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giovedì 23 luglio 2026

 Quando si possono richiedere in appello le differenze retributive derivanti dal livello superiore?


Cass.  21/07/2026, n. 23621


Nel rito del lavoro, la domanda di corresponsione delle differenze retributive fondata sulla divergenza tra livello di inquadramento formalmente attribuito e parametro retributivo   effettivamente applicato in busta paga non integra domanda nuova in appello, ove nel   ricorso ex art. 414 c.p.c. sia stata sin dall'origine richiesta la condanna al pagamento di tutte le somme dovute in ragione dell'inquadramento contrattuale e le diverse poste (superiore  inquadramento, differenze per livello formale, lavoro notturno) risultino ricavabili,   anche tramite conteggi, dal complessivo contenuto dell'atto introduttivo; l'interpretazione  della domanda, quale giudizio di fatto riservato al giudice di merito, è censurabile    in cassazione solo nei limiti dell'art. 360, n. 5, c.p.c.

martedì 10 marzo 2026

 

Come si determuna la corrispondenza delle mansioni attribuite con la declaratoria contrattuale?


Cass. 06/03/2026, n. 5046


In caso di mancata corrispondenza delle mansioni effettivamente svolte con i profili esemplificativi esplicitati nel CCNL, l'interprete deve procedere a una corretta opera    di sussunzione delle mansioni in base agli elementi caratterizzanti tratti dalla declaratorie  generale e dalle dichiarazioni particolari delle diverse posizioni economiche interne   alla categoria.

sabato 28 febbraio 2026

 Quando si ha trasferimento ai sensi dell'art. 2103 cc?


Cass. 25/02/2026, n. 4198


La nozione di trasferimento del lavoratore, ai sensi dell'art. 2103, cod. civ., implica ordinariamente il mutamento definitivo del luogo geografico di esecuzione della prestazione, il quale, però, non è di per sé idoneo a configurare l'ipotesi del trasferimento quando lo spostamento venga attuato nell'ambito della  medesima unità produttiva.

mercoledì 28 gennaio 2026

 Come si deve svolgere il giudizio rivolto a verificare lo svolgimento di mansioni superiori?


Cass. 26/01/2026, n. 1717


In materia di impiego pubblico contrattualizzato, ai fini della verifica della sussistenza di mansioni superiori, è necessario applicare il metodo trifasico di sussunzione   che comporta il confronto analitico tra le mansioni effettivamente svolte dal lavoratore,    il livello di inquadramento posseduto e le declaratorie contrattuali applicabili ratione temporis, tenendo presente anche eventuali specificazioni introdotte dai contratti integrativi

martedì 6 gennaio 2026

La scelta datoriale di mantenere inattivo il lavoratore coa comporta?


Cass. 14/12/2025, n. 32598


La condotta del datore di lavoro che lascia il lavoratore inattivo per un lungo periodo viola non solo il diritto alle mansioni previsto dall'art. 2103 cod. civ., ma lede anche il fondamentale diritto al lavoro inteso come mezzo di estrinsecazione della personalità, nonché la professionalità e l'immagine del lavoratore.

sabato 6 dicembre 2025

 Su chi incombe l'onere di provate l'esatto inquadramento del lavoratore?


Cass. 23/11/2025, n. 30780

Quando il lavoratore allega un demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento  dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 cod. civ., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimentodel suo obbligo, o attraverso la prova della mancanza in concreto del demansionamento     ovvero attraverso la prova che fosse giustificato dal legittimo esercizio dei poteri     imprenditoriali o disciplinari oppure, in base all'art. 1218 cod. civ., a causa di un'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui       non imputabile

giovedì 4 dicembre 2025

 Dopo quando si consegue il diritto alle mansioni superiori prima del 2015 ?

Cass. 01/12/2025, n. 31355


Il lavoratore ha diritto all'inquadramento superiore in base alle mansioni effettivamente  svolte, a partire dal novantesimo giorno successivo all'assegnazione delle mansioni superiori. In caso di contestazione giudiziaria, il raffronto fra le mansioni concretamente   svolte e le qualifiche contrattuali deve essere effettuato dal giudice di merito.

martedì 2 dicembre 2025

 Quando la sostituzione di lavoratore assebte consente l'attribuzione definitiva alla categoria superiore?


Cass. 28/11/2025, n. 31120

In materia di sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del  posto con altro lavoratore di qualifica inferiore, per escludere il diritto del sostituto alla definitiva assegnazione alle mansioni superiori, ai sensi dell'art. 2103 c.c. e della contrattazione collettiva applicabile, è necessario un sicuro accertamento dell'effettivo rapporto tra assegnazione a mansioni superiori e sostituzione, evitando    abusi attraverso un utilizzo prolungato e non formalizzato del lavoratore."

venerdì 27 giugno 2025

 Come si effettua il giudizio in merito alla verifica del dirityo a mansioni superiori?

