Visualizzazione post con etichetta stock option. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stock option. Mostra tutti i post

martedì 4 luglio 2023

 Come sono tassate le stock options ed i bonus dei dirigenti operanti nel settore finanziario?


Cass.  30/06/2023, n. 18549

L'imposta addizionale prevista dall'art. 33 del D.L. n. 78 del 2010, conv. in L. n. 122 del 2010 - trattenuta dal sostituto di imposta al momento dell'erogazione degli emolumenti riconosciuti ai dirigenti sotto forma di "bonus" e "stock options" quando detti compensi eccedano la parte fissa della retribuzione - si applica nei confronti dei dirigenti delle imprese operanti nel settore finanziario, con clausola generale riferita al settore finanziario inteso nella sua globalità e complessità, sì da ricomprendere anche soggetti non necessariamente sottoposti a vigilanza e/o che svolgano attività rivolta al pubblico, stante la ragione socio-economica di un intervento diretto a comprendere tutti quegli attori di compagini che, essendo attive sulla scena finanziaria, sono in grado, direttamente e/o indirettamente, di indurne torsioni pregiudizievoli per effetto di abnormi incentivi retributivi, laddove, riguardo alla disposizione di riferimento, eventuali riscontri extra-testuali - derivanti da fonti nazionali, europee e internazionali - possono rivestire solo il ruolo di indici rivelatori esemplificativi, ma non esaustivi della fattispecie tributaria interna

mercoledì 10 aprile 2019

Che regime di tassazione hanno le stock option?

Cass. civ. Sez. V, 05/04/2019, n. 9604

In tema di IRPEF, l'art. 48, comma 2, lett. g-bis), del D.P.R. n. 917 del 1986 (nella numerazione anteriore a quella introdotta dal D.Lgs. n. 344 del 2003), relativa ai criteri di tassazione delle cd. stock option, prevede la regola generale dell'assoggettamento del valore conseguito dal lavoratore mediante l'esercizio del diritto di opzione al regime ordinario previsto per i redditi da lavoro dipendente, salva l'esclusione dal reddito imponibile, nel caso in cui al lavoratore medesimo l'opzione sia stata riconosciuta al valore corrente delle azioni al momento dell'offerta, perseguendo il legislatore l'obiettivo di evitare che, con l'attribuzione del diritto di opzione a prezzi inferiori al valore di mercato delle azioni, siano corrisposti al dipendente compensi non soggetti a tassazione.

mercoledì 17 ottobre 2018

In cosa consistono le stock option?


Cass. 22-07-2016, n. 15217


Si premetta che l’utilizzo delle stock option costituisce una particolare forma di distribuzione di azioni ai dipendenti.

Mentre grazie all’art. 2349 c.c. una societa’ puo’, con delibera dell’assemblea straordinaria, assegnare utili ai propri dipendenti emettendo per lo stesso importo speciali categorie di azioni da assegnare loro individualmente, con l’art. 2441 c.c., comma 8 si consente che l’assemblea straordinaria deliberi un aumento di capitale e contestualmente conferisca ai lavoratori il diritto di sottoscrivere le corrispondenti azioni (solitamente ad un prezzo piu’ basso).

In quest’ultimo ambito si inserisce quella forma atipica di distribuzione delle azioni che va sotto il nome di stock option: la societa’ predispone piani nei quali riserva ai dipendenti (o anche soltanto ad una loro determinata categoria, oppure a singoli) la facolta’ di esercitare un’opzione di acquisto di azioni della societa’ medesima ad un prezzo bloccato ed entro una determinata scadenza.

In tal modo il lavoratore ha la possibilita’ di sottoscrivere azioni della societa’ nel termine indicato dal piano (termine che non puo’ essere modificato fino alla scadenza dell’opzione) e ad un prezzo fissato al momento dell’offerta.

La finalita’ e’ quella di incentivare la produttivita’ e di fidelizzare i dipendenti, i quali a loro volta hanno la possibilita’ di realizzare una plusvalenza (che costituisce reddito da lavoro dipendente: cfr. Cass. n. 11214/11), che consiste nella differenza tra il valore di mercato che le azioni hanno maturato nel periodo in cui l’opzione era valida e il prezzo fissato al momento dell’offerta.

Si tratta, dunque, d’una diffusa forma di retribuzione mediante partecipazione agli utili, il che e’ consentito dall’art. 2099 c.c., u.c..

Dunque, avendo le stock option natura retributiva, ogni controversia (fra la societa’ e il suo dipendente) in ordine alla loro spettanza rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, secondo il rito speciale, a meno che i contratti collettivi non la compromettano in arbitri (v. art. 806 c.p.c.).

Ma nel caso di specie la clausola compromissoria era contenuta semplicemente nel regolamento del piano di stock option (come si afferma nello stesso ricorso) e non nel contratto collettivo.