martedì 30 dicembre 2025

 Nel pubblico impiego da quando decorre il termine do decadenza semestrale ler la riapertura del procedimento discoplinare in caso di sentenza di assoluzione?


Cass. 18/12/2025, n. 33154



Nel giudizio di riapertura del procedimento disciplinare conseguente a una pronuncia  penale di assoluzione, il termine di decadenza di sei mesi decorre dalla data di irrevocabilità   della sentenza penale stessa, e non dalla data in cui il dipendente ha avuto conoscenza di tale irrevocabilità. Questo principio si fonda sulla necessità di un momento certo   e conoscibile per il decorso del termine, al fine di garantire la certezza delle procedure disciplinari.

lunedì 29 dicembre 2025

 L'azione diretta alla costituzione della rendita vitalizia presso l'Inps da parte del datore determina un litisconsorzio necessario?


Cass. 22/12/2025, n. 33461

L'azione del lavoratore che chiede al datore di lavoro di versare la riserva matematica ex art. 13, 5° comma, prima parte della legge n. 1338/1962, per la costituzione di una rendita vitalizia presso l'INPS, costituisce una domanda di natura costitutiva e deve essere proposta nel rispetto del litisconsorzio necessario con l'INPS.

giovedì 25 dicembre 2025

 La notifica alla pec posseduta da una persona fisica per un'attività professionale è valida anche se avvenuta per ragioni estranee l'attività?


Cass. 22/12/2025, n. 33514


In materia di notifiche, la casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e funzionante costituisce il "domicilio digitale" del destinatario, e la notifica  indirizzata a tale casella è da considerarsi valida, indipendentemente dal fatto che  la PEC sia stata originariamente attivata per svolgere attività imprenditoriale o professionale. Tale principio estende l'utilizzo della PEC anche agli atti estranei   all'attività specifica per la quale il domicilio digitale è stato registrato, purché  riconducibili alla medesima persona fisica

martedì 23 dicembre 2025

 


In caso di asdoluzione in sede penale entro quando occorre riaprire il procedimento disciplinare nel puvblico impiego?



Cass. 18/12/2025, n. 33154

Con il primo ed unico motivo si denuncia la violazione di legge e/o errata interpretazione ed applicazione dell'art. 55 ter, comma 2, D.Lgs. n. 165/01 in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

L'art. 55 ter, nel testo applicabile alla fattispecie ratione temporis, al stabilisce: "Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con l'irrogazione di una sanzione e, successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che il dipendente medesimo non lo ha commesso, l'autorità' competente, ad istanza di parte da proporsi entro il di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilità' della pronuncia penale, riapre il procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione all'esitodel giudizio penale" Il chiaro disposto normativo non consente di operare alcuna valorizzazione della data di rilascio di copia della sentenza irrevocabile di assoluzione, come sostenuto da parte ricor La disciplina del procedimento disciplinare è chiaramente ispirata alla finalità di rendere certi i termini del procedimento (cfr. fra le più recenti Cass. n. 1821/2025 con richiami a precedenti conformi) ed il medesimo intento ispira le disposizioni dettate in tema di ripresa o riattivazione dello stesso (si rimanda a Cass. n. 8943/2023), sicché anche la norma che in questa sede viene in rilievo non si presta ad interpretazioni che, oltre a svilire del tutto il tenore letterale, privo di equivocità, mor l'esigenza di pervenire alla sollecita definizione dell'incidenza del sopravvenuto giudicato penale sull'azione disciplinare non sospesa.

lunedì 22 dicembre 2025

 In caso il lavoratore richieda la  condanna del datore di lavoro al versamento dei contributi, occorre il litisconsorzio dell'Inps?


Cass. 17/12/2025, n. 33033


In tema di omissioni contributive, la domanda di condanna del datore di lavoro all    regolarizzazione della posizione contributiva avanzata dal lavoratore non necessita  dell'integrazione del contraddittorio con l'INPS, atteso che il lavoratore è legittimato  ad agire per l'accertamento della regolarità contributiva senza che ciò costituiscauna situazione di litisconsorzio necessario ai sensi dell'art. 102 c.p.c

venerdì 19 dicembre 2025

 Come è ripartita la competenza tra giudice del lavoro o giudice fallimentare?

Cass. 13/12/2025, n. 32509

Nel riparto di competenza tra il giudice del lavoro e quello del fallimento il discrimine va individuato nelle rispettive speciali prerogative, spettando al primo, quale giudice del rapporto, le controversie riguardanti lo status del lavoratore, in riferimento  ai diritti di corretta instaurazione, vigenza e cessazione del rapporto, della sua  qualificazione e qualità, volte ad ottenere pronunce di mero accertamento oppure costitutive,   come quelle di annullamento del licenziamento e di reintegrazione nel posto di lavoro;  rientrano, viceversa, nella cognizione del giudice del fallimento, al fine di garantire la parità tra i creditori, le controversie relative all'accertamento e alla qualificazione   dei diritti di credito dipendenti dal rapporto di lavoro in funzione della partecipazione al concorso e con effetti esclusivamente endoconcorsuali, ovvero destinate comunque   ad incidere nella procedura concorsuale; salva l'ipotesi dell'accertamento (e di esso  solo) dell'entità dell'indennità risarcitoria da parte del giudice del lavoro, anziché  fallimentare

giovedì 18 dicembre 2025

 In caso do accertamento giydoziale del rapporto di lavoro subordinato l'Inps è tenuta al versamento del tfr tramite fo do di garanzia?


