martedì 10 dicembre 2024

 Nel pubblico impiego cosa determina l'illegittima  reiterazione di contratti a termine?

Corte d'Appello Genova, Sez. lavoro, Sentenza, 06/07/2022, n. 174


In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall'art. 36, comma 5, del D. Lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE, sicché può farsi riferimento alla fattispecie omogenea di cui all'art. 32, comma 5, della L. n. 183 del 2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come "danno comunitario", determinato tra un minimo ed un massimo, salva la prova del maggior pregiudizio sofferto.

lunedì 9 dicembre 2024

 Quando si ha l'obbligo di consegnare la busta al lavoratore?



Tribunale Roma, Sez. lavoro, 07/10/2024, n. 9822


Benché gli artt. 1 e 3 della legge n. 4 del 1953 riferiscano l'obbligo del datore di lavoro di consegna del prospetto paga "all'atto della corresponsione della retribuzione" ed al "momento stesso in cui viene consegnata la retribuzione", si ritiene che tali disposizioni debbano essere interpretate nel senso di riferire l'obbligo di consegna al momento in cui sorge il diritto al pagamento della retribuzione ciò al fine di consentire al lavoratore di verificare immediatamente la corrispondenza con la retribuzione ricevuta, essendo evidente che il sorgere di un'obbligazione stabilita dalla legge non può dipendere da un fatto - il pagamento - rimesso alla volontà del debitore. Ne consegue che il datore di lavoro il quale non provveda alla corresponsione della retribuzione non può ritenersi, in conseguenza di tale inadempimento, esentato anche dall'obbligo di consegna al lavoratore della busta paga. In tal caso, infatti, se da un lato tale adempimento non ha più la finalità di consentire al lavoratore di confrontare la corrispondenza tra quanto di fatto percepito e quanto riportato in busta paga, dall'altro, soddisfa comunque l'esigenza del lavoratore di avere contezza dell'ammontare del proprio credito anche al fine di approntare una tutela delle proprie ragioni eventualmente anche in sede giudiziaria 

sabato 7 dicembre 2024

 Come si determina la causalità omissiva nell'infortunio?

Cass. pen., Sez. IV, 19/09/2024, n. 43717


In materia di responsabilità civile per infortuni sul lavoro, il giudizio sulla causalità omissiva può avvalersi del criterio della "prevalenza probabilistica" (più probabile che non), purché supportato da una dettagliata ricostruzione fattuale, identificando specificamente come le omissioni abbiano contribuito causalmente al verificarsi dell'evento.

giovedì 5 dicembre 2024

La regolarità contributiva richiesta dall'art. 1 comma 1175 l. 296 del 2006 si riferisce solo al Durc?



Cass. 02/12/2024, n. 30788

Il mero possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) non costituisce prova definitiva della regolarità contributiva del datore di lavoro. La condizione di regolarità contributiva, richiesta dall'art. 1, comma 1175, della legge n. 296 del 2006, implica, oltre al possesso del DURC, l'assenza di violazioni degli obblighi normativi e contrattuali in materia di lavoro e legislazione sociale.

mercoledì 4 dicembre 2024

Lo svolgimento di mansioni diverse durante la prova cosa determina?

Cass. 02/12/2024, n. 30810

L'accertamento di mansioni diverse da quelle specificamente pattuite nel patto di prova comporta la dichiarazione dell'illegittimità del licenziamento e può determinare l'istituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La tutela risultante dall'annullamento del patto di prova per mansioni diverse è limitata ad una tutela risarcitoria.

martedì 3 dicembre 2024

 Fino a che età può essere  riconosciuta la pensione di inabilità?


Cass. 27/11/2024, n. 30541


Va allora richiamato il costante orientamento di questa Corte (Cass. 23117/17, Cass. 9558/21, Cass. 24849/22) secondo cui la pensione di inabilità non può essere riconosciuta quando il perfezionamento della condizione di invalidità si sia avuto dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età e, nel presente caso, dei 65 anni e 7 mesi di età.

lunedì 2 dicembre 2024

 La falsità dei documeti posti alka base dell'assunzione nel pubblico impiego possono determinare il licenziamento?



Cass 27/11/2024, n. 30535

Le falsità documentali o dichiarative ai fini dell'accesso al lavoro pubblico o delle progressioni di carriera sono suscettibili di sanzione con il licenziamento ai sensi dell'art. 55-quater del D.Lgs. n. 165 del 2001, anche se accertate successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, qualora siano emerse irregolarità che rendano necessaria l'attivazione del potere disciplinare.