martedì 31 marzo 2026

 

Come si determina la subordinazione?


Cass. 26/03/2026, n. 7264

Nel giudizio di legittimità sulla qualificazione di un rapporto di lavoro, l'apprezzamento  del giudice di merito circa la sussistenza della subordinazione anche quando fondato su presunzioni semplici e su una valutazione complessiva degli indizi ai sensi degli    artt. 2727 e 2729 c.c. è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione logica e non affetta  da omesso esame di un fatto decisivo nei termini rigorosamente delineati da Cass., S.U., n. 8053/2014; ne consegue che è inammissibile il ricorso che, sotto la veste della dedotta violazione dell'art. 2094 c.c. o delle regole sulle presunzioni, miri in realtà ad ottenere una diversa   valutazione  del materiale probatorio

lunedì 30 marzo 2026

 In caso di trasferomento d'azienda quando passano gli usi aziendali al cessionario?


Cass. 26/03/2026, n. 7274


In tema di trasferimento d'azienda, il premio feriale erogato dal cedente in forza  di uso aziendale integra una "fonte sociale" equiparabile alla contrattazione integrativa  aziendale, con la conseguenza che esso segue, ai sensi dell'art. 2112, comma 3, c.c., la sorte della contrattazione collettiva aziendale applicata presso il cessionario: l'uso aziendale sopravvive soltanto se presso il cessionario non sia  vigente alcuna contrattazione integrativa di pari livello; diversamente, è sostituito dalla disciplina collettiva aziendale del cessionario, anche se meno favorevole

sabato 28 marzo 2026

 L'assenza di procura al momento del deposito del ricorso è sanabile?


Cass. 24/03/2026, n. 7008

Nel processo del lavoro, la mancanza della procura alle liti al momento del deposito del ricorso introduttivo integra un'ipotesi di inesistenza dell'atto, non sanabile né mediante successivo rilascio della procura - non trovando applicazione l'art. 125, comma 2, c.p.c., riferito esclusivamente ai giudizi introdotti con citazione - né, ratione temporis, tramite il meccanismo di cui all'art. 182, comma 2, c.p.c., nel testo anteriore alla riforma Cartabia, che consente la    sanatoria solo dei vizi determinanti la nullità, e non l'inesistenza, della procura

giovedì 26 marzo 2026

 Quando un pubblico impiegato ha diritto a differenze retributive per mansioni superiori?


Cass. 24/03/2026, n. 7014

Nel pubblico impiego contrattualizzato, l'accertamento del diritto alle differenze  retributive per mansioni superiori impone al giudice un giudizio "trifasico" di sussunzione:  (a) individuazione della declaratoria e dei contenuti professionali del livello di inquadramento posseduto; (b) individuazione della declaratoria e dei contenuti  del livello rivendicato; (c) raffronto analitico tra tali declaratorie e le mansioni    in concreto svolte, in termini di abitualità, prevalenza, contenuto professionale  e responsabilità. È viziata la decisione che si limiti a formule generiche sulla "maggior    professionalità" o sui "più elevati profili di responsabilità", senza svolgere tale  comparazione, anche tenendo conto della diversa contrattazione collettiva succedutasi   ratione temporis.

mercoledì 25 marzo 2026

 Quale retribuzione spetta durante le ferie?


Cass. 23/03/2026, n. 6911

In tema di personale navigante del trasporto aereo, l'art. 4 d.lgs. 19 agosto 2005, n. 185 attuativo della direttiva 2000/79/CE, interpretato alla luce dell'art. 7 dir. 2003/88/CE e della giurisprudenza della Corte di giustizia UE impone che la retribuzione durante   il periodo minimo legale di ferie (quattro settimane) sia "paragonabile" a quella  ordinaria dei periodi di lavoro, comprendendo ogni componente economica collegata     all'esecuzione delle mansioni e allo status professionale del lavoratore. Ne consegue  la nullità, per contrasto con norma imperativa, delle clausole del CCNL Trasporto  Aereo parte specifica Vettori che escludono l'indennità di volo integrativa  dalla base di calcolo della retribuzione spettante per il periodo minimo di ferie,  qualora la relativa incidenza economica sia tale da avere potenziale effetto dissuasivo  sull'esercizio del diritto alle ferie.

martedì 24 marzo 2026

 La maxisanzione per lavoro in nero ha natura sostanzialmente penale?