Cass. 15/12/2025, n. 32691

In tema di intervento del Fondo di garanzia ex art. 2 della legge n. 297/1982, l'accertamento giudiziale circa l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato, anche se reso in un giudizio cui l'INPS non è stato parte, può essere utilizzato ai  fini previdenziali, qualora tale accertamento risulti supportato da una autonoma valutazione   critica delle risultanze istruttorie e documentali.

mercoledì 17 dicembre 2025

 Come è ripartito l'onere probatorio in caso d'infortunio?

Cass. 15/12/2025, n. 32630

In caso di infortunio sul lavoro, il dipendente ha l'onere di dedurre e provare i  fatti costitutivi del diritto all'indennizzo, dimostrando la riconducibilità dell'affezione denunciata alle modalità concrete di svolgimento delle mansioni inerenti alla  rivestita, nonché la presenza di una causa violenta e occasionale di lavoro. Èla mera deduzione di uno sforzo generico senza ulteriori dettagli.

martedì 16 dicembre 2025

 Come si determina il danno da demansionamento?


Cass. 11/12/2025, n. 32359

Quando il demansionamento di un lavoratore provoca danni sia patrimoniali che non     patrimoniali, è necessario che il giudice distingua e liquidi separatamente il danno  morale e il danno esistenziale-relazionale dal danno biologico e patrimoniale. Il danno morale, associazione autonoma dalla sofferenza interna, e il danno esistenziale,   pregiudizio delle relazioni personali nel contesto lavorativo, non possono essere  inclusi indistintamente sotto una voce unica di risarcimento

lunedì 15 dicembre 2025

 Durante le procedure disciplinari quali documenti deve poter verificare il lavoratore?


 Cass. 11/12/2025, n. 32285


Nella procedura disciplinare, il datore di lavoro non è tenuto a mettere a disposizione   del lavoratore i documenti aziendali relativi ai fatti contestati. Tuttavia, se l'esam    di tali documenti è necessario per una adeguata difesa, il lavoratore ha l'onere di   specificarne la necessità e la rilevanza. La contestazione disciplinare deve essere   sufficientemente dettagliata da permettere al lavoratore di comprendere gli addebiti  e preparare una difesa adeguata, senza estendersi all'indicazione delle fonti di prova

sabato 13 dicembre 2025

 Quando sono obbligatori i ccnl di diritto privato?


Cass. 10/12/2025, n. 32123


Il primo comma dell'art. 2070 c.c. non opera nei riguardi della contrattazione collettiva di diritto comune, la  quale ha efficacia vincolante limitatamente agli iscritti alle associazioni sindacali   stipulanti e a coloro che, esplicitamente o implicitamente, vi abbiano prestato adesione.   Il lavoratore non può aspirare all'applicazione di un diverso contratto collettivo  se il datore di lavoro non vi è obbligato per appartenenza sindacale, ma può richiamare tale disciplina come termine di riferimento per la determinazione della retribuzione  ex art. 36 Cost.

giovedì 11 dicembre 2025

 Quali doveri incombono sul  dipendente pubblico?


Cass. 07/12/2025, n. 31897


Il dipendente pubblico deve astenersi dal partecipare ad attività che possano generare un conflitto di interesse attuale, anche se potenziale, con l'obbligo di segnalare  i rapporti di collaborazione avuti negli ultimi tre anni. La mera esistenza di un rapporto di collaborazione risalente nel tempo e di durata limitata non configura automaticamente una situazione di conflitto di interessi che imponga l'astensione dal procedimento amministrativo.

mercoledì 10 dicembre 2025

 Entro quanto deve  concludersi il procedimento disciplinare nel pubblico impiego  prima della roforma del 2017?


Cass. 05/12/2025, n. 31788


L'art. 55-bis, comma 4, del D.Lgs. n. 165/2001, nel testo antecedente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 75/2017, prevede che il procedimento disciplinare, a pena di decadenza dalla potestà disciplinare,debba concludersi entro centoventi giorni dalla "data di prima acquisizione della notizia dell'infrazione". Tale data coincide con il momento in cui l'ufficio competente abbia acquisito una notizia sufficientemente circostanziata da consentire l'avvio  corretto del procedimento, escludendosi genericità della notizia che richieda accertamenti preliminari.

martedì 9 dicembre 2025

 La carta docenti spetta anche al personale non di ruolo?


Corte d'Appello Milano, Sez. lavoro, Sentenza, 06/10/2025, n. 674

La carta docente, prevista dall'art. 1, comma 121, della L. n. 107 del 2015, spetta anche ai docenti non di ruolo, inclusi quelli con incarico annuale e quelli titolari di incarico fino al termine delle attività didattiche. In caso di mancato  riconoscimento tempestivo del beneficio, i docenti interni al sistema scolastico (iscritti nelle graduatorie di supplenze, incaricati di supplenza o transitati in ruolo) possono chiedere l'adempimento in forma specifica e l'attribuzione della carta, inclusi interessi   o rivalutazione.

sabato 6 dicembre 2025

 Su chi incombe l'onere di provate l'esatto inquadramento del lavoratore?


Cass. 23/11/2025, n. 30780

Quando il lavoratore allega un demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento  dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 cod. civ., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimentodel suo obbligo, o attraverso la prova della mancanza in concreto del demansionamento     ovvero attraverso la prova che fosse giustificato dal legittimo esercizio dei poteri     imprenditoriali o disciplinari oppure, in base all'art. 1218 cod. civ., a causa di un'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui       non imputabile

giovedì 4 dicembre 2025

 Dopo quando si consegue il diritto alle mansioni superiori prima del 2015 ?

