martedì 30 dicembre 2025

 Nel pubblico impiego da quando decorre il termine do decadenza semestrale ler la riapertura del procedimento discoplinare in caso di sentenza di assoluzione?


Cass. 18/12/2025, n. 33154



Nel giudizio di riapertura del procedimento disciplinare conseguente a una pronuncia  penale di assoluzione, il termine di decadenza di sei mesi decorre dalla data di irrevocabilità   della sentenza penale stessa, e non dalla data in cui il dipendente ha avuto conoscenza di tale irrevocabilità. Questo principio si fonda sulla necessità di un momento certo   e conoscibile per il decorso del termine, al fine di garantire la certezza delle procedure disciplinari.

lunedì 29 dicembre 2025

 L'azione diretta alla costituzione della rendita vitalizia presso l'Inps da parte del datore determina un litisconsorzio necessario?


Cass. 22/12/2025, n. 33461

L'azione del lavoratore che chiede al datore di lavoro di versare la riserva matematica ex art. 13, 5° comma, prima parte della legge n. 1338/1962, per la costituzione di una rendita vitalizia presso l'INPS, costituisce una domanda di natura costitutiva e deve essere proposta nel rispetto del litisconsorzio necessario con l'INPS.

giovedì 25 dicembre 2025

 La notifica alla pec posseduta da una persona fisica per un'attività professionale è valida anche se avvenuta per ragioni estranee l'attività?


Cass. 22/12/2025, n. 33514


In materia di notifiche, la casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e funzionante costituisce il "domicilio digitale" del destinatario, e la notifica  indirizzata a tale casella è da considerarsi valida, indipendentemente dal fatto che  la PEC sia stata originariamente attivata per svolgere attività imprenditoriale o professionale. Tale principio estende l'utilizzo della PEC anche agli atti estranei   all'attività specifica per la quale il domicilio digitale è stato registrato, purché  riconducibili alla medesima persona fisica

martedì 23 dicembre 2025

 


In caso di asdoluzione in sede penale entro quando occorre riaprire il procedimento disciplinare nel puvblico impiego?



Cass. 18/12/2025, n. 33154

Con il primo ed unico motivo si denuncia la violazione di legge e/o errata interpretazione ed applicazione dell'art. 55 ter, comma 2, D.Lgs. n. 165/01 in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

L'art. 55 ter, nel testo applicabile alla fattispecie ratione temporis, al stabilisce: "Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con l'irrogazione di una sanzione e, successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che il dipendente medesimo non lo ha commesso, l'autorità' competente, ad istanza di parte da proporsi entro il di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilità' della pronuncia penale, riapre il procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione all'esitodel giudizio penale" Il chiaro disposto normativo non consente di operare alcuna valorizzazione della data di rilascio di copia della sentenza irrevocabile di assoluzione, come sostenuto da parte ricor La disciplina del procedimento disciplinare è chiaramente ispirata alla finalità di rendere certi i termini del procedimento (cfr. fra le più recenti Cass. n. 1821/2025 con richiami a precedenti conformi) ed il medesimo intento ispira le disposizioni dettate in tema di ripresa o riattivazione dello stesso (si rimanda a Cass. n. 8943/2023), sicché anche la norma che in questa sede viene in rilievo non si presta ad interpretazioni che, oltre a svilire del tutto il tenore letterale, privo di equivocità, mor l'esigenza di pervenire alla sollecita definizione dell'incidenza del sopravvenuto giudicato penale sull'azione disciplinare non sospesa.

lunedì 22 dicembre 2025

 In caso il lavoratore richieda la  condanna del datore di lavoro al versamento dei contributi, occorre il litisconsorzio dell'Inps?


Cass. 17/12/2025, n. 33033


In tema di omissioni contributive, la domanda di condanna del datore di lavoro all    regolarizzazione della posizione contributiva avanzata dal lavoratore non necessita  dell'integrazione del contraddittorio con l'INPS, atteso che il lavoratore è legittimato  ad agire per l'accertamento della regolarità contributiva senza che ciò costituiscauna situazione di litisconsorzio necessario ai sensi dell'art. 102 c.p.c

venerdì 19 dicembre 2025

 Come è ripartita la competenza tra giudice del lavoro o giudice fallimentare?

Cass. 13/12/2025, n. 32509

Nel riparto di competenza tra il giudice del lavoro e quello del fallimento il discrimine va individuato nelle rispettive speciali prerogative, spettando al primo, quale giudice del rapporto, le controversie riguardanti lo status del lavoratore, in riferimento  ai diritti di corretta instaurazione, vigenza e cessazione del rapporto, della sua  qualificazione e qualità, volte ad ottenere pronunce di mero accertamento oppure costitutive,   come quelle di annullamento del licenziamento e di reintegrazione nel posto di lavoro;  rientrano, viceversa, nella cognizione del giudice del fallimento, al fine di garantire la parità tra i creditori, le controversie relative all'accertamento e alla qualificazione   dei diritti di credito dipendenti dal rapporto di lavoro in funzione della partecipazione al concorso e con effetti esclusivamente endoconcorsuali, ovvero destinate comunque   ad incidere nella procedura concorsuale; salva l'ipotesi dell'accertamento (e di esso  solo) dell'entità dell'indennità risarcitoria da parte del giudice del lavoro, anziché  fallimentare

giovedì 18 dicembre 2025

 In caso do accertamento giydoziale del rapporto di lavoro subordinato l'Inps è tenuta al versamento del tfr tramite fo do di garanzia?


Cass. 15/12/2025, n. 32691

In tema di intervento del Fondo di garanzia ex art. 2 della legge n. 297/1982, l'accertamento giudiziale circa l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato, anche se reso in un giudizio cui l'INPS non è stato parte, può essere utilizzato ai  fini previdenziali, qualora tale accertamento risulti supportato da una autonoma valutazione   critica delle risultanze istruttorie e documentali.