non sussiste responsabilità del datore di lavoro  ex art. 2087 c.c. quando l’evento lesivo, pur verificatosi in ambiente e in orario di lavoro,    sia integralmente riconducibile alla condotta abnorme, imprevedibile e colposa di un terzo (anche collega di altra impresa), tale da integrare una serie causale autonoma,   estranea al rischio lavorativo tipico e all’area di rischio governata dagli obblighi   di prevenzione.