Cass. 01/12/2025, n. 31355


Il lavoratore ha diritto all'inquadramento superiore in base alle mansioni effettivamente  svolte, a partire dal novantesimo giorno successivo all'assegnazione delle mansioni superiori. In caso di contestazione giudiziaria, il raffronto fra le mansioni concretamente   svolte e le qualifiche contrattuali deve essere effettuato dal giudice di merito.

mercoledì 3 dicembre 2025

 L'illecito contributi o determina automaticamente l'esclusione dalle gare?

T.A.R. Toscana Firenze, Sez. III, 14/11/2025, n. 1856

L'illecito contributivo in materia di sicurezza del lavoro è prevista nell'ambito  delle cause di esclusione non automatiche all'art. 95, comma 1, lett. a), del d. lgs. n. 36/2023, ma non è irragionevole la valutazione della Commissione di gara che, nel caso di  specie, ha escluso che tale illecito possa incidere sull'affidabilità dell'operatore economico, in quanto trattasi di una violazione che ha comportato l'irrogazione di una sanzione pecuniaria di poco inferiore ai 2.500 euro e non ha proceduto all'esclusione.

martedì 2 dicembre 2025

 Quando la sostituzione di lavoratore assebte consente l'attribuzione definitiva alla categoria superiore?


Cass. 28/11/2025, n. 31120

In materia di sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del  posto con altro lavoratore di qualifica inferiore, per escludere il diritto del sostituto alla definitiva assegnazione alle mansioni superiori, ai sensi dell'art. 2103 c.c. e della contrattazione collettiva applicabile, è necessario un sicuro accertamento dell'effettivo rapporto tra assegnazione a mansioni superiori e sostituzione, evitando    abusi attraverso un utilizzo prolungato e non formalizzato del lavoratore."

lunedì 1 dicembre 2025

 L'estinzione del reato ex art. 24 dlgs 758 del 1994 in materia di igiene e sicurezza del lavoro cosa prescrive?

Cass. 06/11/2025, n. 37776


L'art. 24 del D.Lgs. n. 758 del 1994 prevede un regime peculiare per l'estinzione dei reati contravvenzionali in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, che richiede il rispetto di due condizioni: l'adempimento  delle prescrizioni impartite dall'organo di vigilanza e il tempestivo pagamento della somma dovuta a titolo di oblazione amministrativa. L'eliminazione delle irregolarità   non è sufficiente per l'estinzione del reato se non accompagnata dal pagamento dell'oblazione.

sabato 29 novembre 2025

 Come è ripartito l'onere della prova nelle cause di demansionamento?


Cass. 23/11/2025, n. 30780


Quando il lavoratore allega un demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento  dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 cod. civ., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimento del suo obbligo, o attraverso la prova della mancanza in concreto del demansionamento, ovvero attraverso la prova che fosse giustificato dal legittimo esercizio dei poteri imprenditoriali o disciplinari oppure, in base all'art. 1218 cod. civ., a causa di un'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui   non imputabile

giovedì 27 novembre 2025

 A chi appartiene la giurisdizione per mobilità esterna per passaggio diretto tra pa?

Cass. civ., Sez. Unite, Ordinanza, 25/11/2025, n. 30836


In tema di pubblico impiego privatizzato, appartiene alla giurisdizione del giudice  ordinario, in funzione di giudice del lavoro, la controversia relativa alla procedura  di mobilità esterna per passaggio diretto tra pubbliche amministrazioni, poiché tale  procedimento comporta una mera modificazione soggettiva del rapporto di lavoro preesistente e non l'instaurazione di un nuovo rapporto lavorativo mediante procedura concorsuale.

mercoledì 26 novembre 2025

 I contratti aziendale possono derogare ieius il livello al fine del calcolo della retribuzione assoggettata a contribuzione?


Cass. 18/11/2025, n. 30457

Ai fini del calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali, la retribuzione da assumere come base è quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle  organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative nella categoria, qualestrumento 'leader' in grado di rappresentare le caratteristiche dell'impresa e la storia contributiva dei lavoratori, garantendo equità, solidarietà e contenimento della spesa previdenziale pubblica. La contrattazione aziendale può derogare al CCNL solo in melius e non in pejus rispetto al livello retributivo fissato dalla contrattazione collettiva nazionale ai fini del minimale contributivo, poiché la materia previdenziale  è indisponibile e regolata da norme imperative di legge.

martedì 25 novembre 2025

 


Come so possono estinguere alcunivreati contravvenzionali in materia di lavoro?


Cass. Pen. 06/11/2025, n. 37776

L'art. 24 del D.Lgs. n. 758 del 1994 prevede un regime peculiare per l'estinzione dei reati contravvenzionali in materia  di igiene e sicurezza sul lavoro, che richiede il rispetto di due condizioni: l'adempimento  delle prescrizioni impartite dall'organo di vigilanza e il tempestivo pagamento della  somma dovuta a titolo di oblazione amministrativa. L'eliminazione delle irregolarità non è sufficiente per l'estinzione del reato se non accompagnata dal pagamento dell'oblazione.

lunedì 24 novembre 2025

 Il beneficio fiscale per i lavoratori rientrati in Italia deve essere richiesto dal datore di lavoro?

Cass. 20/11/2025, n. 30569

La richiesta del beneficio fiscale previsto dall'art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015, in favore dei lavoratori altamente qualificati rientrati in Italia, può essere presentata  anche tramite dichiarazione dei redditi integrativa tardiva, non essendo prevista alcuna decadenza nel caso di mancata richiesta al datore di lavoro.

sabato 22 novembre 2025

 Come si qualifica il rapporto dei medici presso gli istituti di prevenzione e pena?

