martedì 10 maggio 2022

 Quando deve essere attivata la procedura prevista dall'art. 4 della legge 300 del 1970 per l'installazione di apparecchiature dirette al controllo del patrimonio aziendale? 



Tribunale Roma, Sez. lavoro, 21/04/2022, n. 3604

Non è soggetta alla disciplina dell'art. 4, comma 2, dello Statuto dei Lavoratori l'installazione di impianti ed apparecchiature di controllo poste a tutela del patrimonio aziendale dalle quali non derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività lavorativa, né risulti in alcun modo compromessa la dignità e la riservatezza dei lavoratori. Tale interpretazione del dettato normativo è, infatti, ispirata ad un equo e ragionevole bilanciamento fra le disposizioni costituzionali che garantiscono il diritto alla dignità e libertà del lavoratore nell'esercizio delle sue prestazioni oltre al diritto del cittadino al rispetto della propria persona (artt. 1, 3, 35 e 38 Cost.), ed il libero esercizio dell'attività imprenditoriale (art. 41 Cost.), con l'ulteriore considerazione che non risponderebbe ad alcun criterio logico-sistematico garantire al lavoratore – in presenza di condotte illecite sanzionabili penalmente o con la sanzione espulsiva – una tutela alla sua "persona" maggiore di quella riconosciuta ai terzi estranei all'impresa (Nel caso di specie, il giudice adito ha respinto l'impugnazione del licenziamento per giusta causa irrogato al lavoratore ricorrente, responsabile di aver sottratto merce dal magazzino aziendale, ritenendo pienamente ammissibile ed utilizzabile, quale prova giudiziale, il filmato registrato da una normale telecamera di videosorveglianza e poi prodotto in giudizio dal datore di lavoro, trattandosi di attività di controllo di parte datoriale avente ad oggetto non già l'attività lavorativa in sé ed il suo corretto adempimento, bensì la legittima tutela del patrimonio aziendale).

lunedì 9 maggio 2022

 Quando non e' dovuta l'Irap dalle associazioni di professionisti?



Cass. 27/04/2022, n. 13129

L'eventuale esclusione da IRAP delle società semplici, esercenti attività di lavoro autonomo, delle associazioni professionali e degli studi associati è subordinata unicamente alla dimostrazione che non viene esercitata nessuna attività produttiva in forma associata. In altre parole, deve essere provato che il vincolo associativo non si è, in realtà, costituito.

L'eccezione d'interruzione della prescrizione in tema di impugnazione esattoriale quando può essere rilevata d'ufficio?


Cass. 22/04/2022, n. 12900

In materia di impugnazione di atti esattoriali afferenti a contributi previdenziali, l'eccezione di interruzione della prescrizione, diversamente da quella di prescrizione, si configura come eccezione in senso lato sicché può essere rilevata anche d'ufficio dal giudice, in qualsiasi stato e grado del processo, purché sulla base delle allegazioni e di prove ritualmente acquisite o acquisibili al processo e quindi, nelle controversie soggette al rito del lavoro, anche all'esito dell'esercizio dei poteri istruttori d'ufficio di cui all'art. 421, comma 2, c.p.c., legittimamente esercitabili dal giudice.

giovedì 5 maggio 2022

 Come deve essere condotto il giudizio di valutazione in ordine alla legittimità del rifiuto al trasferimento da parte del lavoratore?




Cass. 03/05/2022, n. 13895

L'inottemperanza del lavoratore al provvedimento di trasferimento illegittimo deve essere valutata, sotto il profilo sanzionatorio, alla luce del disposto dell'art. 1460, comma 2, c.c. secondo il quale, nei contratti a prestazioni corrispettive, la parte non inadempiente non può rifiutare l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario a buona fede. La relativa verifica, in coerenza con le caratteristiche del rapporto di lavoro riconducibile all'alveo dei contratti a prestazioni corrispettive, deve essere condotta sulla base delle concrete circostanze che connotano la specifica fattispecie nell'ambito delle quali si potrà tenere conto, in via esemplificativa e non esaustiva, della entità dell'inadempimento datoriale in relazione al complessivo assetto di interessi regolato dal contratto, della concreta incidenza del detto inadempimento datoriale su fondamentali esigenze di vita e familiari del lavoratore, della puntuale, formale esplicitazione delle ragioni tecniche, organizzative e produttive alla base del provvedimento di trasferimento, della incidenza del comportamento del lavoratore sulla organizzazione datoriale e più in generale sulla realizzazione degli interessi aziendali, elementi questi che dovranno essere considerati nell'ottica del bilanciamento degli opposti interessi in gioco anche alla luce dei parametri costituzionali di cui agli artt. 35, 36 e 41 Cost.

mercoledì 4 maggio 2022

 Entro quali limiti possono limitarsi gli esuberi le corso di un licenziamento collettivo ad un solo reparto?



Cass. 28/04/2022, n. 13352

La platea dei lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento può essere limitata agli addetti ad un determinato reparto o settore solo sulla base di oggettive esigenze aziendali, in relazione al progetto di ristrutturazione aziendale. Tuttavia, poichè ai fini della corretta applicazione del criterio delle esigenze tecnico-produttive dell'azienda, previsto dalla L. n. 223 del 1991, art. 5, per l'individuazione dei lavoratori da licenziare, la comparazione delle diverse posizioni dei lavoratori deve essere effettuata nel rispetto del principio di buona fede e correttezza di cui agli artt. 1175 e 1375 c.c., il datore di lavoro non può limitare la scelta dei lavoratori da porre in mobilità ai soli dipendenti addetti a tale reparto se detti lavoratori sono idonei - per pregresso svolgimento della propria attività in altri reparti dell'azienda - ad occupare le posizioni lavorative di colleghi addetti ad altri reparti con la conseguenza che non può essere ritenuta legittima la scelta di lavoratori solo perché impiegati nel reparto operativo soppresso o ridotto, trascurando il possesso di professionalità equivalente a quella di addetti ad altre realtà organizzative.

martedì 3 maggio 2022



Quando si può realizzare un'ipotesi di mobbing?



Cass. 27/04/2022, n. 13183

Ai fini della configurabilità di una ipotesi di mobbing, non è condizione sufficiente l'accertata esistenza di una, dequalificazione o di plurime condotte datoriali illegittime, essendo a tal fine necessario che il lavoratore alleghi e provi, con ulteriori e concreti elementi, che i comportamenti datoriali siano il frutto di un disegno persecutorio unificante, preordinato alla prevaricazione (ex plurimis, Cass. n. 10992 del 2020)

lunedì 2 maggio 2022

 Il raggiungimento dell'età pensionabile determina l'estinzione automatica del rapporto di lavoro?



Cass. 27/04/2022, n. 13203

Deve essere esclusa l'automatica estinzione del rapporto di lavoro per il compimento dell'età pensionabile o il raggiungimento dei requisiti per l'attribuzione del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, per cui il rapporto è destinato a proseguire, con diritto alla retribuzione, sempre fatto salvo, però, che non intervenga un valido atto risolutivo del datore di lavoro, che ha un’autonoma e successiva efficacia estintiva, così come l'atto risolutivo riconducibile ad una volontà concludente del lavoratore. Ciò posto, la domanda di pensionamento di vecchiaia, unitamente al suo conseguimento, costituiscono fatti ulteriori idonei a risolvere il rapporto di lavoro per una volontà riconducibile al lavoratore e, dunque, elementi ostativi alla reintegra giudiziale ed al risarcimento del danno da illegittimo licenziamento, successivo al maturarsi di detti eventi.