venerdì 10 aprile 2026

 Cosa deve indovidure esattamente la contestazione disciplinare?


Cass. 08/04/2026, n. 8741


In tema di licenziamento disciplinare, ai sensi dell'art. 7 della L. n. 300/1970, oggetto necessario della contestazione è il fatto nei suoi elementi materiali, e   non anche la specifica disposizione legale o contrattuale che si assume violata; ne consegue che l'erronea, incompleta o mancata indicazione della norma collettiva applicabile  non determina l'invalidità della contestazione, né vincola il giudice, cui  la qualificazione giuridica della condotta, la quale può essere sussunta d'ufficio    nella fattispecie disciplinare corretta, senza necessità di formule sacramentali o  di un espresso richiamo alla previsione del contratto collettivo in tema di recidiva.

giovedì 9 aprile 2026

 La tabella unica nazionale per la liquidaziome del danno non potrimoniale può essere utilizzaya anche in caso di infortuni?


Cass. 07/04/2026, n. 8630


In tema di liquidazione del danno non patrimoniale da lesione del bene salute, la Tabella Unica Nazionale (T.U.N.), approvata con D.P.R. 13 gennaio 2025 n. 12, pur essendo, per espressa previsione normativa, direttamente applicabile solo ai sinistri verificatisi dal 5 marzo 2025 nei soli ambiti di cui agli artt. 138 e 139 cod. ass. (RC auto e responsabilità sanitaria), può essere utilizzata con efficacia generalizzata  in via indiretta, quale parametro di concretizzazione del potere di liquidazione equitativa   ex artt. 1226 e 2056 c.c., anche per fatti lesivi anteriori alla sua entrata in vigore e per illeciti diversi da quelli riconducibili alla circolazione di veicoli e natanti o alla malpractie   sanitaria.

mercoledì 8 aprile 2026

 Quando cessa il diritto alla Naspi?

Cass. 03/04/2026, n. 8311

In tema di NASpI, la causa di decadenza prevista dall'art. 11, comma 1, lett. d), d.lgs. 4 marzo 2015, n. 22, va riferita al mero "raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato" e non già alla data di decorrenza del trattamento pensionistico né alla  presentazione della relativa domanda amministrativa, sicché l'indennità non spetta   per il periodo successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, risultando irrilevante il differimento dell'effettiva erogazione della pensione per  iniziativa dell'assicurato o per ragioni amministrative.

martedì 7 aprile 2026

 L'istanza di dilazione del credito contributivo interrompe la prescrizione?


Cass  26/03/2026, n. 7363


Nel giudizio di opposizione all'intimazione di pagamento ex art. 615 c.p.c., volto a far valere la prescrizione del credito contributivo sotteso a cartella  esattoriale, il giudice di merito, una volta accertata l'esistenza di un'istanza di    dilazione e di un correlato pagamento parziale, può attribuire ad essi efficacia interruttiva   della prescrizione, valorizzandone la sequenza e la connessione quali manifestazioni    univoche di riconoscimento del debito.

venerdì 3 aprile 2026

 L'indennità risarcitoria in caso di reintegra è soggetta a contribuzione?


Cass. 01/04/2026, n. 8067


In tema di licenziamento illegittimo con tutela reale ex art. 18 della L. n. 300/1970, le somme dovute a titolo risarcitorio, parametrate alle retribuzioni maturate dalla data del recesso sino alla reintegra o al pensionamento, devono essere liquidate dal giudice al lordo degli oneri fiscali e previdenziali, spettando al datore di lavoro,   in fase esecutiva, operare le ritenute di legge e versare le corrispondenti quote  all'erario e agli enti previdenziali, indipendentemente dal fatto che il rapporto  di lavoro sia, al momento del pagamento, in corso o già cessato.

giovedì 2 aprile 2026

 Come si determina il danno da demansionamento?


Cass. 30/03/2026, n. 7711


Il danno non patrimoniale da demansionamento può essere desunto in via presuntiva, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., dalla durata ultradecennale, costante e quotidiana dell'assegnazione a mansioni inferiori, trattandosi di fatto idoneo secondo l'id quod plerumque accidit a ledere     professionalità, immagine e dignità del lavoratore; la relativa liquidazione equitativa, ove sorretta da motivazione logica e puntuale sui criteri utilizzati, è insindacabile   in sede di legittimità

mercoledì 1 aprile 2026

 La contrattazione può escludere delle voci retrivutive dal tfr?


Cass. 30/03/2026, n. 7584


In tema di trattamento di fine rapporto, il principio legale di onnicomprensività  di cui all'art. 2120, comma 2, c.c. può essere derogato dai contratti collettivi, anche aziendali, sia mediante l'esclusione di specifiche voci retributive, sia attraverso la previsione     di un'autonoma nozione di retribuzione utile; tuttavia, la deroga  anche se in peius  per il lavoratore  deve risultare in modo chiaro ed univoco dal testo contrattuale,  sicché la clausola aziendale che si limiti a stabilire che un emolumento "non è valido a nessun effetto retributivo" non può essere automaticamente intesa come idonea, di per sé sola e in assenza di un'esegesi complessiva e coordinata delle fonti di diverso livello, a escludere detta voce dalla base di calcolo del TFR