Cass. 18/11/2025, n. 30420

Il rapporto di lavoro dei medici incaricati presso gli istituti di prevenzione e pena, disciplinato dalla legge n. 740 del 1970, non integra un rapporto subordinato di pubblico impiego ma costituisce prestazione d'opera libero professionale coordinata e continuativa di carattere personale. Tale rapporto è escluso dalla disciplina prevista per gli impiegati civili dello Stato

giovedì 20 novembre 2025

 La falcidia del tfr in sede di concordato si ripercuote sul fondo di garanzia?


Cass. 11/11/2025, n. 29754


La falcidia di parte del credito per T.F.R. pattuita in sede di concordato preventivo omologato condiziona la misura del diritto della prestazione nei confronti del Fondo   di Garanzia ex art. 2 della L. n. 297 del 1982, poiché tale norma correla l'intervento del Fondo non solo all'insolvenza del datore   di lavoro ma, altresì, all'accertamento dell'esistenza ed alla quantificazione del credito operata in sede concordataria e consacrata nella pronuncia di omologa delconcordato

mercoledì 19 novembre 2025

Come si deve presentare la domanda di accompagnamento?


Cass. 13/11/2025, n. 30042


In tema di riconoscimento dell'indennità di accompagnamento, la previa presentazione    della domanda amministrativa non richiede la formalistica compilazione dei moduli   predisposti dall'INPS né l'uso di formule sacramentali, essendo sufficiente che la  domanda consenta di individuare la prestazione richiesta affinché la procedura, anche   amministrativa, si svolga regolarmente. Questa interpretazione è valida anche quando   la domanda di invalidità civile sottende la richiesta di indennità di accompagnamento,  purché il richiedente possa proporre la domanda giudiziaria.

martedì 18 novembre 2025

 Quando si ha condotta antisindacale?


Cass. 12/11/2025, n. 29809


La condotta antisindacale, secondo la giurisprudenza unanime della Corte di Cassazione   è integrata dall'attitudine anche solo potenziale del comportamento del datore di   lavoro a ledere gli interessi sindacali tutelati, senza rilevanza di dolo o colpa.  Il datore di lavoro non può essere sollevato dalla responsabilità per una condotta   lesiva dell'attività sindacale, anche se essa è frutto di una volontà associativa proveniente dalla propria associazione di categoria.

lunedì 17 novembre 2025

 Quando è esclusa la responsabilità del datore nell' infortunio?

Cass. 12/11/2025, n. 29823


La responsabilità del datore di lavoro per infortunio del dipendente può essere esclusa  quando risulti provato che il datore di lavoro ha informato ed addestrato adeguatamente   il lavoratore, secondo le necessarie tecniche di prevenzione degli infortuni per la    specifica attività svolta

sabato 15 novembre 2025

La condotta illecita extralavorativa può determinare il licenziamento?

Cass. 12/11/2025, n. 29836

La condotta illecita extralavorativa può costituire giusta causa di licenziamento  quando, per la sua gravità e rilevanza sociale, lede gli interessi morali e materiali   del datore di lavoro o compromette il rapporto fiduciario tra le parti. Tale condotta  può incidere sulla funzionalità del rapporto di lavoro e determinare l'irrogazione   della sanzione espulsiva, conformemente ai principi enunciati dalla giurisprudenza  di legittimità.

giovedì 13 novembre 2025

 A quali attività si applica il regio decreto 14

148 del 1931?

Cass. 11/11/2025, n. 29745

Le disposizioni del Regio Decreto n. 148 del 1931 non si applicano al personale addetto a servizi che siano sussidiari del servizio di trasporto pubblico, ovvero a quelle attività esercitate in forma imprenditoriale   e rivolte ad utenti esterni, e non al diretto servizio della struttura necessaria  per il funzionamento dell'impresa di trasporti.

mercoledì 12 novembre 2025

 Quante volte può essere reiterato il contratto a tempo determinato nella somministrazione?


Cass. 07/11/2025, n. 29577


La reiterazione di missioni a termine dello stesso lavoratore in somministrazionepresso il medesimo utilizzatore, per lo svolgimento delle stesse mansioni, è soggetta    al limite temporale complessivo di 24 mesi. Il superamento di tale limite, sancito  dal D.Lgs. 81/2015 come modificato dal decreto-legge 87/2018, determina la nullità dei contratti, legittimando il lavoratore a chiedere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze dell'utilizzatore.

martedì 11 novembre 2025

 


In caso di trasferimento quando il lavoratore può rifiutarsi di darvi seguito?


Cass. 06/11/2025, n. 29341

In materia di trasferimento del lavoratore, il rifiuto di prestare la propria opera nella nuova sede assegnata può essere considerato illegittimo se non supportato da  motivi di buona fede, indipendentemente dalla legittimità o illegittimità del trasferimento stesso. È onere del lavoratore dimostrare le concrete ragioni ostative che giustifichino l'assenza dalla nuova sede di lavoro, altrimenti il licenziamento per assenza ingiustificata può essere ritenuto legittimo.

lunedì 10 novembre 2025

 Se il ccnl prevede una sanzione conservativa per i fatti oggetto del licenziamento quale doscoplina dell'art. 18 so applica?


Cass. 06/11/2025, n. 29343


In tema di licenziamento disciplinare, il giudice deve applicare la tutela reintegratoria prevista dall'art. 18, comma 4, della legge n. 300 del 1970, come modificato dalla legge n. 92 del 2012, quando la condotta addebitata al lavoratore rientra tra quelle punibili con sanzione   conservativa secondo le previsioni del contratto collettivo applicabile, senza possibilit    di diversa valutazione.

venerdì 7 novembre 2025

 Entro quando deve essere effettuata la contestazione disciplinare?


