venerdì 30 aprile 2021

 Il licenziamento intimato per motivo illecito che conseguenze produce alla luce del dlgs 23 del 2015?


Tribunale Velletri Sez. lavoro 13/04/2021

In tema di contratto di lavoro subordinato a tutele crescenti, il licenziamento intimato per motivo illecito determinante, ai sensi dell'art. 1345 cod. civ., in quanto licenziamento nullo, rientra nel novero dei quei "…casi di nullità espressamente previsti dalla legge…" contemplati dall'art. 2, comma 1, del D.Lgs. n. 23 del 2015, con conseguente applicazione della sanzione della reintegrazione del lavoratore licenziato nel posto di lavoro.

giovedì 29 aprile 2021

 Come è ripartito l'onere probatorio del danno in caso di violazione dell'art. 2087 cc?




T.A.R. Lazio Roma Sez. I bis, 22/04/2021, n. 4750

Nel caso di domanda di risarcimento, danni iure hereditatis, per violazione dell'art. 2087 c.c., che impone al datore di lavoro pubblico o privato che sia, di adottare tutte le misure idonee e necessarie per tutelare l'integrità fisica dei prestatori di lavoro , la matrice contrattuale di tale forma di responsabilità comporta a carico del lavoratore la prova di aver subito un pregiudizio alla salute in dipendenza dell'attività lavorativa svolta, e a causa della nocività dell'ambiente di lavoro, e conseguentemente insorge per il datore di lavoro l'onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e della non riconducibilità della malattia del dipendente all'inosservanza di tali obblighi.

mercoledì 28 aprile 2021

 


Quali sono le conseguenze in caso di vizi procedurali del licenziamento collettivo?



Cass. 26/04/2021, n. 10992

In tema di licenziamento, nel caso di illegittimità del licenziamento collettivo, per la non corrispondenza al modello legale della comunicazione stabilita dall'art. 4, comma 9 della L. 23 luglio 1991 n. 223, che costituisce "violazione delle procedure", è applicabile la tutela indennitaria prestabilita dall'art. 4, comma 9 della L. 23 luglio 1991 n. 223, che costituisce dal novellato testo dell'art. 18, comma 7, terzo periodo della L. 20 maggio 1970 n. 300, quantificabile tra dodici e ventiquattro mensilità, previa dichiarazione di risoluzione del rapporto alla data del licenziamento. Il caso di inosservanza dei criteri di scelta, illegittimi per violazione di legge ovvero perché applicati in difformità dalle previsioni legali o collettive, comporta, invece, l'annullamento del licenziamento, con la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria in misura non superiore a dodici mensilità, a norma dell'art. 18, comma 4 della L. 20 maggio 1970 n. 300.

martedì 27 aprile 2021

 Quando è dovuta l'Irap?


Cass. 22/04/2021, n. 10710

L'attività del commercialista non è soggetta a IRAP se manca l'autonoma organizzazione che sussiste solo se il professionista adopera beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile ovvero ricorre in modo non occasionale al lavoro di terzi; il che accade perché la capacità produttiva aggiuntiva rispetto a quella personale del professionista sconta l'imposizione per il "surplus" di quanto ottenuto in ragione di una struttura organizzativa che sia servente rispetto all'opera intellettuale svolta con le proprie conoscenze e gli strumenti minimi indispensabili. Tale accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato.

lunedì 26 aprile 2021

 Il superminimo è assorbibile?



Cass. 16/04/2021, n. 10164

In tema di contratti di lavoro collettivi, il superminimo si ritiene assorbito dai miglioramenti retributivi previsti dalla contrattazione collettiva ovvero per il conseguimento di un inquadramento superiore: in tali evenienze il giudice di merito può ritenere superata detta presunzione in base alle acquisite risultanze istruttorie.

sabato 24 aprile 2021

 Da quando decorre la prescrizione dei contributi  della gestione separata?


Cass. 19/04/2021, n. 10273

La prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo pagamento e non già dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa. L'obbligazione contributiva nasce infatti in relazione ad un preciso fatto costitutivo, che è la produzione di un certo reddito da parte del soggetto obbligato, mentre la dichiarazione che costui è tenuto a presentare ai fini fiscali, che è mera dichiarazione di scienza, non è presupposto del credito contributivo, così come non lo è rispetto all'obbligazione tributaria.

giovedì 22 aprile 2021

 Quando il dirigente con cariche sociali è un lavoratore subordinato?


Cass. 20 aprile 2021

Ai fini della qualificazione come lavoro subordinato del lavoro del dirigente - quando questi sia titolare di cariche sociali (perché preposto alla direzione dell'intera organizzazione aziendale o di una branca o settore autonomo di essa), goda di ampi margini di autonomia ed il potere di direzione del datore di lavoro si manifesti non in ordini e controlli continui e pervasivi, ma nell'emanazione di indicazioni generali di carattere programmatico – è necessario verificare se il lavoro dallo stesso svolto possa comunque essere inquadrato all'interno della specifica organizzazione aziendale, individuando la caratterizzazione delle mansioni svolte, e se possa ritenersi assoggettato, anche in forma lieve od attenuata (cd. subordinazione attenuata), alle direttive, agli ordini ed ai controlli del datore di lavoro, nonché al coordinamento dell'attività lavorativa in funzione dell'assetto organizzativo aziendale.