giovedì 21 maggio 2026

 In caso di trasferimento nel pubblico impiego occorre l'obbligo di motivazione stabilito dalla legge 241 del 1990?

Cass. 07/05/2026, n. 13099


Nell'impiego pubblico contrattualizzato gli atti di gestione del rapporto (assunzione, trasferimento, mutamento di sede, incarichi, sanzioni), rientrando nei poteri propri del datore di lavoro privato, hanno natura privatistica e sono espressione dei poteri  del datore di lavoro pubblico ai sensi degli artt. 2086, 2103, 1175 e 1375 c.c. Se ne desume che il rispetto dell'obbligo di motivazione imposto dalla legge o dalla contrattazione collettiva va parametrato alla natura dell'atto ed agli effetti che esso produce, nonchè ai principi di correttezza e buona fede cui è obbligato ad  attenersi il datore di lavoro pubblico, senza che trovi applicazione la disciplina   sulla motivazione degli atti amministrativi ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 241/1990. La motivazione eventualmente dovuta - anche nel caso in cui ciò sia espressamente richiesto - deve essere semplicemente idonea a rendere verificabile il rispetto di   buona fede e correttezza ed intellegibili le ragioni organizzative del trasferimento;    né è richiesto che si indichino i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, le risultanze istruttorie del provvedimento

mercoledì 20 maggio 2026

 Quando devono essere date le dimissioni per giusta causa?


Cass. 07/05/2026, n. 13173


In tema di dimissioni del lavoratore subordinato, la giusta causa ex art. 2119 c.c. richiede, oltre all'oggettiva gravità dell'inadempimento datoriale tale da non  consentire la prosecuzione, neppure provvisoria, del rapporto, anche il requisito   dell'immediatezza (da intendersi in senso relativo); tale requisito è escluso sia  da un lasso temporale di diversi mesi tra il fatto e le dimissioni, sia dall'offerta   di prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso, poiché con tale condotta  il lavoratore esclude egli stesso la sussistenza di circostanze incompatibili con    la prosecuzione, anche temporanea, del rapporto, con conseguente non spettanza dell'esonero    dall'obbligo di preavviso.

martedì 19 maggio 2026

 Il reddito di cittadinanza spetta anche ai titolari di protezione sussidiaria?


Corte giustizia Unione Europea, Sez. giurisdiz., Sentenza, 07/05/2026, n. 747/22


Gli articoli 26 e 29 della direttiva 2011/95/UE ostano a una normativa nazionale che subordini la concessione, ai cittadini di Paesi    terzi titolari di protezione sussidiaria, di una misura di contrasto alla povertà  e di sostegno all'accesso al lavoro e all'inclusione sociale, quale il reddito di  cittadinanza, al requisito di aver risieduto nello Stato membro per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi, trattandosi di condizione che determina una discriminazione indiretta fondata sulla cittadinanza, non oggettivamente giustificata.

lunedì 18 maggio 2026

 Quando si agisce per far valere l'effettiva titolarità del rapporto negli appalti vi è litisconsorzio nevessario?


Cass. 08/05/2026, n. 13252


In tema di recupero contributivo da parte dell'INPS, ove l'Istituto agisca non per  far valere la responsabilità solidale del committente ai sensi dell'art. 29, comma 2, d.lgs. n. 276/2003, ma per ottenere l'accertamento della effettiva titolarità del rapporto di lavoro in capo all'utilizzatore, per illiceità dell'interposizione di manodopera e conseguente qualificazione di quest'ultimo quale datore di lavoro, non sussiste litisconsorzio  necessario con le società formalmente appaltatrici/datori di lavoro apparenti; è pertanto  inammissibile, ai sensi dell'art. 366, n. 4, c.p.c., il motivo di ricorso che non si confronti con tale autonoma ratio  decidendi e continui a presupporre l'operatività dell'art. 29 citat

sabato 16 maggio 2026

 In caso di attività lavorativa svolta durante la malattia su chi grava l'onere di dimostrare l'incompatibilità con la guarigione?


Cass. 11/05/2026, n. 13727

In tema di licenziamento disciplinare intimato per lo svolgimento di attività, lavorativa    o extralavorativa, durante l'assenza per malattia, grava sul datore di lavoro – ai    sensi dell'art. 5 l. n. 604/1966 – l'onere di provare che la malattia sia simulata ovvero che l'attività svolta sia,     in relazione alla natura dell'infermità e alle mansioni contrattuali, anche solo potenzialmente   idonea a pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del dipendente;  non sussiste, pertanto, alcun onere del lavoratore di dimostrare la compatibilità  dell'attività extralavorativa con lo stato morboso giustificativo dell'assenza.

giovedì 14 maggio 2026

 Il committente privato non professionale risponde degli infortuni del personale dell'appaltatore?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 26/02/2026, n. 17013


In tema di infortuni sul lavoro, anche il committente privato "non professionale" che affidi lavori di manutenzione domestica assume una posizione di garanzia: puo     non trovando applicazione, in difetto di cantiere temporaneo o mobile, la disciplina  specifica del D.Lgs. n. 81/2008, egli è comunque tenuto, a titolo di colpa generica, a verificare l'idoneità tecnico-professionale  del prestatore d'opera in relazione alla pericolosità dei lavori affidati e a valutare  le condizioni soggettive e organizzative del lavoratore (età, effettivo esercizio dell'attività, presenza di struttura organizzata), altrimenti assumendo su di sé il  rischio connesso all'esecuzione dell'opera

mercoledì 13 maggio 2026

 Quando è obbligatoria l'iscrizione alla Cipa ( cassa geometri)?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 09/05/2026, n. 13506


L'obbligo di iscrizione alla CIPAG, ex art. 22 L. n. 773/1982, presuppone comunque lo svolgimento di attività libero-professionale di geometra,    sebbene anche solo occasionale e non esclusiva; pertanto, il geometra iscritto all'albo  ma dipendente di azienda, ente pubblico o società può vincere la presunzione di esercizio     della libera professione dimostrando – anche mediante presunzioni – che l'attività   tecnico‑professionale svolta è resa in via esclusiva nell'ambito di un rapporto di     lavoro subordinato, nel solo interesse del datore di lavoro, sotto il suo potere direttivo,   organizzativo e disciplinare, e non integra esercizio autonomo di libera professione