Cass. 04/11/2025, n. 29137

In materia di  licenziamento disciplinare, l'immediatezza della contestazione integra
elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro. La contestazione dell'addebito deve essere tempestiva, tenendo conto delle ragioni che possono far ritardare la contestazione, tra cui il tempo necessario per l'espletamento delle indagini
dirette all'accertamento dei fatti.

  Come si determina lo stato competente per evitare doppie imposizioni?


Cass. 01/08/2025, n. 22217

In tema di doppie imposizioni, al fine di determinare la potestà impositiva sulle retribuzioni di un lavoratore dipendente, assume rilevanza primaria il luogo dell'attività   lavorativa prevalente, nonché la presenza di una stabile organizzazione o base fissa   del datore di lavoro nello Stato estero, indipendentemente dalla nazionalità del dator   di lavoro.

mercoledì 5 novembre 2025

 La sospensione della prestazione concordata tra datore di lavoro e lavoratore permettono d'interrompere l'obbligo contributivo?


Cass. 30/10/2025, n. 28748


In caso di sospensione concordata della prestazione lavorativa, la contribuzione previdenziale è comunque dovuta anche se l'accordo deriva da una libera scelta del datore di lavor    e non trova giustificazione nella legge o nel contratto collettivo

martedì 4 novembre 2025

 La gestione dei tempi di lavoro tramite piattaforme organizzate determina l'esistenza di subordinazione?


Cass. 31/10/2025, n. 28772


Il potere datoriale di organizzare tempi e luoghi di lavoro, anche tramite piattaforme digitali e algoritmi, costituisce un elemento chiave per l'applicazione della disciplina del lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione autonoma ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. n. 81/2015. La gestione dei tempi e dei luoghi di lavoro da parte della società, anche solo con la determinazione unilaterale del quando e dove della prestazione lavorativa, rientra nella etero-organizzazione rilevante ai fini normativi

lunedì 3 novembre 2025

 Quando è impugnabile una transazione di lavoro avvenuta 8n sede sindacale?


Tribunale Trani, Sez. lavoro, Sentenza, 13/10/2025, n. 2025


Le rinunzie e le transazioni aventi per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge o di contratti collettivi, contenute in verbali di conciliazione sindacale, sono impugnabili solo se risulta dimostrata la mancanza di un’effettiva assistenza sindacale e di reciproche concessioni, che sono tipiche di un accordo transattivo. In assenza di tali dimostrazioni, l’accordo è inoppugnabile.

 Entro che limiti si espande il dovere di fedeltà?


Cass. 27/10/2025, n. 28367


L'obbligo di fedeltà posto a carico del lavoratore subordinato ha un contenuto più ampio di quello risultante dall'art. 2105 cod. civ. dovendo integrarsi con gli artt. 1175 e 1375 cod. civ., che impongono correttezza e buona fede anche nei comportamenti extra-lavorativi. Tale obbligo, in particolare, deve intendersi non soltanto come mero divieto di abuso di posizione attuato attraverso azioni concorrenziali e/o violazioni di segreti produttivi, ma anche come divieto di condotte che siano in contrasto con i doveri connessi con l'inserimento del dipendente nella struttura e nell'organizzazione dell'impresa o che creino situazioni di conflitto con le finalità e gli interessi della medesima o che siano, comunque, idonee a ledere irrimediabilmente il presupposto fiduciario del rapporto.

sabato 1 novembre 2025

 Quando spetta l'assegno per il nucleo familiare?


Cass. 29/10/2025, n. 28627

In materia di assegno per il nucleo familiare, il requisito della vivenza a carico, indispensabile per il riconoscimento del beneficio, non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, ma deve essere valutato con rigorosità, evidenziando la dimostrazione del mantenimento del minore in via continuativa e in misura prevalente.

venerdì 31 ottobre 2025

 Che tutela spetta in caso di violazione del termine per irrogare il licenziamento stabilito dal ccnl?

Cass. 27/10/2025, n. 28366


La violazione del termine per l'adozione del provvedimento disciplinare, stabilito dalla contrattazione collettiva, integra una violazione della procedura di cui all'art. 7 Statuto dei Lavoratori, rendendo operativa la tutela prevista dall'art. 18, comma 6, dello stesso Statuto, purché il ritardo nella comunicazione del licenziamento non risulti notevole e ingiustificato, tale da ledere il principio di tempestività e creare affidamento nel lavoratore sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto contestato.

mercoledì 29 ottobre 2025

 Il conportamento esterno del lavoratore può giustificare il licenziamento?

Cass. 27/10/2025, n. 28367

Il comportamento del lavoratore subordinato, anche se tenuto fuori dall'orario di lavoro e non in costanza di malattia, può violare i doveri di correttezza e buona fede e giustificare il licenziamento per giusta causa se confligge con gli obblighi contrattuali derivanti dal rapporto di lavoro, risultando potenzialmente lesivo per le condizioni fisiche o per aggravamento delle patologie che riducono la sua capacità lavorativa.


Nb

La Corte territoriale ha preliminarmente riportato i contenuti della contestazione disciplinare con cui veniva addebitato al dipendente di aver svolto, quale "Fitness personal trainer iscritto alla FIPE Federazione Italiana Pesistica", "attività e allenamenti incompatibili con le prescrizioni mediche" con le quali il medico aziendale competente lo aveva ritenuto idoneo alla mansione specifica di "Addetto di linea Cotton Fioc" ma con la limitazione della movimentazione manuale dei carichi al di sopra dell'altezza della spalla e della movimentazione manuale di carichi aventi peso superiore ai 18 kg.

martedì 28 ottobre 2025

 In cosa si concretizza il requisito della necessità di aiuto permanente ai fini dell'indennità di accompagnamento?


