sabato 11 dicembre 2021

 

Cosa deve provare il datore di lavoro per evitare la responsabilita' ex art. 2087 cc?




Cass. 07/12/2021, n. 38835

Nel caso in cui si discorra di misure di sicurezza cosiddette "innominate", ex art. 2087 c.c., la prova liberatoria a carico del datore di lavoro risulta generalmente correlata alla quantificazione della misura della diligenza ritenuta esigibile, nella predisposizione delle indicate misure di sicurezza, imponendosi, di norma, al datore di lavoro l'onere di provare l'adozione di comportamenti specifici che, ancorché non risultino dettati dalla legge (o altra fonte equiparata), siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, dagli standard di sicurezza normalmente osservati o trovino riferimento in altre fonti analoghe

giovedì 9 dicembre 2021

 

Il presidente del consiglio di amministrazione può essere anche lavoratore subordinato?




Cass. 23/11/2021, n. 36362

In tema di imposte sui redditi, sussiste l'assoluta incompatibilità tra la qualità di lavoratore dipendente di una società di capitali e la carica di presidenza del consiglio di amministrazione o di amministratore unico della stessa, in quanto il cumulo nella stessa persona dei poteri di rappresentanza dell'ente sociale, di direzione, di controllo e di disciplina rende impossibile quella diversificazione delle parti del rapporto di lavoro e delle relative distinte attribuzioni, che è necessaria perché sia riscontrabile l'essenziale ed indefettibile elemento della subordinazione, con conseguente indeducibilità dal reddito della società del relativo costo da lavoro dipendente. La compatibilità della qualità di socio amministratore, membro del consiglio di amministrazione di una società di capitali, con quella di lavoratore dipendente della stessa società, ai fini della deducibilità del relativo costo dal reddito d'impresa, non deve essere verificata soltanto in via formale, con riferimento esclusivo allo statuto e alle delibere societarie, occorrendo, invece, accertare in concreto la sussistenza o meno del vincolo di subordinazione gerarchica, del potere direttivo e di quello disciplinare e, in particolare, lo svolgimento di mansioni diverse da quelle proprie della carica sociale rivestita.

mercoledì 8 dicembre 2021

 

In caso di ordine di reintegra dove deve essere ripristinato il rapporto di lavoro?


Cass. 03/12/2021, n. 38209

L'ottemperanza del datore di lavoro all'ordine giudiziale di riammissione in servizio, a seguito di accertamento della illegittimità del licenziamento, implica il ripristino della posizione di lavoro del dipendente, il cui reinserimento nell'attività lavorativa deve avvenire nella sede precedentemente assegnata e nelle mansioni originariamente rivestite, salvo che il datore di lavoro non intenda disporre il trasferimento del lavoratore ad altra unità produttiva, purché il mutamento della sede sia giustificato da sufficienti ragioni tecniche, organizzative e produttive.

lunedì 6 dicembre 2021

 Come si pone l'abilitazione contributiva rispetto a quella retributiva?



Cass. 02/12/2021, n. 37985

l'obbligazione contributiva, derivante dalla legge e che fa capo all'INPS, è distinta ed autonoma rispetto a quella retributiva (Cass. 8662 del 2019), essa (Cass. n. 13650 del 2019) ha natura indisponibile e va commisurata alla retribuzione che al lavoratore spetterebbe sulla base della contrattazione collettiva vigente (cd. "minimale contributivo");

sabato 4 dicembre 2021

Quali sono i limiti della reperibilità secondo la Corte di Giustizia Europea?



Corte giustizia Unione Europea, Sez. V, 11/11/2021, n. 214/20

Rientra nella nozione di «orario di lavoro», ai sensi della direttiva 2003/88, l'integralità dei periodi di guardia, ivi compresi quelli in regime di reperibilità, nel corso dei quali i vincoli imposti al lavoratore sono tali da incidere oggettivamente e in maniera molto significativa sulla facoltà, per quest'ultimo, di gestire liberamente, durante i suddetti periodi, il tempo in cui la sua attività professionale non è richiesta e di dedicare tale tempo ai propri interessi. Quando i vincoli imposti al lavoratore nel corso di un periodo di guardia determinato non raggiungono un tale grado di intensità e gli consentono di gestire il suo tempo e di dedicarsi ai propri interessi senza grossi vincoli, soltanto il tempo connesso alla prestazione di lavoro che, eventualmente, sia effettivamente realizzata durante un periodo del genere costituisce «orario di lavoro», ai fini dell'applicazione della direttiva 2003/88.

giovedì 2 dicembre 2021

 Quale sistema sanzionato si applica in caso di delibera di esclusione illegittima del socio lavoratore?



Cass. 16/11/2021, n. 34721

In tema di estinzione del rapporto del socio lavoratore di cooperativa, in presenza di due provvedimenti entrambi impugnati, la delibera di esclusione ed il provvedimento di irrogazione del licenziamento (disciplinare), l'accertamento della illegittimità della delibera determina, con efficacia "ex tunc", ove sia la delibera che il licenziamento siano fondati sul medesimo fatto, in simmetria con gli effetti connessi alla sua adozione, sia la ricostituzione del rapporto associativo, sia la ricostituzione del rapporto di lavoro "travolto" dalla delibera di espulsione risultata illegittima. L'apparato rimediale, in punto di conseguenze economiche connesse all'illegittimità del recesso, sarà in tale ipotesi quello di regola previsto dall'ordinamento per le ipotesi in cui venga affermata la giuridica continuità del rapporto di lavoro di fatto interrotto, per cui all'effetto ripristinatorio sarà possibile affiancare, in presenza dei relativi presupposti e ferma la necessità della costituzione in mora della società, la tutela risarcitoria secondo gli ordinari criteri (Nel caso di specie, accogliendo il ricorso della società cooperativa, la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza impugnata la quale, in presenza di una delibera dichiarata illegittima e fondata sui medesimi fatti alla base del licenziamento, aveva riconosciuto al lavoratore la tutela reale).

mercoledì 1 dicembre 2021

Nelle cooperative la delibera di esclusione può determinare l'estinzione del rapporto lavorativo?




Cass. 18/11/2021, n. 35341

In tema di estromissione del socio lavoratore dalla società, l'estinzione del rapporto di lavoro può essere conseguenza per legge dell'azione della delibera di esclusione del socio lavoratore come da un formale licenziamento