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giovedì 11 settembre 2025

 La trasferta va computata nella retri uzione utile ai fini dell'indennità di licenziamento?


Cass. 09/09/2025, n. 24854


L'indennità di trasferta, pur se corrisposta continuativamente, non costituisce retribuzione globale di fatto se essa ha natura risarcitoria o compensativa dei disagi legati alla trasferta. Di conseguenza, tale indennità non può essere computata nel calcolo per la determinazione dell'indennità risarcitoria da licenziamento illegittimo

lunedì 9 giugno 2025

 Come si documentano le trasferte?


Cass. 05/06/2025, n. 15053

Ai fini dell'esenzione dalla base retributiva imponibile previdenziale dei rimborsi per spese non documentabili nelle trasferte, l'art. 51, comma 5, D.P.R. n. 917 del 1986 (ex art. 48) richiede che tali rimborsi siano analitici, ossia dettagliati e specificati, anche se non dimostrabili. La mancata analiticità del rimborso preclude l'esenzione prevista dalla normativa.

lunedì 19 giugno 2023

 Come è regolamentata l'indennità di trasferta?


Cass. 09/06/2023, n. 16462


5. Il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, art. 7-quinquies inserito dalla legge di conversione 1 dicembre 2016, n. 225, è sopravvenuto tanto alla sentenza non definitiva quanto a quella che ha definito il giudizio.


Tale disposizione reca l'interpretazione autentica del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 51, comma 6, che regola "(l)e indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto all'espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte con carattere di continuità" e stabilisce che concorrano "a formare il reddito nella misura del 50 per cento del loro ammontare".




5.1.- del D.L. n. 193 del 2016, citato art. 7-quinquies, al comma 1, chiarisce che i lavoratori rientranti nella disciplina stabilita dall'art. 51, comma 6, del testo unico delle imposte sui redditi "sono quelli per i quali sussistono contestualmente le seguenti condizioni: a) la mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro; b) lo svolgimento di un'attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente; c) la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell'attività lavorativa in luoghi sempre variabili e diversi, di un'indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta".




5.2.- Il predetto art. 7-quinquies, al comma 2, puntualizza che, quando non si riscontri la contestuale sussistenza delle condizioni tipizzate dal comma 1, si applica la disciplina dell'art. 51, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi.




Pertanto, in tale ipotesi, "Le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori del territorio comunale concorrono a formare il reddito per la parte eccedente lire 90.000 al giorno, elevate a lire 150.000 per le trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto. In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte o missioni fuori del territorio comunale non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all'alloggio, al viaggio e al trasporto, nonchè i rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all'importo massimo giornaliero di lire 30.000, elevate a lire 50.000 per le trasferte all'estero. Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell'ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore, concorrono a formare il reddito".

martedì 9 novembre 2021

 Come si definisce l'indennità di trasferta?



Cass. 05/11/2021, n. 32255

L'indennità di trasferta è un emolumento corrisposto al lavoratore in relazione ad una prestazione effettuata, per limitato periodo di tempo e nell'interesse del datore di lavoro, al di fuori della ordinaria sede lavorativa, volto a compensare i disagi derivanti dall'espletamento del lavoro in luogo diverso da quello previsto, senza che rilevi, ai fini dell'insorgenza del diritto, che la sede legale dell'impresa datoriale e la residenza del lavoratore medesimo siano diverse da quelle in cui si svolge l'attività lavorativa, non essendo tali luoghi rilevanti per l'identificazione di una trasferta in senso tecnico.

venerdì 16 luglio 2021

Come è definita l'indennità di trasferta dall'articolo 3, paragrafo 7, secondo comma, della direttiva 96/71 secondo l'interpretazione della Corte di giustizia Europea?



Corte giustizia Unione Europea Sez. I, 08/07/2021, n. 428/19

L'articolo 3, paragrafo 7, secondo comma, della direttiva 96/71 deve essere interpretato nel senso che un'indennità giornaliera di trasferta il cui importo vari a seconda della durata del distacco del lavoratore costituisce un'indennità specifica per il distacco facente parte integrante del salario minimo, salvo che essa sia versata a titolo di rimborso delle spese effettivamente sostenute a causa del distacco, quali le spese di viaggio, di alloggio o di vitto o che corrisponda a una maggiorazione che modifica il rapporto tra la prestazione del lavoratore, da un lato, ed il corrispettivo da lui percepito, dall'altro.

giovedì 1 luglio 2021

 Quando si ha trasferta


Corte d'Appello Genova Sez. lavoro Sent., 04/02/2021


La trasferta è emolumento corrisposto al lavoratore in relazione a prestazione effettuata per limitato periodo di tempo e nell'interesse del datore di lavoro al di fuori della ordinaria sede di lavoro, volto proprio a compensare al lavoratore i disagi derivanti dall'espletamento del lavoro in luogo diverso da quello previsto. (Nel caso di specie, la Corte di Appello ha ritenuto non fondata la richiesta all'emolumento in quanto non sussistenti né "l'invio temporaneo", né lo spostamento fisico del lavoratore comportante il disagio che l'emolumento richiesto è diretto a compensare).

giovedì 27 maggio 2021

 Quando la trasferta assume carattere retributivo?



Cass. 22/5/2005 n. 8468
L'istituto della trasferta presuppone che lo spostamento del lavoratore sia determinato da fatti occasionali e contingenti, implicanti di volta in volta singole decisioni del datore di lavoro; la prolungata permanenza in varie sedi di cantiere e i ripetuti spostamenti dall’una all’altra sede, quale modalità immanente al lavoro, costituiscono invece un aspetto strutturale della prestazione connesso alla causa tipica del contratto, cosicché il compenso di questa specifica prestazione con somma fissa non costituisce mero rimborso spese, bensì rappresenta il corrispondente aspetto strutturale della retribuzione, in quanto diretto a compensare il particolare disagio e la gravosità connessi alla prestazione. Pertanto, lo speciale emolumento previsto dalla contrattazione collettiva per compensare la peculiare connotazione di tale prestazione lavorativa ha natura retributiva. , Pres. Sciarelli Est. Cuoco, in Orient. Giur. Lav. 311)

mercoledì 26 maggio 2021

 Quando si ha trasferta?



Trib. Milano 7/5/2009

Ai fini del configurarsi della trasferta del lavoratore che si distingue dal trasferimento è necessaria la sussistenza del permanente legame del prestatore con l'originario luogo di lavoro, mentre restano irrilevanti, a tal fine, la protrazione dello spostamento per un lungo periodo di tempo e la coincidenza del luogo della trasferta con quello di un successivo trasferimento, anche se disposto senza soluzione di continuità al termine della trasferta medesima.