Cass. 23/10/2025, n. 28212


Il requisito delle necessità dell'aiuto permanente di un accompagnatore per la concessione dell'indennità di accompagnamento, ai sensi dell'art. 1 della Legge n. 18/1980, può essere integrato anche dalla condizione di "supervisione continua" nella deambulazione, in quanto tale supervisione implica necessariamente che l'attività di deambulazione non possa essere compiuta in autonomia.

lunedì 27 ottobre 2025

 Il licenziamento intimato a mezzo whatsPp è legittimo?


Tribunale Milano, Sez. lavoro, 13/10/2025, n. 3831


In tema di licenziamenti individuali, non imponendo la legge particolari formalità per la sua comunicazione, ad eccezione dell'adozione della forma scritta, la volontà del datore di lavoro di procedere al licenziamento di un lavoratore, manifestata tramite l'invio di un messaggio di WhatsApp, soddisfa comunque l'onere della forma scritta, e in quanto tale, risulta idonea a determinare la cessazione del rapporto

sabato 25 ottobre 2025

 Quando è obbligatorio applicare un determinato ccnl?


Cass. 17/10/2025, n. 27719


Nel sistema contrattuale privatistico, l'efficacia soggettiva del contratto collettivo di diritto comune si fonda sull'autonomia negoziale delle parti, esercitata mediante l'iscrizione ad un'associazione sindacale stipulante o attraverso comportamento concludente. Il datore di lavoro che svolge diverse attività economiche ed è iscritto alle rispettive associazioni stipulanti è tenuto ad applicare il contratto collettivo coerente con ciascun settore di attività svolta

giovedì 23 ottobre 2025

 La mancata trattenut della quota sindacale può legittimare il ricorso ex art. 28 sl?


Cass. 17/10/2025, n. 27722


La cessione del credito operata dai lavoratori in favore del proprio sindacato di appartenenza è legittima secondo i principi civilistici che regolano la cessione del credito. Il comportamento del datore di lavoro che rifiuta di darvi corso è considerato antisindacale ai sensi dell'art. 28 dello Statuto dei lavoratori

mercoledì 22 ottobre 2025

 Il cumulo gratuito contributivo si applica agli enti previdenziali privatizzati?




Cass. 19/10/2025, n. 27844




La legge n. 232 del 2016, estendendo l'applicabilità del cumulo gratuito anche agli enti previdenziali privatizzati, non richiede l'adozione di norme regolamentari specifiche da parte degli enti stessi. È, pertanto, immediatamente applicabile la disciplina prevista dell'art. 1, commi 239, 241, 244 - 246 della legge n. 228 del 2012, che impone la determinazione del trattamento pensionistico pro quota secondo le regole di calcolo già previste dall'ordinamento del singolo ente previdenziale.

martedì 21 ottobre 2025

 Quando si può procedere a disdetta del ccnl?


Cass. 17/10/2025, n. 27735


La disdetta unilaterale da parte del datore di lavoro di un accordo aziendale a tempo indeterminato è legittima nel rispetto dei criteri di buona fede e correttezza, purché non ne derivi la lesione di diritti quesiti dei lavoratori o del principio di adeguatezza della retribuzione ex art. 36 Cost.

lunedì 20 ottobre 2025

 Quando si ha per gli inforruni un occasione diretta con l'atrività lavorativa?

Cass. 14/10/2025, n. 27405

In tema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ai sensi dell'art. 2 D.P.R. n. 1124/1965, l'occasionalità necessaria dell'infortunio deve essere valutata in relazione alla connessione diretta tra l'attività protetta e l'attività causativa dell'infortunio. Pertanto, interventi di manutenzione straordinaria svolti in economia, che richiedano competenze ed attrezzature proprie del settore edilizio, non rientrano nella copertura assicurativa anche se compiuti all'interno del capannone di un'azienda agricola.

sabato 18 ottobre 2025

 Il diritto alla rendita superstiti spetta iure proprio?


Cass. 14/10/2025, n. 27445


La rendita ai superstiti, ai sensi dell'art. 85 D.P.R. n. 1124/65, è una prestazione economica riconosciuta agli stretti congiunti di un lavoratore deceduto per infortunio sul lavoro o malattia professionale. Questa rendita costituisce un diritto autonomo spettante iure proprio ai superstiti e non iure successionis, pertanto, il diritto alla rendita prescinde dall'avvenuto riconoscimento di una rendita in favore del lavoratore deceduto per lo stesso evento

giovedì 16 ottobre 2025

 Entro quando deve manifestarsi la malattia professionale per fare operare la presunzione di riferibilità alle mansioni nocive svolte?

Cass. 14/10/2025, n. 27410


In tema di riconoscimento del nesso causale per malattie professionali tabellate, qualora il lavoratore dimostri di essere affetto da una patologia inclusa nelle tabelle INAIL e di essere stato addetto alla lavorazione nociva, il nesso eziologico è presunto per legge solo ove la malattia stessa si sia manifestata entro il periodo massimo di indennizzabilità previsto in tabella. Oltre tale periodo, è onere del lavoratore provare la concreta riconducibilità della malattia all'attività lavorativa svolta, tenuto con

mercoledì 15 ottobre 2025

 La prescrizione dei crediti nel pubblico impiego da quandi decorre?


Cass  10/10/2025, n. 27184

La prescrizione dei crediti retributivi dei lavoratori nel pubblico impiego contrattualizzato, sia nei rapporti a tempo indeterminato, sia in quelli a tempo determinato, e anche in caso di successione di contratti a termine, decorre, per i crediti che nascono nel corso del rapporto lavorativo, dal giorno della loro insorgenza, e per quelli che maturano alla cessazione, da tale data, non essendo configurabile un "metus" nei confronti della pubblica amministrazione.

martedì 14 ottobre 2025

 Quando può essere riconosciuta la malattia professionale?


