martedì 11 aprile 2023

 Quali oneri probatori incombono sul datore di lavoro in caso di licenziamento per scarso rendimento?



Cass. 06/04/2023, n. 9453

Nel licenziamento per scarso rendimento del lavoratore, rientrante nel tipo del licenziamento per giustificato motivo soggettivo, il datore di lavoro - cui spetta l'onere della prova - non può limitarsi a provare solo il mancato raggiungimento del risultato atteso o l'oggettiva sua esigibilità, ma deve anche provare che la causa di esso derivi da colpevole negligente inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore nell'espletamento della sua normale prestazione. È legittima la sentenza, dunque, che confermi la legittimità del licenziamento sulla scorta dell'accertamento che il lavoratore non versasse in una situazione nella quale gli era impossibile adempiere correttamente alle proprie mansioni in base a prove testimoniali ritualmente acquisite nel processo, e non in forza del rilievo che il lavoratore non avesse assolto ad un onere probatorio su di lui incombente a riguardo.

sabato 8 aprile 2023

 In caso di illegittimità del procedimento che ha determinato la concessione del trattamento di cassa integrazione straordinaria il dipendente ha diritto alla retribuzione che avrebbe dovuto percepire ordinariamente?


Cass. 

giovedì 6 aprile 2023

 A chi spetta l'assegno di natalità?



Cass. 04/04/2023, n. 9305

L'assegno di natalità sovviene a una peculiare situazione di bisogno, in quanto tende a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Il riconoscimento di tale prestazione rappresenta attuazione dell'art. 31 Cost., che impegna la Repubblica ad agevolare con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose, e a proteggere la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. È preminente, in tale misura, la finalità di tutela del minore. Pertanto secondo il principio di parità di trattamento europea, tale assegno è riconosciuto non solo ai titolari di un permesso unico di lavoro, ma anche in favore dei titolari di un permesso di soggiorno per fini diversi dall'attività lavorativa, autorizzati a lavorare nello Stato membro ospitante.

mercoledì 5 aprile 2023

 Come devono essere conferiti gli incarichi di direttore di struttura co plessa nella dirigenza sanitaria?


Cass. 

03/04/2023, n. 9207

In tema di dirigenza medica, gli incarichi di direttore di struttura complessa devono essere rinnovati per iscritto, a pena di nullità, all'esito della valutazione professionale richiesta, allo scadere dei medesimi incarichi, dall'art. 15 del D.Lgs. n. 502 del 1992.

martedì 4 aprile 2023

 Il licenziamento del disabile per superamento del comporto per malattia può essere discrinatorio?



Cass. 31/03/2023, n. 9095

In materia di licenziamento per superamento del periodo di comporto di un lavoratore disabile, la discriminazione opera in modo oggettivo ed è irrilevante l'intento soggettivo dell'autore. Non è dunque decisivo l'assunto del datore di non essere stato messo a conoscenza del motivo delle assenze del lavoratore, perché i certificati medici delle assenze inoltrati allo stesso non indicavano la specifica malattia quale causa dell'assenza. Ciò perché la discriminazione – diversamente dal motivo illecito – opera obiettivamente, ovvero in ragione del mero rilievo del trattamento deteriore riservato al lavoratore, quale effetto della sua appartenenza alla categoria protetta, ed a prescindere dalla volontà illecita del datore di lavoro.

lunedì 3 aprile 2023

 Comportamenti esterni possono incidere sul rapporto fiduciario con il lavoratore?



Cass. 29/03/2023, n. 8944

La fiducia, che è fattore condizionante la permanenza del rapporto, può essere compromessa, non solo in conseguenza di specifici inadempimenti contrattuali, ma anche in ragione di condotte extralavorative che, seppure tenute al di fuori dell'impresa o dell'ufficio e non direttamente riguardanti l'esecuzione della prestazione, nondimeno possono essere tali da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario tra le parti qualora abbiano un riflesso, sia pure soltanto potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto e compromettano le aspettative di un futuro puntuale adempimento dell'obbligazione lavorativa, in relazione alle specifiche mansioni o alla particolare attività. A maggior ragione sussiste la giusta causa di recesso qualora si susseguano fra le medesime parti più rapporti a tempo determinato e vengano in rilievo condotte poste in essere in occasione di uno di detti rapporti, seppure antecedente rispetto a quello in relazione al quale il potere è esercitato.

sabato 1 aprile 2023

 Che valore hanno processualmente le dichiarazioni rese dalla parte al di fuori del processo?



Cass. 29/03/2023, n. 8870

Anche laddove può essere escluso che le dichiarazioni sfavorevoli alla parte possano avere valore di confessione stragiudiziale con piena efficacia probatoria nel rapporto processuale, ne va affermato il valore di prova liberamente apprezzabile dal giudice.