martedì 21 novembre 2017



Le indennitá per infortunio sono pignorabili?

In forza dell'art.110 dpr 1124 del 1965

Il credito delle indennità fissate dal presente decreto non può essere ceduto per alcun titolo né può essere pignorato o sequestrato, tranne che per spese di giudizio alle quali l'assicurato o gli aventi diritto, con sentenza passata in giudicato, siano stati condannati in seguito a controversia dipendente dall'esecuzione del presente decreto .

1. La Corte costituzionale, con sentenza 4-9 maggio 1973, n. 55 ha dichiarato la illegittimità costituzionale del presente articolo limitatamente al periodo: "tranne che per spese di giudizio alle quali l'assicurato o gli aventi diritto con sentenza passata in giudicato, siano stati condannati in seguito a controversia dipendente dall'esecuzione del presente decreto" e, successivamente, con sentenza 13-22 dicembre 1989, n. 572, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo nella parte in cui non consente, entro i limiti stabiliti dall'art. 2, n. 1 del D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180, la pignorabilità per crediti alimentari dovuti per legge delle rendite erogate dall'INAIL.

lunedì 20 novembre 2017


La trasferta erogata continuativamente subisce un differente trattamento contributivo?

In base a Cass. civ. Sez. Unite, 15/11/2017, n. 27093

In materia di trattamento contributivo dell'indennità di trasferta, alla stregua dei criteri di interpretazione letterale, storica, logico-sistematica e teleologica, l'espressione "anche se corrisposta con carattere di continuità", presente sia nell'art. 11 della L. 4 agosto 1984, n. 467, sia nel vigente art. 51, comma 6, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo risultante dalle modifiche introdotte dal D.Lgs. 2 settembre 1997 n. 314, deve essere intesa nel senso che l'eventuale continuatività della corresponsione del compenso per la trasferta non ne modifica l'assoggettabilità al regime contributivo (e fiscale) meno gravoso (di quello stabilito in via generale per la retribuzione imponibile), rispettivamente previsto dalle citate disposizioni.

sabato 18 novembre 2017



I termini per i ricorsi amministrativi all'Inps i termini sono perentori?

In base all'art. 8. della legge 1973 n. 533

Nelle procedure amministrative riguardanti le controversie di cui all'articolo 442 del codice di procedura civile, non si tiene conto dei vizi, delle preclusioni e delle decadenze verificatesi.





giovedì 16 novembre 2017

Come è disciplinata la classificazione dei datori di lavoro a fini previdenziali e assistenziali?

In base all'art. 49 della legge 1989 n. 88:

49. Classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali ed assistenziali.

1. La classificazione dei datori di lavoro disposta dall'Istituto ha effetto a tutti i fini previdenziali ed assistenziali ed è stabilita sulla base dei seguenti criteri:

a) settore industria, per le attività: manifatturiere, estrattive, impiantistiche; di produzione e distribuzione dell'energia, gas ed acqua; dell'edilizia; dei trasporti e comunicazioni; delle lavanderie industriali; della pesca; dello spettacolo; nonché per le relative attività ausiliarie ;

b) settore artigianato, per le attività di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443 ;

c) settore agricoltura, per le attività di cui all'articolo 2135 del codice civile ed all'articolo 1 della legge 20 novembre 1986, n. 778;

d) settore terziario, per le attività: commerciali, ivi comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari; per le attività professionali ed artistiche; nonché per le relative attività ausiliarie;

e) credito, assicurazione e tributi, per le attività: bancarie e di credito; assicurative; esattoriale, relativamente ai servizi tributari appaltati.

2. I datori di lavoro che svolgono attività non rientranti fra quelle di cui al comma 1 sono inquadrati nel settore «attività varie»; qualora non abbiano finalità di lucro sono esonerati, a domanda, dalla contribuzione alla Cassa unica assegni familiari, a condizione che assicurino ai propri dipendenti trattamenti di famiglia non inferiori a quelli previsti dalla legge.

