giovedì 4 luglio 2019

Su chi incombe la prova del demansionamento?



Cass. 01/07/2019, n. 17634

costituendo il demansionamento un inesatto adempimento dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi della citata norma, su di lui incombe l'onere di provare l'esatto adempimento di tale obbligo, oppure l'impossibilità dell'adempimento derivante da causa a lui non imputabile, in base all'art. 1218 c.c. (cfr. Cass. n. 4766/2006, Cass. 4211/2016): il rifiuto opposto dalla lavoratrice di accettare le due posizioni di lavoro offerte dalla società è stato pertanto correttamente ritenuto dalla corte di merito elemento di esonero dalla responsabilità per l'inadempimento;

mercoledì 3 luglio 2019


Quali sono i requisiti per l'iscrizione alla gestione commercianti?


Cass. 27/06/2019, n. 17352

Ai sensi della L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 1, comma 203, l'iscrizione alla gestione commercianti è obbligatoria ove ricorrano congiuntamente i requisiti previsti dalla legge e cioè: la titolarità o gestione di imprese organizzate e/o dirette in prevalenza con il lavoro proprio e dei propri familiari; la piena responsabilità ed i rischi di gestione (unica eccezione per i soci delle s.r.l.); la partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza; il possesso, ove richiesto da norme e regolamenti per l'esercizio dell'attività propria, di licenze e qualifiche professionali. L'onere di dimostrare la sussistenza degli elementi costitutivi della pretesa impositiva, e dunque dei requisiti congiunti di abitualità e prevalenza, è a carico dell'Inps. Tali requisiti devono risultare da una comparazione tra l'attività di natura commerciale svolta all'interno della società e le eventuali ulteriori personali attività lavorative svolte, applicando un criterio non predeterminato di tempo e di reddito, e non già comparativamente con riferimento a tutti gli altri fattori produttivi (naturali, materiali e personali).

martedì 2 luglio 2019

Occorre affiggere i turni del personale degli automezzi pubblici di linea extra urbani adibiti al trasporto viaggiatori?

art. 10 l. 138 del 1958


10. Le aziende esercenti devono affiggere i turni di servizio negli uffici, nelle autostazioni, nei depositi e nelle officine in modo che il personale ne possa prendere conoscenza.





lunedì 1 luglio 2019



Quali sono le finalità della direttiva 2001/23?




Corte giustizia Unione Europea Sez. III, 13/06/2019, n. 664/17


La direttiva 2001/23 mira a garantire la continuità dei rapporti di lavoro esistenti all'interno di un'entità economica, indipendentemente dal mutamento di titolare.

sabato 29 giugno 2019



Chi può richiedere l'emersione del lavoro irregolare prevista dal DLT 16/07/2012, n. 109?



T.A.R. Lazio Roma Sez. I ter, 17/06/2019, n. 7794
L'avvio del procedimento di emersione del lavoro irregolare, di cui al D.lgs. n. 286 del 1998, spetta unicamente al datore di lavoro, il quale è dunque l'unico soggetto con il quale lo Sportello Unico intrattiene rapporti sia per la richiesta di integrazioni documentali, sia per ogni altro tipo di comunicazione, tra cui anche la comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento della domanda. 


In punto di diritto è sufficiente il richiamo al consolidato orientamento giurisprudenziale secondo cui "il procedimento di emersione ex art. 1-ter della L. n. 102 del 2009 è rimesso all'iniziativa del datore di lavoro, sicché, ove il predetto datore dimostri il suo disinteresse per il buon esito di tale procedimento, la P.A. si viene a trovare nell'impossibilità di concluderlo con un provvedimento finale favorevole all'emersione del lavoratore straniero" (Tar Puglia, Bari, sez. II, 18 novembre 2011, n. 1771; Tar Lombardia, Milano, Sez. II, 28 marzo 2011, n. 817; Tar Toscana, II, n. 918/2011; Tar Lombardia, Brescia, n. 493/2011, Tar Emilia Romagna Bologna, sez. II, 23 giugno 2011, n. 536).

Depone in tal senso il comma 2 dell'art. 1-ter L. n. 102 del 2009 citato, che condiziona l'avvio del procedimento di emersione all'impulso del solo datore di lavoro, con l'esclusione di ogni potere di iniziativa in capo al lavoratore irregolare.

giovedì 27 giugno 2019

Quali sono i dispositivi di sicurezza? 


Cass. 21/06/2019, n. 16749

In tema di sicurezza sul lavoro, l'art. 40, comma l del D. Lgs. 19 settembre 1994 n. 626, per il suo ampio tenore letterale e la precipua finalità di tutela di beni fondamentali del lavoratore, deve essere letto nel senso di includere nella categoria dei dispositivi di protezione individuale qualsiasi attrezzatura, complemento o accessorio che possa in concreto costituire una barriera protettiva, sia pure ridotta o limitata, rispetto a qualsiasi rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore, ai fini dell'adempimento datoriale all'obbligo posto dall'art. 4, comma 5 del medesimo decreto.

mercoledì 26 giugno 2019

Il patto di non concorrenza è assoggettato a contribuzione?

Cass. 15/07/2009, n. 16489


Il corrispettivo del patto di non concorrenza di cui all'art. 2125 cod. civ., che non ha natura risarcitoria ma costituisce il corrispettivo di un'obbligazione di "non facere", ancorché erogato in vista della cessazione del rapporto, non è finalizzato ad incentivare l'esodo del lavoratore, né costituisce una erogazione che "trae origine dalla predetta cessazione", avendo piena autonomia causale rispetto alla fine del rapporto, che è mera occasione del patto; ne consegue che, non essendo applicabile alcuna delle ipotesi di esclusione dalle basi imponibili previste dal d.P.R. n. 917 del 1986, il corrispettivo del patto di non concorrenza è ricompreso nella nozione di reddito da lavoro dipendente ai fini contributivi di cui all'art. 12 della legge n. 153 del 1969, come sostituito dall'art. 6 del d.lgs. n. 314 del 1997. (Rigetta, App. Bologna, 22/12/2005)