martedì 10 gennaio 2023

 Quali sgravi prevede la finanziaria del 2023 per l'assunzione di percettori di reddito di cittadinanza?

In forza del comma 294 della legge 197 del 2022:

Al fine di promuovere l'inserimento stabile nel mercato del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza di cui agli articoli da 1 a 13 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ai datori di lavoro privati che, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumono tali soggetti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è riconosciuto, per un periodo massimo di dodici mesi, l'esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nel limite massimo di importo pari a 8.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L'esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico

lunedì 9 gennaio 2023

 In caso  di ricorso ad ammortizzatori sociali   il dipendente che non  richiede l'applicazione della rotazione dei lavoratori sospesi decade dal diritto al risarcimento?



Cass. 03/01/2023, n. 90

In materia di cassa integrazione guadagni straordinaria, la mancata iniziativa del lavoratore diretta a sollecitare l'attuazione della clausola di rotazione non preclude il diritto del medesimo di far valere la responsabilità risarcitoria del datore di lavoro per l'inadempimento di detta clausola (non riconducibile alla figura del contratto a favore di terzo), poiché la mera inerzia ad esercitare un proprio diritto non prova di per sé una volontà abdicativa, dovendo ogni rinuncia essere espressa o ricavarsi da condotte univoche. Né può ritenersi che la non immediata proposizione dell'azione risarcitoria integri una concausa del verificarsi del fatto generatore del danno e, quindi, giustifichi una riduzione del risarcimento a norma dell'art. 1227 c.c. Ciò in quanto la rinuncia ad un diritto oltre che espressa può anche essere tacita ma in tale ultimo caso può desumersi soltanto da un comportamento concludente del titolare che riveli in modo univoco la sua effettiva e definitiva volontà abdicativa. Al di fuori dei casi in cui gravi sul creditore l'onere di rendere una dichiarazione volta a far salvo il suo diritto di credito, il silenzio o l'inerzia non possono essere interpretati quale manifestazione tacita della volontà di rinunciare al diritto di credito, la quale non può mai essere oggetto di presunzioni

venerdì 6 gennaio 2023

 Quando spettano i riposi giornalieri per maternità al padre?


Cons. Stato, (Ad. Plen.), 28/12/2022, n. 17

L'articolo 40, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, laddove prevede che i periodi di riposo di cui al precedente articolo 39, sono riconosciuti al padre lavoratore dipendente del minore di anni uno, "nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente", intende riferirsi a qualsiasi categoria di lavoratrici non dipendenti, e quindi anche alla donna che svolge attività lavorativa in ambito familiare, senza che sia necessario, a tal fine, che ella sia impegnata in attività che la distolgono dalla cura del neonato, ovvero sia affetta da infermità.

giovedì 5 gennaio 2023

 I docenti con contratto a termine hanno diritto al medesimo trattamento retributivo del personale a tempo indeterminato sulla base dell'anzianità effettiva?


Cass. 29/12/2022, n. 38100

In applicazione della Clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del 18 marzo 1999, attuato dalla Direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999, relativa al principio di non discriminazione, i docenti a tempo determinato hanno diritto, a parità di condizioni di impiego, alla piena equiparazione del proprio trattamento retributivo a quello del personale assunto come docente con contratto a tempo indeterminato ed alla conseguente ricostruzione della loro carriera agli effetti economici, con condanna dell'Amministrazione scolastica a provvedere ai relativi adeguamenti retributivi e a corrispondere le differenze stipendiali riconosciute dal contratto collettivo di comparto in base all'anzianità maturata per il periodo effettivamente lavorato, senza che da tale importo possano essere detratte le somme già percepite a titolo di indennità per ferie non godute e di indennità di disoccupazione.

mercoledì 4 gennaio 2023

 In forza del comma 342 dell'art. 1 del dl 197 del 2022 quali tipologie di aziende possono ricorrere alle prestazioni occasionali?


All'art. 54 bis del dl 50 del 2017 è aggiunto il comma 1 bis

1-bis. Le disposizioni del comma 1 si applicano, entro i limiti stabiliti dal presente articolo, anche alle attività lavorative di natura occasionale svolte nell'ambito delle attività di discoteche, sale da ballo, night-club e simili, di cui al codice ATECO 93.29.1

martedì 3 gennaio 2023

 Entro quali limiti è possibile acquisire prestazioni di lavoro occasionali per ciascun utilizzatore?



L'art. 1 comma 342 della legge 197 del 2022 ha modificato l'art. 54 bis del dl 50 del 2027 elevando l'importo da 5000 a 10.000 dei compensi annui erogabili. In particolare:

Entro i limiti e con le modalità di cui al presente articolo è ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 10.000 euro;

lunedì 2 gennaio 2023

 Il limite di età di accesso ai concorsi pubblici può essere dichiarato incostituziobale per contrarietà all'art. 3 cost.?

Corte cost., 22/12/2022, n. 262

L'art. 31, comma 1, del D.Lgs. 5 ottobre 2000, n. 334 stabilisce un requisito di età particolarmente basso (30 anni) per la partecipazione concorsuale, anche in relazione ad altri settori dell'ordinamento. A fronte del generale principio di non discriminazione in base all'età in materia di occupazione e lavoro, anche sotto il profilo dei criteri di selezione e delle condizioni di assunzione nel pubblico impiego – sancito dal diritto interno come espressione dell'art. 3 Cost. – il limite massimo di età fissato dalla citata norma per l'accesso al ruolo dei funzionari tecnici psicologi della Polizia di Stato è arbitrario e irragionevole. Ne va, dunque, dichiarata l'illegittimità costituzionale.