lunedì 12 maggio 2025

 Quando pissono essere svolte mansioni inferiori nel pubblico impiego?


Cass. 08/05/2025, n. 12128


Nel pubblico impiego privatizzato, il lavoratore può essere adibito a mansioni inferiori rispetto a quelle di assegnazione a condizione che tali mansioni non siano completamente estranee alla sua professionalità, che ricorra una obiettiva esigenza organizzativa o di sicurezza del datore di lavoro, e che inoltre la richiesta di tali mansioni inferiori avvenga in via marginale rispetto alle attività qualificanti dell'inquadramento professionale del prestatore o che, quando tale marginalità non ricorra, fermo lo svolgimento prevalente delle menzionate attività qualificanti, lo svolgimento di mansioni inferiori sia meramente occasionale.

sabato 10 maggio 2025

 La mancata battitura degli scontrini può determinare il licenziamento?


Cass. 07/05/2025, n. 11985


La mancanza della registrazione di cassa e il mancato rilascio di scontrini, anche per importi di modesto valore, possono costituire giusta causa di licenziamento, in quanto espressione di una condotta incline all'inosservanza dell'obbligo di fedeltà e idonea a compromettere irreversibilmente il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendente. La dimostrazione specifica dell'appropriazione delle somme non è necessaria ai fini della lesione della fiducia nel dipendente.

giovedì 8 maggio 2025

 Quando il demansionamento giustifica le dimissioni per giusta causa?


Cass. 02/05/2025, n. 11586


La condotta datoriale di demansionamento può giustificare le dimissioni per giusta causa del lavoratore exart. 2119c.c. solo se rappresenta un grave inadempimento contrattuale. Tuttavia, il giudice deve fornire un'adeguata motivazione che spieghi la connessione causale tra la condotta contestata e la giustificazione del recesso senza preavviso.

mercoledì 7 maggio 2025

 L'indennità sostitutiva del preavviso rientra nella responsabilità solidale ex art. 29 dlgs 276 del 2003?

Cass. 02/05/2025, n. 11577

In tema di recesso del datore di lavoro, l'indennità sostitutiva del preavviso, pur essendo assoggettata a contribuzione previdenziale, non rientra tra gli emolumenti aventi natura strettamente retributiva ai fini della responsabilità solidale del committente dell'appalto, pr

martedì 6 maggio 2025

 Il comporto previsto dal ccnl può essere applicabile ai disabili?

Cass. 15/04/2025, n. 9897

Il rischio aggiuntivo di essere assente dal lavoro per malattia di un lavoratore disabile deve essere tenuto in conto nell'assetto dei rispettivi diritti ed obblighi in materia, con la conseguenza che la sua obliterazione in concreto, mediante applicazione del periodo di comporto breve come per i lavoratori non disabili, costituisce condotta datoriale indirettamente discriminatoria e, perciò, vietata.

lunedì 5 maggio 2025

In quanto si prescrive l'indennità di mobilità?

Cass. 26/04/2025, n. 10994

In caso di controversia inerente alla determinazione dell'esatto importo del trattamento di mobilità, non si applica la prescrizione quinquennale prevista per le prestazioni periodiche exart. 2948n. 4 c.c., ma quella ordinaria decennale. La riliquidazione del trattamento indennitario e la liquidità ed esigibilità del credito preteso sono elementi cruciali per determinarne il termine di prescrizione.

venerdì 2 maggio 2025

 


Entro quali limiti opera il diritto di critica?

Cass. 24/04/2025, n. 10864


Il diritto di critica da parte del lavoratore nei confronti del datore di lavoro trova fondamento negliartt. 21Cost., 10 CEDU e 11 CDFUE e deve essere esercitato nel rispetto dei limiti della continenza formale e sostanziale, nonché della pertinenza. La critica deve essere correlata a motivazioni sostanziali e non deve tradursi in un'offesa gratuita e fine a se stessa. La violazione di tali limiti legittima il licenziamento per giusta causa, tuttavia, la giurisprudenza riconosce la legittimità della critica quando essa è finalizzata a sollecitare l'attivazione del potere gerarchico ed organizzativo del datore di lavoro, senza travalicare con dolo o colpa grave la soglia del rispetto della verità oggettiva e senza ledere gratuitamente il decoro del datore di lavoro o del superiore gerarchico.