Cass. 09/10/2025, n. 27104


L'azione volta al riconoscimento della natura professionale di una malattia e alla concessione dei relativi benefici a carico dell'INAIL presuppone l'esistenza di un rapporto di lavoro. La mancata dimostrazione del rapporto di lavoro rende impossibile procedere alla delibazione circa le provvidenze richieste.

lunedì 13 ottobre 2025

 Il ccnl può escludere dal computo del comporto  malattie particolarmente gravi?


Cass. 07/10/2025, n. 26956


In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, qualora il CCNL preveda una clausola di esclusione dal computo delle assenze per "malattie particolarmente gravi", tale esenzione si applica alle patologie che richiedono terapie salvavita. Inoltre, spetta al lavoratore l'onere di fornire la certificazione medica attestante la gravità della malattia e la necessità di tali terapie.

venerdì 10 ottobre 2025

 Da quando decorre la prescruzione per crediti da lavoro per i soci lavoratori?

Cass. 07/10/2025, n. 26958

Secondo la disciplina del rapporto di lavoro del socio lavoratore di cooperativa con rapporto di lavoro subordinato delineata dalla legge n. 142 del 2001, l'astratta possibilità di intimazione di un mero licenziamento da parte della cooperativa che porta all'estinzione del rapporto di lavoro, rende la tutela dei lavoratori in relazione alla vicenda estintiva del rapporto di lavoro incerta e non predeterminabile a priori, secondo un regime di stabilità, potendo essere applicata al (solo) licenziamento del socio, in ragione del requisito dimensionale, la tutela obbligatoria prevista dalla legge n. 604/1966 o quella variamente delineata dall'art. 18 della legge n. 300/70 nella versione novellata dalla legge n. 92/2012 (sostituita per i nuovi assunti dal D.Lgs. n. 23/2015) che non garantisce sempre la stabilità del rapporto con conseguente applicazione della decorrenza dalla prescrizione dalla fine del rapporto, per la presenza dei presupposti di fatto relativi all'esistenza del "metus" del lavoratore

giovedì 9 ottobre 2025

 Come è ripartito l'onere della prova in materia di equo indennizzo?


Cass. 07/10/2025, n. 26923


In tema di risarcimento del danno alla salute conseguente all'attività lavorativa, il nesso causale rilevante ai fini del riconoscimento dell'equo indennizzo per la causa di servizio è identico a quello da provare ai fini della condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno, quando si faccia riferimento alla medesima prestazione lavorativa e al medesimo evento dannoso; una volta provato tale nesso causale, grava sul datore di lavoro l'onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi dell'evento dannoso.

mercoledì 8 ottobre 2025

 Quale iter valutativo deve essere seguito per determinare la correttezza del licrlenziamento per giusta causa?


Cass. 06/10/2025, n. 26771


In tema di licenziamento per giusta causa, rilevano la natura e la qualità del singolo rapporto, la posizione delle parti, l'oggetto delle mansioni e il grado di affidamento che queste richiedono. Occorre altresì valutare il fatto concreto nella sua portata oggettiva e soggettiva, attribuendo rilievo determinante alla potenzialità del fatto medesimo di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento.

martedì 7 ottobre 2025

 Quando ricorre la giustificatezza nel licenziamento del dirigente?


Cass. 02/10/2025, n. 26609


Nel licenziamento dei dirigenti, la nozione di giustificatezza si differenzia da quella di giusta causa e giustificato motivo, giustificando il recesso non arbitrario basato su circostanze idonee a turbare il rapporto fiduciario, anche in caso di mera inadeguatezza rispetto alle aspettative.

lunedì 6 ottobre 2025

 Che tassazione si applica alle indennità di cessazione del rapporto di agenzia?


Cass. 02/10/2025, n. 26571


Le indennità percepite per la cessazione di rapporti di agenzia costituiscono reddito di lavoro autonomo e sono assoggettate a ritenuta d'acconto, in virtù del combinato disposto degli artt. 49, commi 4 e 12, lett. f) del D.P.R. n. 597 del 1973, e 25, comma 1, terza proposizione, del D.P.R. n. 600 del 1973

sabato 4 ottobre 2025

 Quando risponde il preposto alla sicurezza?



Cass. 18/06/2025, n. 32520

Il preposto, in virtù delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali connessi al suo incarico, ha l'obbligo di sovraintendere all'attività lavorativa garantendo l'attuazione delle direttive ricevute e controllandone la corretta esecuzione, esercitando un funzionale potere di iniziativa. In tale veste, assume la qualità di garante della sicurezza del lavoro e risponde degli infortuni occorsi ai lavoratori in violazione degli obblighi derivanti da detta posizione di garanzia, purché sia titolare dei poteri necessari per impedire l'evento lesivo.

giovedì 2 ottobre 2025

 Il dipendente pubblico può essere licenziayi per aver dichiarato falsamente la non  sussistenza di altri rapporti di lavoro al momento dell'assunzione?


Cass. 24/09/2025, n. 26049


Il licenziamento per giusta causa di un lavoratore pubblico può essere confermato qualora sia accertata la falsità dichiarativa all'atto dell'instaurazione del rapporto di lavoro. L'infedeltà della dichiarazione in merito alla non sussistenza di altri rapporti di impiego pubblico o privato è di per sé sufficiente a giustificare la sanzione espulsiva.

mercoledì 1 ottobre 2025

 Da quando decorre la prescrizione dei crediti retributivi derivanti dal lavoro in carcere?