3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale sarà stabilito a quale dei settori indicati nel precedente comma si debbano aggregare, agli effetti previdenziali ed assistenziali, i datori di lavoro che svolgono attività plurime rientranti in settori diversi. Restano comunque validi gli inquadramenti già in atto nei settori dell'industria, del commercio e dell'agricoltura o derivanti da leggi speciali o conseguenti a decreti emanati ai sensi dell'articolo 34 del D.P.R. 30 maggio 1955, n. 797

mercoledì 15 novembre 2017



Come può essere determinato in via presuntiva il danno alla professionalità?

Cass. civ. Sez. lavoro, Ord.,09-11-2017, n. 26593 riassume i principi giurisprudenziali sul punto:

"3.1. che per il resto il terzo, il quarto e il quinto motivo sono infondati in quanto il giudice di appello non ha ritenuto il danno in re ipsa bensì, richiamando giurisprudenza di questa Corte, ha evidenziato che l'esistenza del danno può essere desunta in via presuntiva da elementi di fatto quali "il periodo di inattività, la lunga durata della dequalificazione, la elevata professionalità, la specializzazione, l'esperienza acquisita dalla lavoratrice, insieme alle inevitabili ripercussioni della dequalificazione nell'ambiente di lavoro, in termini di immagine, e sulle prospettive future di lavoro";

3.2. che la sentenza impugnata sul punto è conforme all'orientamento di questa Corte (Cass. n. 19778/2014; Cass. n. 4652/2009; Cass. n. 28274/2008), sicchè non si ravvisano i vizi denunciati in quanto, da un lato, è corretto il ricorso alla prova presuntiva, dall'altro "spetta al giudice del merito apprezzare l'efficacia sintomatica dei singoli fatti noti, che debbono essere valutati non solo analiticamente, ma anche nella loro globalità all'esito di un giudizio di sintesi, non censurabile in sede di legittimità se sorretto da adeguata e corretta motivazione sotto il profilo logico e giuridico " (Cass. 28.10.2014 n. 22801);

3.3. che il danno alla professionalità può essere liquidato in via equitativa (Cass. n. 19778/2014; Cass. 15915/2009; Cass. 4652) e che a tal fine si deve ritenere " non privo di concretezza il ricorso in via parametrica alla retribuzione..., posto che, indubbiamente, non può negarsi che elemento di massimo rilievo nella determinazione della retribuzione è il contenutò professionale delle mansioni sicchè essa costituisce, in linea di massima, espressione (per qualità e quantità, ai sensi dell'art. 36 Cost.) anche del contenuto professionale della prestazione..." (Cass. n. 12253/2015);

3.4. che la liquidazione del danno non patrimoniale in via equitativa resta affidata ad apprezzamenti discrezionali del giudice di merito, non sindacabili in sede di legittimità purchè la motivazione della decisione dia conto del processo logico attraverso il quale si è pervenuti alla liquidazione, indicando i criteri assunti a base del procedimento valutativo (Cass. n. 1622/2015; Cass. 5090/2016);

martedì 14 novembre 2017

L'art. 410 cpc è applicabile anche alle controversie di pubblico impiego?

In forza dell'art. 31 comma 9 della l legge 183 del 2010:

Le disposizioni degli articoli 410, 411, 412, 412-ter e 412-quater del codice di procedura civile si applicano anche alle controversie di cui all’ articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Gli articoli 65 e 66 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono abrogati.

lunedì 13 novembre 2017

Chi è obbligato ad iscriversi alla gestione commercianti?

In base all'art. 1 comma 202 legge 1996 n. 662

1. 202. A decorrere dal 1° gennaio 1997 l'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti di cui alla legge 22 luglio 1966, n. 613, e successive modificazioni ed integrazioni, è estesa ai soggetti che esercitino in qualità di lavoratori autonomi le attività di cui all'articolo 49, comma 1, lettera d), della legge 9 marzo 1989, n. 88, con esclusione dei professionisti ed artisti.

In base all'art. 49 comma 1 lettera d) rientrano nel terziario:

d) settore terziario, per le attività: commerciali, ivi comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari; per le attività professionali ed artistiche; nonché per le relative attività ausiliarie;