lunedì 1 settembre 2025

 Da quando decorre la prescrizione per il lavoratore del diritto di richiedere la rendita ex art. 13 comma 1 legge 12 agosto 1962 n. 1338?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 07/08/2025, n. 22802


Ai fini dell'esercizio della facoltà di chiedere all'INPS la costituzione della rendita vitalizia riversibile disciplinata dall'art. 13 comma 1 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, il termine di prescrizione decorre per il datore di lavoro dalla intervenuta prescrizione dei contributi. La rendita chiesta dal lavoratore ai sensi dell'art. 13 comma 5 della legge citata inizia a prescriversi da quando si è prescritto il diritto del datore di lavoro di chiedere la costituzione della rendita ai sensi dell'art. 13 comma 1 della medesima legge.

6.5. Decorso tale termine e prescritto il diritto del datore di lavoro a chiedere egli stesso la costituzione della rendita in favore del lavoratore, provvedendo al versamento della riserva matematica, quest'ultimo potrà egli stesso sostituirsi al datore di lavoro e provvedere al necessario versamento. Solo quando non sarà più possibile per il datore di lavoro provvedere il diritto del lavoratore a sostituirsi nella costituzione della rendita inizierà a prescriversi. Esemplificativamente sarà necessario, a regime, il decorso di cinque anni perché si prescrivano definitivamente i contributi che maturano tempo per tempo; dalla loro prescrizione decorre il termine decennale per l'esercizio da parte del datore di lavoro della facoltà di chiedere la costituzione della rendita vitalizia in favore del lavoratore assicurato art. 13 comma 1 citato; decorso il termine decennale, come detto, il lavoratore potrà esercitare la facoltà dalla legge riconosciutagli, con diritto a vedersi risarcire il danno subito (ex art. 13 comma 5) nel termine ulteriore di dieci anni scaduto il quale tale diritto si prescrive inesorabilmente.

venerdì 8 agosto 2025

 Come si determina lo stato cje ha diritto di richiedere le tasse al lavoratore dipendente?


Cass. 01/08/2025, n. 22217


In tema di doppie imposizioni, al fine di determinare la potestà impositiva sulle retribuzioni di un lavoratore dipendente, assume rilevanza primaria il luogo dell'attività lavorativa prevalente, nonché la presenza di una stabile organizzazione o base fissa del datore di lavoro nello Stato estero, indipendentemente dalla nazionalità del datore di lavoro.

giovedì 7 agosto 2025

 Che tipo di risarcimento può determinare il demansionamento?


Cass. 05/08/2025, n. 22636


Il danno da demansionamento, ai sensi dell'art. 2103 c.c., può prevedere risarcimenti per dequalificazione professionale e danno biologico, nonché per il danno patrimoniale derivante dalla perdita di retribuzioni accessorie precedentemente percepite, quali le maggiorazioni per lavoro notturno, anche in assenza di diritti quesiti del lavoratore a essere impiegato nel turno notturno

mercoledì 6 agosto 2025

 Quando sorge il diritto al risarcimento del danno per la mancata fruizione del riposo compensativo?


Cass. 02/08/2025, n. 22289

La mancata fruizione del riposo compensativo non genera automaticamente un danno risarcibile per usura psico-fisica. Perché tale risarcimento sia riconosciuto, è necessaria la prova di un danno concreto e del mancato rispetto delle previsioni contrattuali o normative concernenti il riposo settimanale. Il risarcimento non è dovuto se il riposo compensativo viene garantito entro periodi contrattualmente stabiliti.

martedì 5 agosto 2025

 Quando ri orre il reato di sfruttamento?



Cass. 02/07/2025, n. 28199


La ricorrenza del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di cui all'art. 603-bis c.p. può essere accertata verificando anche un solo indice sintomatico di sfruttamento (retribuzione difforme, violazione delle norme retributive e di sicurezza, condizioni alloggiative degradanti), senza necessità di accertamento individualizzato dello stato di bisogno di ciascun lavoratore, purché il contesto socio-economico denoti condizioni generali di grave difficoltà e limitazione della volontà.

lunedì 4 agosto 2025

 Quando è obbligatoria l'iscrizione alla Cassa geometri?

Cass. 31/07/2025, n. 22069

L'iscrizione all'albo dei geometri e l'obbligo di versare la contribuzione minima alla Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti (Cassa geometri) presuppone l'esercizio della libera professione, anche se non continuativo e non esclusivo, indipendentemente dalla produzione effettiva di reddito professionale.

sabato 2 agosto 2025

 Quando può derogarsi alla pausa dopo sei ore?


Cass. 29/07/2025, n. 21878


La disposizione di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003, che prevede una pausa di almeno 10 minuti per i turni di lavoro superiori a sei ore, può essere derogata esclusivamente attraverso contratti collettivi o decreti ministeriali specifici per alcune categorie di lavoratori, espressamente elencate nell'art. 17 del medesimo decreto legislativo. In assenza di tali deroghe, il diritto alla pausa deve essere riconosciuto ai lavoratori