mercoledì 11 giugno 2025

 Le elargizioni economiche riconosciute alle vittime del dovere danno diritto agli interessi?


Cass. 30/05/2025, n. 14603


In materia di elargizioni economiche riconosciute alle vittime del dovere o soggetti equiparati, gli interessi legali sulle somme dovute maturano di diritto in caso di mancato o ritardato adempimento, non potendosi limitare il riconoscimento alla sola rivalutazione monetaria annuale prevista dall'art. 8, L. n. 302/1990.

martedì 10 giugno 2025

 Quando il comportamento tenuto fuori dal luogo di lavoro è disciplinarmente rilevante?


Cass. 04/06/2025, n. 15027

Un comportamento violento tenuto fuori dal luogo e dall'orario di lavoro può essere disciplinarmente rilevante se incide negativamente sull'immagine e reputazione del datore di lavoro, risulta violativo del Codice etico della società e si verifica in un contesto comunque collegato al lavoro, come il periodo di parte

lunedì 9 giugno 2025

 Come si documentano le trasferte?


Cass. 05/06/2025, n. 15053

Ai fini dell'esenzione dalla base retributiva imponibile previdenziale dei rimborsi per spese non documentabili nelle trasferte, l'art. 51, comma 5, D.P.R. n. 917 del 1986 (ex art. 48) richiede che tali rimborsi siano analitici, ossia dettagliati e specificati, anche se non dimostrabili. La mancata analiticità del rimborso preclude l'esenzione prevista dalla normativa.

venerdì 6 giugno 2025

Come deve essere valutata la giusta causa?

Cass. 04/06/2025, n. 14961

Nei rapporti di lavoro a termine, il licenziamento per giusta causa deve essere giustificato da condotte che determinino il venir meno del vincolo fiduciario. La valutazione di giusta causa richiede un'attenta analisi del contesto e delle circostanze complessive in cui sono avvenuti i fatti, tenendo conto della specificità dell'ambiente in cui la prestazione lavorativa è stata resa.

giovedì 5 giugno 2025

 Come determinare l'immediatezza di una contestazione?


Cass. 01/06/2025, n. 14760


In materia di licenziamento disciplinare, l'immediatezza della contestazione è espressione del generale precetto di correttezza e buona fede. Tuttavia, può essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, in ragione della complessità di accertamento della condotta del dipendente e dell'articolata organizzazione aziendale.

mercoledì 4 giugno 2025

 Qiando spetta l'indennità sostitutiva delle ferie al dirigente?


Cass. 22/05/2025, n. 13691


Il dirigente che, pur avendo il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza da parte del datore di lavoro, non lo eserciti e non fruisca del periodo di riposo annuale, non ha diritto alla indennità sostitutiva a meno che non provi di non avere potuto fruire del riposo a causa di necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive.

martedì 3 giugno 2025

 A che tassazione vanno sottoposti gli emolumenti arretrati percepiti in forza di sentenza?


Cass. 29/05/2025, n. 14296


In tema di redditi da lavoro dipendente questa Corte di legittimità ha già chiarito che "gli "emolumenti arretrati" (da assoggettare a tassazione separata) sono tutti quelli "riferibili ad anni precedenti", la cui erogazione o percezione in anni successivi sia effetto di leggi, contratti collettivi, sentenze, atti amministrativi sopravvenuti ovvero di "altre cause" non indicate, le quali, però, debbono essere "non dipendenti dalla volontà delle parti" (v. Cass. n. 19606/2005 e, più recentemente, Cass. n. 3581/2020).


Nella specie, non può revocarsi in dubbio il fatto che le somme percepite dal contribuente (somme percepite nell'anno 2010 e riferite ai diritti sorti e maturati nel periodo dal 19/11/1993 al 30/06/1998 - differenze retributive per mansioni superiori dirigenziali svolte dall'odierno ricorrente) costituiscano emolumenti arretrati assoggettabili a tassazione separata, in quanto tali, tassabili ai sensi dell'art. 21 D.P.R. n. 917/1986, a norma del quale "l'imposta è determinata applicando all'ammontare percepito l'aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore all'anno in cui è sorto il diritto alla loro percezione ovvero, per i redditi e le somme indicati, rispettivamente, nelle lettere b), c-bis) e n-bis) del comma primo dell'articolo 17 all'anno in cui sono percepiti".


Il dettato legislativo riportato considera emolumenti arretrati tutti quelli riferibili ad anni precedenti, la cui erogazione e conseguente percezione da parte del contribuente sia stata ritardata in anni successivi per effetto di una delle cause ivi riportate, tra cui rientra espressamente l'ipotesi in cui la corresponsione dell'emolumento trovi la propria ragion d'essere in una sentenza, come nel caso che ci occupa.


Il regime di tassazione separata previsto in tali casi persegue la ratio precipua di non gravare oltremodo il contribuente, raggiunto dagli emolumenti in un periodo successivo rispetto a quello di maturazione, assoggettandolo ingiustificatamente ad un regime fiscale deteriore determinato dal cumulo tra i proventi percepiti nell'anno e quelli arretrati.