giovedì 30 luglio 2026

 Per quali vizi opera la decadenza per l'impugnazione del termine?


Cass. 28/07/2026, n. 24133


Il termine di decadenza di cui all'art. 6 L. 604/1966, come modificato dall'art. 32 L. 183/2010, si applica non solo alle fattispecie di illegittima apposizione del termine espressamente   richiamate (artt. 1, 2 e 4 D.Lgs. 368/2001), ma anche alle ulteriori ipotesi di nullità del termine previste dagli artt. 3 e   5 del medesimo decreto, riferendosi il rinvio alla tipologia di atto oggetto di impugnazione    e non al vizio denunciato, in funzione dell'esigenza di assicurare certezza alle situazioni  giuridiche in tutti i casi in cui venga contestata la legittimità del termine.

mercoledì 29 luglio 2026

 Nell'ipotesi di trattamenti pensionistici esteri come opera l'indebito previdenziale?


Cass. civ., Sez. Unite, 22/02/1995, n. 1967


Nell'ipotesi di trattamenti pensionistici liquidati, in virtù di 22/07/2026, n. 23772 convenzioni internazionali, per effetto del cumulo dei contributiversati in Italia con quelli corrisposti da un Paese estero, il  riassorbimento delle somme risultanti non più dovute a seguito  dell'erogazione della pensione estera, in quanto previsto come   ipotesi fisiologica della relativa disciplina contenuta nell'art. 8   della l. 30 aprile 1969 n. 153, configura una specifica ed autonoma ipotesi di ripetibilità, non assumibile nelle fattispecie legali tipo di cui agli art. 2033 c.c., 80 del r.d. 28 agosto 1924 n. 1422   e 52 della l. 9 marzo 1989 n. 88, per insussistenza dell'errore, supposto dal primo di detti articoli ed espressamente previsto dagli    altri.

martedì 28 luglio 2026

 Nel rito del lavoro la mancata comparizione dell'appellante costituito alla prima udienza cosa comporta?


Corte d'Appello Torino, Sez. lavoro, Sentenza, 06/05/2026, n. 213


Nel rito del lavoro, la mancata comparizione dell’appellante già costituito alla prima   udienza ex art. 437 c.p.c. impone al giudice, ai sensi dell’art. 348, 2° comma, c.p.c., il rinvio della causa ad una nuova udienza da comunicarsi all’appellante;    la reiterata assenza dell’appellante anche alla seconda udienza comporta la dichiarazione   d’ufficio di improcedibilità dell’appello, senza possibilità di decisione nel merito,   indipendentemente dall’avvenuta notifica del gravame alla controparte.

lunedì 27 luglio 2026

 In caso di sentenza che annulla la precedente reintegra le retribuzioni medio tempore maturate vanno restituite?


Cass. 23/07/2026, n. 23919

Nel caso in cui il datore di lavoro, in ottemperanza a un provvedimento giudiziale  che dichiara l'illegittimità del licenziamento e ordina la reintegrazione, proceda     alla effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro e torni a esercitare i poteri  tipici di datore (assegnazione della sede, potere disciplinare, ecc.), la successiva    sentenza di appello che, ai sensi dell'art. 336, comma 2, c.p.c., riformi la pronuncia di illegittimità del licenziamento e ne accerti la legittimità, pur producendo effetti espansivi esterni in ordine al venir meno dell'obbligo    di reintegra e dell'obbligo risarcitorio correlato al licenziamento, non travolge gli atti di concreta gestione del rapporto medio tempore ripristinato, né gli obblighi  retributivi insorti in tale periodo.

sabato 25 luglio 2026

 Nel pubbluco impuego è 9bbligatorio l'indebito retributivo?


Cass. 22/07/2026, n. 23772


Nel rapporto di pubblico impiego contrattualizzato, la ripetizione dell'indebito retributivo   ai sensi dell'art. 2033 c.c. costituisce atto di natura privatistica e integra un diritto-dovere dell'Amministrazione,   sorretto da interesse pubblico, sicché la buona fede del dipendente percettore e l'affidamento   ingenerato dalla condotta dell'ente non ostano, di per sé, alla ripetibilità delle   somme indebitamente corrisposte, restando esclusa l'applicabilità dell'art. 21-nonies L. n. 241/1990.

giovedì 23 luglio 2026

 Quando si possono richiedere in appello le differenze retributive derivanti dal livello superiore?


Cass.  21/07/2026, n. 23621


Nel rito del lavoro, la domanda di corresponsione delle differenze retributive fondata sulla divergenza tra livello di inquadramento formalmente attribuito e parametro retributivo   effettivamente applicato in busta paga non integra domanda nuova in appello, ove nel   ricorso ex art. 414 c.p.c. sia stata sin dall'origine richiesta la condanna al pagamento di tutte le somme dovute in ragione dell'inquadramento contrattuale e le diverse poste (superiore  inquadramento, differenze per livello formale, lavoro notturno) risultino ricavabili,   anche tramite conteggi, dal complessivo contenuto dell'atto introduttivo; l'interpretazione  della domanda, quale giudizio di fatto riservato al giudice di merito, è censurabile    in cassazione solo nei limiti dell'art. 360, n. 5, c.p.c.

mercoledì 22 luglio 2026

 Lo stato d'incapacità maturale incide sulla presunzione di conoscibilità ai fini della decadenza dall'impugnazione?

Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 18/07/2026, n. 23486

In tema di licenziamento individuale, lo stato di incapacità naturale, anche se processualmente  accertato e non contestato, del lavoratore destinatario della comunicazione di recesso   non incide sulla presunzione di conoscenza di cui all'art. 1335 c.c., che si fonda sulla mera pervenuta ricezione dell'atto all'indirizzo del destinatario  e su elementi oggettivi di "conoscibilità" dell'atto, senza tener conto delle condizioni   soggettive (quali l'incapacità naturale) del ricevente. Tale incapacità non può dunque   essere valorizzata per superare la presunzione di conoscenza né per introdurre, in  via interpretativa, cause di sospensione o interruzione della decadenza, istituti che l'ordinamento esclude per la decadenza (art. 2964 c.c.) e disciplina solo per la prescrizione.