martedì 9 settembre 2025

 Quali doveri sulla sicurezza incombono sul lavoratore?


Cass. 04/09/2025, n. 24562


I doveri del lavoratore previsti dall'art. 20 del D.Lgs. n. 81/2008 richiedono che la segnalazione di deficienze dei dispositivi di sicurezza avvenga nell'ambito delle proprie competenze e possibilità, tramite la richiesta formalizzata ai superiori e la comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. La mancata dimostrazione di aver richiesto adeguati dispositivi di protezione e l'omissione di prestazioni dovute in ambito sanitario, sulla base di valutazioni autonome di pericolosità, configura una condotta grave e negligente che giustifica il licenziamento per giusta causa, in conformità agli obblighi di diligenza e disciplina sanciti dall'art. 2104 c.c. e dai protocolli di sicurezza aziendali.

lunedì 8 settembre 2025

 Chi ha la giurisdizione sulle liti concernenti il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero?


Cass. civ., Sez. Unite, Ordinanza, 26/08/2025, n. 23859


La domanda risarcitoria per ritardi nell'adozione di un provvedimento amministrativo, tale che il riconoscimento del titolo di studio conseguito all'estero, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo quando detta domanda riguarda l'omesso o cattivo esercizio di un potere pubblico, che costituisce un interesse legittimo del privato.

sabato 6 settembre 2025

 Come si determina l'imponibile previdenziale?


Cass. 03/09/2025, n. 24446


In base al principio del minimale contributivo stabilito dal D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, la retribuzione per il calcolo dei contributi previdenziali deve essere calcolata sull'importo stabilito per legge e non sull'effettivo accordo tra datore e lavoratore, essendo inopponibile all'INPS qualsiasi inadempimento o accordo di diversa regolazione della retribuzione.

giovedì 4 settembre 2025

 Come si conclude il procedimenti ex art. 445 bis cpc?


Cass. 27/08/2025, n. 23970


Nelle controversie in materia di invalidità civile, l'accertamento del requisito sanitario previsto dall'art. 445-bis c.p.c. non può culminare in una sentenza di condanna dell'ente previdenziale alla corresponsione di prestazioni assistenziali, ma deve limitarsi alla verifica della sussistenza del requisito sanitario stesso.

mercoledì 3 settembre 2025

 Quali s9no le conseguenze in caso di nullità del patto di prova?


Cass. 29/08/2025, n. 24201


In caso di nullità del patto di prova, il contratto di lavoro deve essere considerato definitivo sin dall'inizio, e il recesso del datore di lavoro per mancato superamento della prova è soggetto alla verifica giudiziale della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo, applicandosi la disciplina limitativa dei licenziamenti prevista dalla legge.

martedì 2 settembre 2025

 Nel caso di sentenze penali ai fini disciplinari come va valutata la tempestività?

Cass. 28/08/2025, n. 24100

La tempestività della contestazione disciplinare deve essere valutata in relazione al momento in cui il datore di lavoro ha avuto conoscenza circostanziata dei fatti addebitati e non in relazione alla mera astratta possibilità di conoscerli. In materia di contestazioni derivanti da fatti con rilevanza penale, il termine di tempestività decorre dall'acquisizione del passaggio in giudicato della sentenza penale di condanna.

lunedì 1 settembre 2025

 Da quando decorre la prescrizione per il lavoratore del diritto di richiedere la rendita ex art. 13 comma 1 legge 12 agosto 1962 n. 1338?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 07/08/2025, n. 22802


Ai fini dell'esercizio della facoltà di chiedere all'INPS la costituzione della rendita vitalizia riversibile disciplinata dall'art. 13 comma 1 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, il termine di prescrizione decorre per il datore di lavoro dalla intervenuta prescrizione dei contributi. La rendita chiesta dal lavoratore ai sensi dell'art. 13 comma 5 della legge citata inizia a prescriversi da quando si è prescritto il diritto del datore di lavoro di chiedere la costituzione della rendita ai sensi dell'art. 13 comma 1 della medesima legge.

6.5. Decorso tale termine e prescritto il diritto del datore di lavoro a chiedere egli stesso la costituzione della rendita in favore del lavoratore, provvedendo al versamento della riserva matematica, quest'ultimo potrà egli stesso sostituirsi al datore di lavoro e provvedere al necessario versamento. Solo quando non sarà più possibile per il datore di lavoro provvedere il diritto del lavoratore a sostituirsi nella costituzione della rendita inizierà a prescriversi. Esemplificativamente sarà necessario, a regime, il decorso di cinque anni perché si prescrivano definitivamente i contributi che maturano tempo per tempo; dalla loro prescrizione decorre il termine decennale per l'esercizio da parte del datore di lavoro della facoltà di chiedere la costituzione della rendita vitalizia in favore del lavoratore assicurato art. 13 comma 1 citato; decorso il termine decennale, come detto, il lavoratore potrà esercitare la facoltà dalla legge riconosciutagli, con diritto a vedersi risarcire il danno subito (ex art. 13 comma 5) nel termine ulteriore di dieci anni scaduto il quale tale diritto si prescrive inesorabilmente.