giovedì 12 marzo 2026

 L'emersione del lavoro irregolare ex art. 103 commi 1 e 2 Dl 34 del 2020 può riguardare lavoratori condannati per reati ex art. 381 cpp?

T.A.R. Piemonte Torino, Sez. I, Sentenza, 12/02/2026, n. 249

Non è ammesso alle procedure di emersione del lavoro irregolare previste dall'art. 103, commi 1 e 2, del D.L. n. 34 del 2020 il cittadino straniero che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, anche in virtù di condanne per reati indicati dall'art. 381 del codice di procedura penale. Tale criterio costituisce una presunzione assoluta di pericolosità che non violenta il principio di eguaglianza, essendo basata su un dato di esperienza generalizzato.

mercoledì 11 marzo 2026

Il verbale di conciliazione deve indicare i periodi lavorativi coperti dalla transazione?


Cass. 06/03/2026, n. 5043

In materia di lavoro subordinato domestico, l'esistenza di un verbale di conciliazione    sindacale riferito a specifici periodi lavorativi non può essere utilizzata per escludere rivendicazioni salariali relative a periodi distinti, se non è contestualmente valutata la proporzionalità e sufficienza della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost.

martedì 10 marzo 2026

 

Come si determuna la corrispondenza delle mansioni attribuite con la declaratoria contrattuale?


Cass. 06/03/2026, n. 5046


In caso di mancata corrispondenza delle mansioni effettivamente svolte con i profili esemplificativi esplicitati nel CCNL, l'interprete deve procedere a una corretta opera    di sussunzione delle mansioni in base agli elementi caratterizzanti tratti dalla declaratorie  generale e dalle dichiarazioni particolari delle diverse posizioni economiche interne   alla categoria.

lunedì 9 marzo 2026

 Quando si computa l'infortunio nel comporto per malattia 


Tribunale Milano, Sez. lavoro, 09/02/2026, n. 642

La computabilità delle assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale nel periodo di comporto non si verifica nelle ipotesi in cui  l'infortunio sul lavoro o la malattia professionale abbiano avuto origine in fattori   di nocività insiti nelle modalità di esercizio delle mansioni e comunque presenti  nell'ambiente di lavoro, e siano pertanto collegate allo svolgimento    lavorativa, nonché quando il datore di lavoro sia responsabile di tale situazione   nociva e dannosa, per essere egli inadempiente all'obbligazione contrattuale a lui facente carico ai sensi dell'art. 2087 cod. civ., norma che gli impone di porre in essere le misure necessarie —   la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica — per la tutela dell'integrità   fisica e della personalità morale del lavoratore, atteso che in tali ipotesi l'impossibilità  della prestazione lavorativa è imputabile al comportamento della stessa parte cui detta prestazione è destinata

sabato 7 marzo 2026

 A chi spetta la giurisdizione in tema di conferimenti dell'incarico di direzione sanitaria complessa?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 03/03/2026, n. 4735

Il conferimento dell'incarico di direzione di struttura sanitaria complessa, ai sensi del comma 7-bis dell'art. 15 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall'art. 20 della legge 5 agosto 2022, n. 118, avviene tramite una procedura selettiva che non integra un pubblico concorso. Pertanto, anche in tale contesto, l'atto di conferimento deve essere considerato quale espressione dei poteri del privato datore di lavoro, con conseguente attribuzione delle relative  controversie alla giurisdizione del giudice ordinario.

giovedì 5 marzo 2026

 Quando è possobile procedere al licenziamento per impossibilità sopravvenuta dovuta ad infermità?


Cass. 03/03/2026, n. 4722


In caso di licenziamento per sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa  a causa di infermità permanente del lavoratore, il datore di lavoro ha l'onere di provare non solo l'inidoneità fisica del lavoratore, ma anche l'impossibilità di adibirlo  a mansioni equivalenti o inferiori nell'ambito dell'intera struttura aziendale, comprese le possibili soluzioni organizzative utili a salvaguardare il posto di lavoro   principi di buona fede e ragionevolezza.

mercoledì 4 marzo 2026

 La responsabilità datoriale in caso di licenziamento nullo perchè discriminatorii può essere ridotta per il comportamento del lavoratore?


Cass. 02/03/2026, n. 4623

La responsabilità derivante da licenziamento nullo per discriminazione non è soggetta a riduzione in base alla gravità della colpa datoriale o al silenzio del lavoratore   sul proprio stato di salute. L'indennità risarcitoria deve tenere conto del periodo intercorrente tra il licenziamento e la reintegra.