Cass. 20/03/2026, n. 6642

In tema di sanzioni amministrative per lavoro "in nero", la c.d. maxi-sanzione di  cui all'art. 3, comma 3, D.L. n. 12/2002, conv. in L. n. 73/2002, per l'elevato importo e la funzione di deterrenza che eccede il mero recupero del   costo retributivo e contributivo, ha natura "sostanzialmente penale" ai sensi dei  criteri elaborati dalla giurisprudenza CEDU (cd. criteri Engel). Ne consegue l'applicabilità   del principio di retroattività della lex mitior anche in assenza di disciplina transitoria  espressa, con conseguente necessità di applicare la normativa successiva più favorevole al trasgressore sul piano sanzionatorio.

lunedì 23 marzo 2026

 La sospensione cautelare per un procedimento penale nel pubblico impiego cosa determina in caso di assoluzione?


Cass. 18/03/2026, n. 6420


La sospensione cautelare disposta nei confronti del dipendente pubblico sottoposto  a procedimento penale è misura provvisoria e rivedibile, la cui giustificazione va  verificata ex post alla luce dell'esito del procedimento disciplinare: il diritto alle differenze retributive tra assegno alimentare e retribuzione piena, ai sensi dell'art. 5, comma 8, CCNL 11.4.2008, sorge solo quando il procedimento disciplinare  si chiuda senza sanzione espulsiva (o con sanzione meno grave, ovvero non si concluda    per cause che impediscano l'accertamento disciplinare), mentre, ove esso sfoci in  un legittimo licenziamento disciplinare, gli effetti della sanzione retroagiscono  al momento della sospensione, escludendo la restitutio in integrum.

sabato 21 marzo 2026

 Come si può determinare il danno per mancato riposo?


Cass. 17/03/2026, n. 6025


In materia di mancato o ridotto godimento del riposo settimanale da parte di autisti addetti al trasporto di linea, l'omissione datoriale, ove fondata sulla violazione delle norme inderogabili in tema di orario di lavoro e riposi (anche di matrice unionale), integra inadempimento contrattuale suscettibile di generare danno da usura psico-fisica; tale danno è risarcibile con criteri equitativi, potendo il giudice assumere a parametro  la retribuzione maggiorata per lavoro straordinario festivo, che per sua natura remunera la maggiore penosità del lavoro svolto in periodo destinato al riposo.

giovedì 19 marzo 2026

 Quando sorge l'obbligo d'iscrizione alla gestione separata per i professionisti iscritti ad una cassa?


Cass. 17/03/2026, n. 6000


In tema di Gestione separata ex art. 2, comma 26, l. n. 335/1995, l'obbligo di iscrizione per il professionista iscritto ad albo o elenco, che versi solo il contributo integrativo alla cassa di categoria senza costituzione di posizione   previdenziale, è collegato all'esercizio abituale, ancorché non esclusivo, dell'attività professionale produttiva di redditi non assoggettati a contribuzione presso la cassa di riferimento; tale obbligo presuppone un accertamento in concreto, anche per presunzioni   dell'abitualità dell'attività, non potendo desumersi automaticamente dal solo dato dell'iscrizione all'albo o dall'esistenza di redditi professionali.

mercoledì 18 marzo 2026

 Quando si ha un centro unico d'imputazione?

Tribunale Padova, Ord. di rimessione, 16/07/2025, n. 212


Ai fini dell'applicazione delle tutele previste dall'art. 18 della L. n. 300 del 1970, può essere rilevante il riconoscimento del gruppo di imprese come centro unico di  imputazione del rapporto di lavoro, qualora vi siano sinergie economiche e operative tali da configurare un'unica entità economica, nonostante le singole società non raggiungano  il requisito dimensionale previsto individualmente.

martedì 17 marzo 2026

 Quando decorre la prescrizione dei creciti quando si vuole far valere la sussistenza di un rapporto a tempo indeterminato nel pubblico impiego 

Cass. 13/03/2026, n. 5756

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, nell'ipotesi di contratto di lavoro    formalmente autonomo, del quale sia successivamente accertata la natura subordinata,   la prescrizione dei crediti retributivi decorre in costanza di rapporto, attesa la mancanza di ogni aspettativa del lavoratore alla stabilità dell'impiego e la conseguente nconfigurabilità di un metus in ordine alla mancata continuazione del rapporto suscettibile di tutela.

lunedì 16 marzo 2026

 Come è disciplinato dal 2026 il congedo parentale?


