lunedì 11 luglio 2022

E' possibile cumulare la pensione erogata dall'Inpgi con l'attività lavorativa? 



Cass. 28/06/2022, n. 20690

Poiché in tema di cumulo tra pensione e redditi da lavoro, agli iscritti all'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani deve applicarsi la stessa disciplina prevista per gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria facente capo all'INPS, con conseguente necessità di disapplicare l'art. 15 del Regolamento INPGI, il quale disciplina la materia del cumulo tra reddito da lavoro e trattamento pensionistico in maniera diversa da quanto previsto nel regime relativo all'assicurazione generale obbligatoria, è illegittimo il provvedimento con il quale l'INPGI, ricorrendo i presupposti di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 44 comma 2, operi le trattenute sulla pensione spettante ad un giornalista pensionato, sul presupposto che questi svolga attività lavorativa e percepisca redditi da lavoro.

sabato 9 luglio 2022

 Quando è  dovuta l'IRAP?



Cass. 06/07/2022, n. 21357

In materia di IRAP, non ricorre il presupposto impositivo dell'organizzazione in capo al medico del lavoro - il quale sia anche socio di un Centro ove viene svolta attività di prevenzione, informazione, formazione degli addetti responsabili delle singole aziende e, in quanto poliambulatorio autorizzato, esami di laboratorio e diagnostica - laddove sia dimostrato che il medico svolga attività differente ed autonoma rispetto a quella del Centro ed utilizzi come proprio studio locali della struttura che resta riferibile ad un soggetto terzo e da quest'ultimo organizzata

giovedì 7 luglio 2022

 Entro quale misura puo' essere decurtata la pensione di reversibilità  in caso di percezione di altri redditi?



Corte cost., 30/06/2022, n. 162

Con riferimento alla specifica questione del cumulo tra pensione e redditi da lavoro, la sussistenza di altre fonti di reddito può ben giustificare una diminuzione del trattamento pensionistico ma, in ogni caso, entro i binari della non irragionevolezza. L'art. 1, comma 41, terzo e quarto periodo, della legge n. 335 del 1995 deve essere dichiarato, dunque, costituzionalmente illegittimo, in quanto non è rispettoso del criterio di ragionevolezza, nella parte in cui consente all'istituto previdenziale di applicare decurtazioni del trattamento di reversibilità in misura superiore ai redditi aggiuntivi goduti dal beneficiario nell'anno di riferimento e ciò in quanto risulta alterato, in tal modo, il rapporto che deve intercorrere tra la diminuzione del trattamento di pensione e l'ammontare del reddito personale goduto dal titolare, il quale si trova esposto a un sacrificio economico che si pone in antitesi rispetto alla ratio solidaristica propria dell'istituto della reversibilità.

mercoledì 6 luglio 2022

 Come è ripartito l'onere della prova in tema di responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art. 2087 cc.?

Cass. 30/06/2022, n. 20823

L'art. 2087 cod. civ. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro - di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento. Ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno.

martedì 5 luglio 2022

 In caso di illegittimo trasferimento del rappresentante sindacale chi è legittimato a proporre l'azione?



Cass. 30/06/2022, n. 20827

Lo stesso dirigente della rappresentanza sindacale aziendale è legittimato a proporre diretta ed autonoma azione volta a far valere l'illegittimità del trasferimento per mancata richiesta del nulla osta sindacale prescritto dall'art. 22 dello Statuto dei lavoratori.

lunedì 4 luglio 2022

 Come si determina il danno da demansionamento?



Cass. 15/06/2022, n. 19243


In caso di demansionamento è configurabile a carico del lavoratore un danno, costituito da un impoverimento delle sue capacità per il mancato esercizio quotidiano del diritto di elevare la professionalità lavorando, sicchè per la liquidazione del danno è ammissibile, nell'ambito di una valutazione necessariamente equitativa, il ricorso al parametro della retribuzione.

sabato 2 luglio 2022

 Il preavviso si  computa nel Tfr?



Cass. 20/06/2022, n. 19838

Alla luce del consolidato orientamento di questa Corte secondo cui il preavviso ha natura "obbligatoria", con conseguente esclusione, in caso di cessazione immediata del rapporto di lavoro, del computo ai fini del TFR e di altre spettanze: l'indennità di mancato preavviso e l'indennità di mancato godimento delle ferie non rientrano nella base di computo del trattamento di fine rapporto attesa, quanto alla prima, la non dipendenza dal rapporto di lavoro per la sua riferibilità ad un periodo non lavorato e per l'effetto della natura obbligatoria del preavviso comportante la risoluzione immediata del rapporto.