martedì 11 luglio 2023

 Occorre effettuare ai fini della validità del licenziamento disciplinare  la preventiva contestazione disciplinare in caso di fatti costituenti reato?


Tribunale Castrovillari, Sez. lavoro, 30/06/2023, n. 1199

Il licenziamento per giusta causa irrogato direttamente al prestatore in assenza di una precedente contestazione scritta degli addebiti disciplinari incorre in una illegittimità di natura sostanziale, riconducibile alla violazione di una norma imperativa, che lo vizia in modo indipendente dall'accertamento svolto in sede penale successivamente sulla sussistenza dei fatti, in quanto collegata alla compromissione della funzione di garanzia del procedimento disciplinare e dei principi di civiltà giuridica connessi alla necessità di previa contestazione e corretto addebito del fatto posto alla base del licenziamento disciplinare, finalizzati a fornire al lavoratore un'effettiva possibilità di replica e difesa prima che il licenziamento venga disposto. Ne consegue che l'accertamento in sede penale dei fatti che integrano la giusta causa del licenziamento non opera come una sanatoria omnicomprensiva di ogni possibile vizio del licenziamento che, sebbene in concreto si riveli giustificato, resta comunque illegittimo, in quanto posto in essere al di fuori delle garanzie di legge che presidiano l'esercizio del potere disciplinare, che non sono di mera forma, ma di sostanza, né possono essere obliterate alla luce di una prospettiva a posteriori sui fatti, che è quella acquisita sulla base della sentenza penale.

lunedì 10 luglio 2023

 Quando si ha trasferimento d'azienda?


Cass. 06/07/2023, n. 19173

Costituisce elemento costitutivo della cessione di ramo d'azienda prevista dall'art. 2112 c.c., anche nel testo modificato dal D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 32, l' autonomia funzionale del ramo ceduto, ovvero la capacità di questo, già al momento dello scorporo dal complesso cedente, di provvedere ad uno scopo produttivo con i propri mezzi, funzionali ed organizzativi e quindi di svolgere - autonomamente dal cedente e senza integrazioni di rilievo da parte del cessionario - il servizio o la funzione cui risultava finalizzato nell'ambito dell'impresa cedente al momento della cessione, indipendentemente dal coevo contratto di fornitura di servizi che venga contestualmente stipulato tra le parti. Incombe su chi intende avvalersi degli effetti previsti dall'art. 2112 c.c. che costituiscono eccezione al principio del necessario consenso del contraente ceduto stabilito dall'art. 1406 c.c., fornire la prova dell'esistenza di tutti i requisiti che ne condizionano l'operatività.

venerdì 7 luglio 2023

 Come è determinato il periodo di ferie?



Cass. 05/07/2023, n. 19082

Spetta all'imprenditore, a norma dell'art. 2109 c.c., fissare il periodo di godimento delle ferie da parte dei dipendenti e quindi di modificarlo pur in difetto di fatti sopravvenuti, in base soltanto a una riconsiderazione delle esigenze aziendali, sul presupposto di una sua valutazione comparativa delle diverse esigenze, quale estrinsecazione del generale potere organizzativo e direttivo dell'impresa. Al lavoratore compete soltanto la facoltà di indicare il periodo entro il quale intenda fruire del riposo annuale. La circostanza dell'omessa prova della volontà dei lavoratori di fruire delle ferie dopo la vigenza del contratto di solidarietà è irrilevante.

giovedì 6 luglio 2023

Chi è competente per il rilascio dell'immobile concesso al portiere in parziale corrispettivo dell'attività prestata?


Tribunale Roma, Sez. lavoro, 19/06/2023, n. 6376


Appartiene alla cognizione del giudice del lavoro la controversia promossa dal Condominio nei confronti del proprio ex portiere al fine di ottenere il rilascio dello alloggio concessogli a titolo di parziale corrispettivo della prestazione lavorativa, involgendo tale domanda l'accertamento dell'intervenuta risoluzione del rapporto di lavoro

mercoledì 5 luglio 2023

 Quando il requisito di un'altezza minima per l'assunzione è discriminatorio?