Cass. 25/06/2025, n. 17008


La funzione di controllo interno, anche quando rivestita da un dipendente dotato di autonomia e indipendenza, non implica automaticamente il diritto a un inquadramento superiore rispetto ai responsabili dei settori sottoposti a controllo. La qualificazione del dipendente deve basarsi sulla specifica comparazione delle mansioni svolte con i profili previsti dal contratto collettivo, non sull'inquadramento dei controllati

giovedì 15 maggio 2025

 Entro che limiti possono essere svolte mansioni inferiori?


Cass. 08/05/2025, n. 12128

Le mansioni inferiori sono sempre legittime se "marginali", ovverosia di scarso e limitato rilievo quantitativo rispetto alle mansioni di effettiva pertinenza. Quando invece tale marginalità non ricorra e dunque la consistenza delle attività di livello inferiore sia più ampia deve riscontrarsi il carattere occasionale della richiesta di mansioni inferiori.

lunedì 24 giugno 2024

 Come si effettua il giudizio di comparazione ai fini dell'inquadramento del lavoratore?


Cass. 14/06/2024, n. 16605


Nel determinare l'inquadramento di un lavoratore subordinato occorre procedere con l'accertamento in fatto delle attività lavorative concretamente svolte, procedere con l'individuazione delle qualifiche e gradi previsti dal contratto collettivo di categoria e raffrontare infine i risultati di tali due indagini.

mercoledì 22 novembre 2023

In un giudizio diretto a richiedere mansioni superiori il giudice può riconoscere una mamsione inferiore rispetto a quella oggetto di domanda?


Cass. 20/11/2023, n. 32138

In materia di mansioni del lavoratore, qualora sia chiesto in giudizio il riconoscimento di una determinata qualifica - anche di carattere dirigenziale - superiore a quella di inquadramento formale, il giudice - senza con ciò incorrere nel vizio di ultrapetizione - può riconoscere l'inquadramento in una qualifica intermedia tra quella richiesta dal lavoratore e quella attribuita dal datore di lavoro purché il lavoratore prospetti adeguatamente gli elementi di fatto relativi allo svolgimento di mansioni della qualifica intermedia.

lunedì 13 novembre 2023

 Che cosa comporta per il datore di lavoro la determinazione di lasciare il lavoratore in inattività?

Corte d'Appello Palermo, Sez. lavoro, Sentenza, 02/08/2023, n. 609

In materia di lavoro subordinato, il comportamento del datore di lavoro che lascia in condizione di forzata inattività il dipendente va valutato sotto l'aspetto risarcitorio, atteo che esso, pur se non caratterizzato da uno specifico intento persecutorio ed anche in mancanza di conseguenze sulla retribuzione, viola l'art. 2103 c.c., sussistendo in capo al lavoratore non solo il dovere ma anche il diritto all'esecuzione della propria prestazione lavorativa, costituendo il lavoro non solo uno strumento di guadagno, ma anche una modalità di esplicazione del valore professionale e della dignità di ciascun cittadino; ne consegue che la forzata inattività del lavoratore determinata dal datore di lavoro comporta un pregiudizio che incide sulla vita professionale e di relazione dell'interessato, con una indubbia dimensione patrimoniale che rende il pregiudizio medesimo suscettibile di risarcimento e di valutazione anche in via equitativa.

giovedì 22 giugno 2023

 L'art  2103 cc si applica ai rapporti con gli enti pubblici economici?


Cass. 20/06/2023, n. 17631


Il rapporto di lavoro che intercorre con l'ente pubblico economico ha natura privatistica ed allo stesso si applica, in difetto di specifiche disposizioni di legge derogatorie, la disciplina dettata dal codice civile e dalle leggi sul rapporto subordinato di lavoro alle dipendenze delle imprese private. L'assegnazione a mansioni superiori è, quindi, disciplinata dall'art. 2103 cod. civ. e non dall'art. 52 del D.Lgs. n. 165 del 2001.

martedì 15 marzo 2022

 Quando si ha trasferimento d'azienda?


Cass. civ., Sez. lavoro, 11/03/2022, n. 8039


La fattispecie del trasferimento di azienda regolata dall'art. 2112 cod. civ. ricorre tutte le volte in cui, rimanendo immutata l'organizzazione aziendale, vi sia soltanto la sostituzione della persona del titolare, indipendentemente dallo strumento tecnico-giuridico adottato. Ad integrare le condizioni per l'operatività della tutela del lavoratore, è sufficiente il subentro nella gestione del complesso dei beni organizzati ai fini dell'esercizio dell'impresa, ossia la continuità nell'esercizio dell'attività imprenditoriale, restando immutati il complesso dei beni organizzati dell'impresa e l'oggetto di quest'ultima. L'impiego del medesimo personale e l'utilizzo dei medesimi beni aziendali costituiscono un indice probatorio di tale continuità. L'art. 2112, comma 4, cod. civ., disciplina la fattispecie del licenziamento intervenuto in concomitanza con il trasferimento dell'azienda e prevede che ferma restando la facoltà di esercitare il recesso ai sensi della normativa in materia di licenziamenti, il trasferimento d'azienda non costituisce di per sé motivo di licenziamento. La tutela prevista dall'art. 2112 cod. civ. è affidata all'automatica continuazione del rapporto di lavoro con il cessionario e alla conservazione dei diritti maturati dai lavoratori sino al momento della cessione. Tale duplice effetto presuppone, dal punto di vista logico e giuridico, la vigenza del rapporto di lavoro in capo alla cedente al momento del trasferimento, vigenza che può essere effettiva ma anche virtuale, quale conseguenza dell'annullamento del licenziamento intimato e del ripristino de iure del rapporto di lavoro.

martedì 15 febbraio 2022

 Ai dirigenti pubblici trova applicazione l'art. 2103 cc?