In forza dell'art. 32 dlgs 151 del 2001:


1 Per ogni bambino, nei primi suoi quattordici anni di vita, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro secondo le modalità stabilite dal presente articolo. I relativi congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di dieci mesi, fatto salvo il disposto del comma 2 del presente articolo. Nell'ambito del predetto limite, il diritto di astenersi dal lavoro compete:

  a)   alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità di cui al Capo III, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi;

  b)   al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi, elevabile a sette nel caso di cui al comma 2;

            

  c)  per un periodo continuativo o frazionato non superiore a undici mesi, qualora vi sia un solo genitore ovvero un genitore nei confronti del quale sia stato disposto, ai sensi dell'articolo 337-quater del Codice civile, l'affidamento esclusivo del figlio. In quest'ultimo caso, l'altro genitore perde il diritto al congedo non ancora utilizzato. A tal fine copia del provvedimento di   affidamento è trasmessa, a cura del pubblico ministero, all'INPS

 1-bis.   La contrattazione collettiva di settore stabilisce le modalità di fruizione del congedo di cui al comma 1 su base oraria, nonché i criteri di calcolo della base oraria e l'equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. Per il personale del comparto sicurezza e difesa di quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico, la disciplina collettiva prevede, altresì, al fine di tenere conto delle peculiari esigenze di funzionalità connesse all'espletamento dei relativi servizi istituzionali, specifiche e diverse modalità di fruizione e di differimento del congedo.50

 1- ter In caso di mancata regolamentazione, da parte della contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, delle modalità di fruizione del congedo parentale su base oraria, ciascun genitore può scegliere tra la fruizione giornaliera e quella oraria. La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell'orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale. Nei casi di cui al presente comma è esclusa la cumulabilità della fruizione oraria del congedo parentale con permessi o riposi di cui al presente decreto legislativo. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano al personale del comparto sicurezza e difesa e a quello dei vigili del fuoco e soccorso pubblico.

 2.   Qualora il padre lavoratore eserciti il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a tre mesi, il limite complessivo dei congedi parentali dei genitori è elevato a undici mesi.

 3. Ai fini dell'esercizio del diritto di cui al comma 1, il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi e, comunque, con un termine di preavviso non inferiore a cinque giorni indicando l'inizio e la fine del periodo di congedo. Il termine di preavviso è pari a 2 giorni nel caso di congedo parentale su base oraria.

 4.  Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto.

 4-bis.  Durante il periodo di congedo, il lavoratore e il datore di lavoro concordano, ove necessario, adeguate misure di ripresa dell'attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva

sabato 14 marzo 2026

Quali caratteri deve avere la contestazione disciplinare?


Cass. 11/03/2026, n. 5447


In tema di licenziamento disciplinare, la contestazione dell'addebito deve rivestire il carattere della specificità, essendo necessario che il lavoratore incolpato possa   comprendere immediatamente i fatti che gli vengono contestati per potersi difendere   efficacemente. Tale apprezzamento è riservato al giudice di merito e può essere sindacato in cassazione solo mediante precisa censura, senza limitarsi a prospettare una lettura  alternativa a quella svolta nella decisione impugnata.

giovedì 12 marzo 2026

 L'emersione del lavoro irregolare ex art. 103 commi 1 e 2 Dl 34 del 2020 può riguardare lavoratori condannati per reati ex art. 381 cpp?

T.A.R. Piemonte Torino, Sez. I, Sentenza, 12/02/2026, n. 249

Non è ammesso alle procedure di emersione del lavoro irregolare previste dall'art. 103, commi 1 e 2, del D.L. n. 34 del 2020 il cittadino straniero che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, anche in virtù di condanne per reati indicati dall'art. 381 del codice di procedura penale. Tale criterio costituisce una presunzione assoluta di pericolosità che non violenta il principio di eguaglianza, essendo basata su un dato di esperienza generalizzato.

mercoledì 11 marzo 2026

Il verbale di conciliazione deve indicare i periodi lavorativi coperti dalla transazione?


Cass. 06/03/2026, n. 5043

In materia di lavoro subordinato domestico, l'esistenza di un verbale di conciliazione    sindacale riferito a specifici periodi lavorativi non può essere utilizzata per escludere rivendicazioni salariali relative a periodi distinti, se non è contestualmente valutata la proporzionalità e sufficienza della retribuzione ai sensi dell'art. 36 Cost.

martedì 10 marzo 2026

 

Come si determuna la corrispondenza delle mansioni attribuite con la declaratoria contrattuale?