Cass. 03/07/2023, n. 18668

In tema di requisiti per l'assunzione, qualora in una norma secondaria sia prevista una statura minima identica per uomini e donne, in contrasto con il principio di uguaglianza perché presuppone erroneamente la non sussistenza della diversità di statura mediamente riscontrabile tra uomini e donne e comporta una discriminazione indiretta a sfavore di queste ultime, il giudice ordinario ne apprezza, incidentalmente, la legittimità ai fini della disapplicazione, valutando in concreto la funzionalità del requisito richiesto rispetto alle mansioni. Tanto sulla base dell’assunto della Corte costituzionale (sentenza n. 163 del 1993) secondo cui "ove i soggetti considerati da una certa norma, diretta a disciplinare una determinata fattispecie, diano luogo a una classe di persone dotate di caratteristiche non omogenee rispetto al fine obiettivo perseguito con il trattamento giuridico ad essi riservato, quest'ultimo sarà conforme al principio di eguaglianza soltanto nel caso che risulti ragionevolmente differenziato in relazione alle distinte caratteristiche proprie delle sottocategorie di persone che quella classe compongono". Per il Giudice delle leggi il principio di eguaglianza impone di verificare che non sussista violazione del criterio di "proporzionalità del trattamento giuridico previsto rispetto alla classificazione operata dal legislatore, tenendo conto del fine obiettivo insito nella disciplina normativa considerata: proporzionalità che va esaminata in relazione agli effetti pratici prodotti o producibili nei concreti rapporti della vita".

martedì 4 luglio 2023

 Come sono tassate le stock options ed i bonus dei dirigenti operanti nel settore finanziario?


Cass.  30/06/2023, n. 18549

L'imposta addizionale prevista dall'art. 33 del D.L. n. 78 del 2010, conv. in L. n. 122 del 2010 - trattenuta dal sostituto di imposta al momento dell'erogazione degli emolumenti riconosciuti ai dirigenti sotto forma di "bonus" e "stock options" quando detti compensi eccedano la parte fissa della retribuzione - si applica nei confronti dei dirigenti delle imprese operanti nel settore finanziario, con clausola generale riferita al settore finanziario inteso nella sua globalità e complessità, sì da ricomprendere anche soggetti non necessariamente sottoposti a vigilanza e/o che svolgano attività rivolta al pubblico, stante la ragione socio-economica di un intervento diretto a comprendere tutti quegli attori di compagini che, essendo attive sulla scena finanziaria, sono in grado, direttamente e/o indirettamente, di indurne torsioni pregiudizievoli per effetto di abnormi incentivi retributivi, laddove, riguardo alla disposizione di riferimento, eventuali riscontri extra-testuali - derivanti da fonti nazionali, europee e internazionali - possono rivestire solo il ruolo di indici rivelatori esemplificativi, ma non esaustivi della fattispecie tributaria interna

lunedì 3 luglio 2023

 

Quando si ha subordinazione in caso di lavoro di natura intellettuale o professionale?


Cass. 27/06/2023, n. 18254

ai fini della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato in caso di prestazioni di natura intellettuale o professionale, l'elemento dell'assoggettamento del lavoratore alle direttive altrui si presenta in forma attenuata in quanto non agevolmente apprezzabile a causa dell'atteggiarsi del rapporto, sicchè occorre fare riferimento a criteri complementari e sussidiari, come quelli della collaborazione, della continuità delle prestazioni, dell'osservanza di un orario determinato, del versamento a cadenze fisse di una retribuzione prestabilita, del coordinamento dell'attività lavorativa all'assetto organizzativo dato dal datore di lavoro, dell'assenza in capo al lavoratore di una sia pur minima struttura imprenditoriale, la cui valutazione di fatto, rimessa al giudice del merito, se immune da vizi giuridici ed adeguatamente motivata, è insindacabile in sede di legittimità, ove è censurabile soltanto la determinazione dei criteri generali ed astratti da applicare al caso concreto (Cass. n. 5436/2019, n. 9252/2010);