Cass. 09/02/2022, n. 4153

L'inoperatività dell'art. 2103 c.c. alla dirigenza, sancita in via generale dal D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 19, trova origine nel fatto che la qualifica dirigenziale non esprime una posizione lavorativa caratterizzata dallo svolgimento di determinate mansioni, bensì esclusivamente l'idoneità professionale a ricoprire un incarico dirigenziale. Per la dirigenza sanitaria, il principio è ribadito dal D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 15 (come sostituito dal D.Lgs. 19 giugno 1999, n. 229, art. 13, comma 1) - secondo cui la dirigenza sanitaria è collocata in un unico ruolo, distinto per profili professionali ed in un unico livello.

mercoledì 5 agosto 2020

Quando si ha demansionamento?

Cass. 03/08/2020, n. 16594


Nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato il divieto di variazioni in pejus (demansionamento) opera anche quando al lavoratore, nella formale equivalenza delle precedenti e delle nuove mansioni, siano assegnate di fatto mansioni sostanzialmente inferiori, sicché nell'indagine circa tale equivalenza non è sufficiente il riferimento in astratto al livello di categoria, ma è necessario accertare che le nuove mansioni siano aderenti alla specifica competenza del dipendente in modo tale da salvaguardarne il livello professionale acquisito e da garantire lo svolgimento e l'accrescimento delle sue capacità professionali, con le conseguenti possibilità di miglioramento professionale, in una prospettiva dinamica di valorizzazione delle capacità di arricchimento del proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze.




NB 
Pronuncia se fatti anteriori al 2015

giovedì 16 luglio 2020

Entro quali limiti opera il diritto alla mansione superiore ex art. 2103 cc in caso di sostituzione di altro lavoratore?

Cass. 14/07/2020, n. 14950

In tema di promozione automatica, l'art. 2103 c.c. pone come presupposto l'effettiva e sostanziale vacanza del posto ricoperto temporaneamente dal sostituto, quale condizione (non ricorrente nel caso della semplice pausa feriale e neppure, per esplicita previsione legale, nel caso previsto dagli artt. 2110 e 2111 c.c.) idonea a giustificare la modifica apportata, dalla automatica attribuzione per legge di un superiore inquadramento, alla organizzazione aziendale predisposta dal datore di lavoro nella sua veste di titolare dei poteri direttivi ed organizzativi nell'impresa. Consegue che l'ipotesi di sostituzione di altro lavoratore con diritto alla conservazione del posto, della quale, a norma dell'art. 2103 c.c., non può tenersi conto ai fini del compimento del periodo di assegnazione a mansioni superiori necessario per l'acquisizione del diritto alla promozione automatica, comprende anche quella in cui la sostituzione riguardi un lavoratore assente per ferie o per il godimento di turni di riposo, difettando anche in tali casi quella effettiva vacanza del posto che costituisce il presupposto dell'acquisizione della qualifica superiore.

lunedì 27 gennaio 2020

Quale processo logico giuridico deve essere seguito per determinare il corretto inquadramento del lavoratore?

Cass. 23/01/2020, n. 1556


Il procedimento logico-giuridico che determina il corretto inquadramento di un lavoratore subordinato si compone, di tre fasi: l'accertamento in fatto dell'attività lavorativa svolta in concreto; l'individuazione delle qualifiche e gradi previsti dal CCNL di categoria; il raffronto dei risultati delle suddette fasi.

lunedì 29 aprile 2019

Come si interpretano le declaratorie dei livelli dei contratti collettivi? 

Cass: 09/04/2019, n. 9861

Nell'interpretazione dei contratti collettivi, con riferimento ai profili professionali in essi previsti occorre tenere presente che le parti classificano il personale non sulla base di astratti contenuti professionali, bensì in riferimento alle specifiche figure professionali dei singoli settori produttivi che ordinano in una scala gerarchica, ed elaborano successivamente le declaratorie definitorie astratte, allo scopo di consentire l'inquadramento di figure professionali atipiche o nuove. Ne consegue che, a fronte di profili professionali espressamente tipizzati, l'individuazione della specifica e maggiore professionalità, che ne caratterizza uno rispetto ad altro, non può prescindere dall'esame della declaratoria di livello, che, pur non avendo valore assorbente, svolge funzione interpretativa nella sussunzione dei compiti all'uno o all'altro di essi.