lunedì 13 gennaio 2025

 

Quando spetta l'indennità per inabilità temporanea?


Cass. civ., Sez. lavoro, Ordinanza, 09/01/2025, n. 463


L'erogazione dell'indennità per inabilità temporanea da parte dell'INAIL, in caso di malattia professionale, prescinde dalla colpa del datore di lavoro e non richiede la prova della responsabilità civile dello stesso. Il riconoscimento di tale indennità si fonda sulla sola esistenza dell'origine professionale della malattia, correlata alla prestazione lavorativa secondo le regole dell'assicurazione obbligatoria. Le parti contrattuali possono escludere dal computo del comporto, come disciplinato dall'art. 2110 c.c., le assenze dovute a malattie professionali, anche in virtù delle disposizioni collettive previste nel CCNL.

sabato 11 gennaio 2025

 Quando interviene la responsabilità penale del datore di lavoro in caso di infortunio?

Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 13/12/2024, n. 565

In caso di infortunio sul lavoro riconducibile a carenze nelle misure di sicurezza aziendale, il datore di lavoro che riveste ruoli di direzione e coordinamento è responsabile penalmente per il decesso del dipendente, qualora abbia omesso di predisporre adeguate misure di prevenzione e formazione per i lavoratori.

giovedì 9 gennaio 2025

 Cosa deve fare il datore di lavoro quando è a conoscenza di una disabilità del lavoratore in caso di malattia?

Cass. 07/01/2025, n. 170

La conoscenza dello stato di disabilità del lavoratore da parte del datore di lavoro impone a quest'ultimo di acquisire informazioni sulla correlazione tra le assenze per malattia del dipendente e la disabilità, e di individuare possibili accorgimenti ragionevoli per evitare il licenziamento, in linea con l'art. 3, comma 3-bis, D.Lgs. n. 216 del 2003. La mancata adottazione di tali accorgimenti rende il licenziamento discriminatorio.

mercoledì 8 gennaio 2025

 Qundo si ha una discriminazione basata sul sesso secondo la direttiva 2006/54?


Corte giustizia Unione Europea, Sez. VII, 19/12/2024, n. 531/23


Dall'articolo 2, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2006/54 risulta che costituisce una discriminazione basata sul sesso la situazione nella quale una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono porre le persone di un sesso in una situazione di particolare svantaggio rispetto alle persone dell'altro sesso, a meno che detta disposizione, detto criterio o detta prassi siano oggettivamente giustificati da una finalità legittima e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari. L'esistenza di un siffatto particolare svantaggio potrebbe essere dimostrata, segnatamente, se fosse dimostrato che detta disposizione, detto criterio o detta prassi colpiscono negativamente in proporzione significativamente maggiore le persone di un determinato sesso rispetto a quelle dell'altro sesso. Spetta al giudice nazionale valutare in quale misura i dati statistici dinanzi ad esso prodotti siano affidabili e se essi prendano in considerazione tanto l'insieme dei lavoratori soggetti alla normativa nazionale in questione quanto le rispettive percentuali dei lavoratori che sono e che non sono interessati dalla presunta differenza di trattamento. Infatti, il giudice nazionale deve non soltanto prendere in considerazione l'insieme dei lavoratori assoggettati alla normativa nazionale da cui ha origine la differenza di trattamento, ma altresì comparare le proporzioni rispettive dei lavoratori che sono e che non sono colpiti dall'asserita differenza di trattamento nella categoria della mano d'opera femminile rientrante nell'ambito di applicazione di tale normativa e le medesime proporzioni nell'ambito della mano d'opera maschile ivi rientrante

martedì 7 gennaio 2025

 Come si determina la malattia professionale?


Tribunale Bologna, Sez. lavoro, 04/04/2024, n. 324



Il nesso di causalità relativo all'origine professionale della malattia non può essere oggetto di semplici presunzioni tratte da ipotesi tecniche teoricamente possibili, ma necessità di una concreta e specifica dimostrazione che può essere data anche in termini di probabilità sulla base della fattispecie, essendo impossibile nella maggior parte dei casi ottenere la certezza eziologica. È necessario acquisire il dato della probabilità qualificata attraverso ulteriori elementi idonei a tradurre la conclusione probabilistica in certezza giudiziale.

sabato 4 gennaio 2025

 Il permesso di soggiorno per motivo di studio può essere convertito in permesso per motivi di lavoro solo dopo l'acquisizione del titolo ?


T.A.R. Lombardia Milano, Sez. III, 16/12/2024, n. 3694


L'art. 24 comma 5 del D.L. 22/06/2023, n. 75, che ha modificato l'art. 3 comma 4 del TUI, ha previsto che il permesso di soggiorno per motivi di studio possa essere convertito in permesso di soggiorno per motivo di lavoro al di fuori delle quote previste, e che la predetta conversione è possibile a prescindere dalla previa acquisizione del titolo di studio. (Accoglie il ricorso.)

giovedì 2 gennaio 2025

Le espressioni offensive verso il datore di lavoro contenute in una mailing list può comportare il licenziamento?

Cass. 18/12/2024, n. 33074


Le espressioni offensive nei confronti del datore di lavoro non possono costituire giusta causa di licenziamento quando siano contenute in comunicazioni interne dirette a un determinato gruppo di persone, come una mailing list riservata agli iscritti sindacali, e non a una moltitudine indeterminata; in tal caso, il contesto limitato giustifica la critica formale esorbitante senza ledere la reputazione aziendale.