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giovedì 1 gennaio 2026

 In caso di carenza dei requisiti di accesso l'eventuale conseguomento successivo  può sanare ex post la posizoone del candidato?


Cass. 16/12/2025, n. 32831


Nel contesto delle procedure concorsuali nel pubblico impiego privatizzato, il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento o del requisito di accesso al concorso non può essere sanato ex post dal superamento delle prove concorsuali da parte di candidati  che erano originariamente privi di tali requisiti al momento del bando, anche se ammessi con riserva tramite provvedimenti giurisdizionali

lunedì 18 novembre 2024

 La clausola del bando del concorso che consente di non assumere è lecita?


Cass. 04/11/2024, n. 28330


La clausola del bando di concorso che riserva al Comune la facoltà di non procedere all'assunzione è da considerarsi nulla e priva di efficacia anche quando il concorrente aveva accettato la clausola medesima, senza eccepirne la nullità. Il potere di approvare la graduatoria finale è attribuito alla P.A. dal bando esclusivamente in funzione del controllo della regolarità e della verifica dell'esito della procedura, dovendosi ritenere inammissibile una clausola che condizioni l'assunzione alle successive determinazioni dell'ente circa la necessità di procedere all'assunzione medesima.

lunedì 2 gennaio 2023

 Il limite di età di accesso ai concorsi pubblici può essere dichiarato incostituziobale per contrarietà all'art. 3 cost.?

Corte cost., 22/12/2022, n. 262

L'art. 31, comma 1, del D.Lgs. 5 ottobre 2000, n. 334 stabilisce un requisito di età particolarmente basso (30 anni) per la partecipazione concorsuale, anche in relazione ad altri settori dell'ordinamento. A fronte del generale principio di non discriminazione in base all'età in materia di occupazione e lavoro, anche sotto il profilo dei criteri di selezione e delle condizioni di assunzione nel pubblico impiego – sancito dal diritto interno come espressione dell'art. 3 Cost. – il limite massimo di età fissato dalla citata norma per l'accesso al ruolo dei funzionari tecnici psicologi della Polizia di Stato è arbitrario e irragionevole. Ne va, dunque, dichiarata l'illegittimità costituzionale.





giovedì 14 ottobre 2021

 Come deve essere esercitato il potere di revoca del concorso pubblico?



Cass. 11/10/2021, n. 27577

In tema di pubblico impiego, la revoca della procedura concorsuale, che partecipa della medesima natura autoritativa dell'atto al quale si riferisce, deve essere adottata nel rispetto della disciplina dettata dalla L. 7 agosto 1990, n. 241, con la conseguenza che, ove quel potere non risulti correttamente esercitato, il provvedimento che ha inciso sul diritto soggettivo all'assunzione deve essere disapplicato dal giudice ordinario.

sabato 28 novembre 2020

 E' possibile annullare un concorso già terminato per la modifica dell'assetto organizzativo che ne aveva determinato il bando?



Cass. 25/11/2020, n. 26838

Il diritto soggettivo alla assunzione del vincitore di pubblico concorso per il reclutamento di personale in regime contrattualizzato è subordinato alla permanenza, all'atto del provvedimento di nomina, dell'assetto organizzativo degli uffici in forza del quale il bando è stato emesso, sicché, nel caso in cui detto assetto sia mutato a causa dello "jus superveniens", l'Amministrazione ha il potere-dovere di bloccare i provvedimenti dai quali possano derivare nuove assunzioni che non corrispondano più alle oggettive necessità di incremento del personale, quali valutate prima della modifica del quadro normativo, in base all'art. 97 Cost.

lunedì 6 agosto 2018

Che natura ha il bando di concorso?


Cass. Sent., 06/06/2007, n. 13273


Il bando di concorso per l'assunzione di lavoratori non e riconducibile alla previsione dell'art.1989 cod. civ., che configura la promessa al pubblico come negozio unilaterale dotato di efficacia in deroga alla regola generale stabilita dall'art.1987 stesso codice e perciò vincolante per il promittente, a prescindere da manifestazione di consenso da parte dei beneficiari, ma, essendo preordinato alla stipulazione di contratti di lavoro, che esigono il consenso delle controparti, costituisce, ove contenga gli elementi del contratto alla cui conclusione è diretto, un'offerta al pubblico, ai sensi dell'art.1336 cod. civ., la quale è revocabile solo finchè non sia intervenuta l'accettazione da parte degli interessati. Tale offerta può essere di un contratto di lavoro definitivo, il quale si perfeziona con l'accettazione del lavoratore che risulti utilmente inserito nella graduatoria dei candidati idonei, oppure preliminare, il quale si perfeziona con la semplice accettazione del candidato che chiede di partecipare al concorso ed a per oggetto l'obbligo per entrambe le parti o per il suo offerente, nel caso di preliminare unilaterale, della stipulazione del contratto definitivo con chi risulti vincitore (nella specie, la corte territoriale ha fatto corretta applicazione del principio di cui in massima, facendo derivare dal costituito rapporto di formazione e lavoro, tutte le conseguenze derivanti dalla condotta della s.p.a. Ferrovie dello Stato in termini risarcitori anche per il lamentato danno per mancata formazione). (Rigetta, App. Roma, 5 Aprile 2005)