Cass. 06/03/2026, n. 5046


In caso di mancata corrispondenza delle mansioni effettivamente svolte con i profili esemplificativi esplicitati nel CCNL, l'interprete deve procedere a una corretta opera    di sussunzione delle mansioni in base agli elementi caratterizzanti tratti dalla declaratorie  generale e dalle dichiarazioni particolari delle diverse posizioni economiche interne   alla categoria.

lunedì 9 marzo 2026

 Quando si computa l'infortunio nel comporto per malattia 


Tribunale Milano, Sez. lavoro, 09/02/2026, n. 642

La computabilità delle assenze del lavoratore dovute ad infortunio sul lavoro o a malattia professionale nel periodo di comporto non si verifica nelle ipotesi in cui  l'infortunio sul lavoro o la malattia professionale abbiano avuto origine in fattori   di nocività insiti nelle modalità di esercizio delle mansioni e comunque presenti  nell'ambiente di lavoro, e siano pertanto collegate allo svolgimento    lavorativa, nonché quando il datore di lavoro sia responsabile di tale situazione   nociva e dannosa, per essere egli inadempiente all'obbligazione contrattuale a lui facente carico ai sensi dell'art. 2087 cod. civ., norma che gli impone di porre in essere le misure necessarie —   la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica — per la tutela dell'integrità   fisica e della personalità morale del lavoratore, atteso che in tali ipotesi l'impossibilità  della prestazione lavorativa è imputabile al comportamento della stessa parte cui detta prestazione è destinata

sabato 7 marzo 2026

 A chi spetta la giurisdizione in tema di conferimenti dell'incarico di direzione sanitaria complessa?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 03/03/2026, n. 4735

Il conferimento dell'incarico di direzione di struttura sanitaria complessa, ai sensi del comma 7-bis dell'art. 15 del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall'art. 20 della legge 5 agosto 2022, n. 118, avviene tramite una procedura selettiva che non integra un pubblico concorso. Pertanto, anche in tale contesto, l'atto di conferimento deve essere considerato quale espressione dei poteri del privato datore di lavoro, con conseguente attribuzione delle relative  controversie alla giurisdizione del giudice ordinario.

giovedì 5 marzo 2026

 Quando è possobile procedere al licenziamento per impossibilità sopravvenuta dovuta ad infermità?


Cass. 03/03/2026, n. 4722


In caso di licenziamento per sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa  a causa di infermità permanente del lavoratore, il datore di lavoro ha l'onere di provare non solo l'inidoneità fisica del lavoratore, ma anche l'impossibilità di adibirlo  a mansioni equivalenti o inferiori nell'ambito dell'intera struttura aziendale, comprese le possibili soluzioni organizzative utili a salvaguardare il posto di lavoro   principi di buona fede e ragionevolezza.

mercoledì 4 marzo 2026

 La responsabilità datoriale in caso di licenziamento nullo perchè discriminatorii può essere ridotta per il comportamento del lavoratore?


Cass. 02/03/2026, n. 4623

La responsabilità derivante da licenziamento nullo per discriminazione non è soggetta a riduzione in base alla gravità della colpa datoriale o al silenzio del lavoratore   sul proprio stato di salute. L'indennità risarcitoria deve tenere conto del periodo intercorrente tra il licenziamento e la reintegra.

martedì 3 marzo 2026

 L'uso azoendale può incidere sulla non assorbibilità del superminimo?


Cass. 26/02/2026, n. 4396

In tema di assorbimento e/o riduzione dei superminimi individuali, la dichiarazione di illegittimità di tali operazioni da parte del datore di lavoro, che comporta la  ricostituzione della voce salariale "AP/Sovraminimo individuale" nella misura in godimento a gennaio 2018 e la condanna al pagamento delle somme indebitamente trattenute, tenere conto dell'assenza di uso aziendale e di comportamento concludente nel senso di non assorbire i predetti emolumenti.

lunedì 2 marzo 2026

 Su chi grava l'onere della prova della sussistenza giusta causa?


Cass. 26/02/2026, n. 4371

L'onere della prova della giusta causa di licenziamento grava sul datore di lavoro,  anche nel vigore del D.Lgs. 23/2015. La contestazione della sussistenza di un fatto disciplinarmente rilevante e la su  rilevanza devono essere valutate in base a una pluralità di elementi, compreso il comportamento del lavoratore e le circostanze di contesto.