Cass. 28/09/2025, n. 26300


In tema di lavoro svolto dai detenuti in regime carcerario, il rapporto di lavoro deve essere considerato unitario e continuativo, non essendo configurabili interruzioni intermedie. La prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore inizia a decorrere dalla fine del rapporto di lavoro, che coincide generalmente con la cessazione dello stato di detenzione, salvo circostanze particolari quali l'età, lo stato di salute o di idoneità al lavoro.

martedì 30 settembre 2025

 Come si prova il consenso del datore al lavoro straordinario?


Cass. 25/09/2025, n. 26148


In materia di lavoro straordinario, il consenso all'esecuzione della prestazione può essere anche implicito e costituisce presupposto sufficiente per il riconoscimento del diritto al pagamento dei relativi emolumenti, potendo desumersi dalla mera organizzazione del lavoro predisposta dal datore, senza necessità di ulteriori atti formali.

lunedì 29 settembre 2025

 Su chi grava la prova dello straordinario?


Cass. 25/09/2025, n. 26148



In materia di lavoro straordinario, è onere del lavoratore fornire la prova dei fatti costitutivi della propria pretesa, inclusa l'autorizzazione (esplicita o implicita) allo svolgimento del lavoro straordinario. Qualora il lavoratore fallisca nel provare questi presupposti, la domanda non può essere accolta

sabato 27 settembre 2025

 Entro quali limiti opera il repechage?


Cass. 24/09/2025, n. 26035

In tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro è tenuto ad adempiere all'obbligo di repechage, dimostrando l'impossibilità di impiegare il lavoratore in altre mansioni equivalenti o inferiori compatibili con il suo bagaglio professionale e non richiedenti una diversa formazione.

giovedì 25 settembre 2025

 Per i lavoratori marittimi vale la stessa nozione eurocomunitaria di retribuzione p??

Cass. 12/09/2025, n. 25120


Benché rispetto ai lavoratori marittimi sia diversa la specifica fonte eurounitaria di riferimento (com'è anche per il personale di volo dell'aviazione civile), ciò non toglie che, in base alle disposizioni interne specifiche (essenzialmente, il cit. D.Lgs. n. 108/2005) e generali (a cominciare dall'art. 36, ult. comma, Cost.), lette alla luce della giurisprudenza della CGUE e di questa Corte, anche per tali lavoratori debba valere la medesima nozione europea di retribuzione

mercoledì 24 settembre 2025

 Come provo la malattia professionale?

Cass. 15/09/2025, n. 25204


Quando la malattia è inclusa nella tabella allegata al D.P.R. n. 1124 del 1965, al lavoratore è sufficiente dimostrare di esserne affetto e di essere stato addetto alla lavorazione nociva; in caso contrario il nesso di causalità dev'essere provato dal prestatore di lavoro secondo gli ordinari criteri e, in caso di contestazione, l'accertamento della riconducibilità della malattia alla previsione tabellare costituisce un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito.

martedì 23 settembre 2025

 Da quando decorre il licenziamento per gmo nella procedura ex art. 7 legge 604 del 1966?


Cass. civ., Sez. lavoro, Ordinanza, 11/09/2025, n. 24993


In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, l'effetto estintivo del rapporto di lavoro sorge al compimento del periodo di preavviso "lavorato" anche se esso è calcolato dalla data di avvio della procedura conciliativa. Qualora il datore di lavoro abbia manifestato una volontà di non avvalersi dell'effetto retroattivo legale e abbia optato per la prosecuzione del rapporto, la decorrenza del licenziamento è quella ordinaria legata alla effettiva comunicazione al lavoratore.

lunedì 22 settembre 2025

 Quando spettano i buoni pasto con il ccnl sanità?


Cass. 17/09/2025, n. 25525

In materia di pubblico impiego privatizzato, il diritto a fruire del servizio mensa o del buono pasto spetta ai lavoratori che osservano un orario di lavoro giornaliero di almeno sei ore, indipendentemente dalla natura turnista o meno dell'orario lavorativo, e dalla possibilità di effettuare effettivamente una pausa pranzo

venerdì 19 settembre 2025

 Come può essere provata la subordinazione?


Cass. 11/09/2025, n. 25013


La subordinazione dei lavoratori può essere verificata attraverso le deposizioni testimoniali che attestano l'esercizio, da parte del datore di lavoro, dei poteri organizzativo e direttivo sui lavoratori, tra cui l'imposizione di orari di lavoro, la predeterminazione di mansioni, e il potere di controllo sull'operato dei lavoratori

giovedì 18 settembre 2025

 Cosa costituisce orario di lavoro?


Cass. 11/09/2025, n. 25034


Ai sensi del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, art. 1, comma 2 lett. a), per orario di lavoro si intende qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell'esercizio della sua attività o delle sue funzioni, definizione confermata dalla Direttiva 2003/88/CE e dagli orientamenti della Corte di Giustizia

mercoledì 17 settembre 2025

 Quando è responsabile il committente per gli infortuni occorsi sul lavoro al personale dell'appaltatrice?

Cass. 12/09/2025, n. 25113


Il committente, in caso di affidamento di lavori, servizi o forniture ad un'impresa appaltatrice che operi all'interno della propria azienda o nell'ambito dell'intero ciclo produttivo della medesima, è tenuto all'adempimento degli specifici obblighi previsti dall'art. 26 del D.Lgs. n. 81/2008. Qualora non osservi tali obblighi, può essere ritenuto responsabile per un infortunio occorso ai dipendenti dell'appaltatore, anche in assenza di qualsiasi ingerenza sull'attività della stessa impresa appaltatrice.

martedì 16 settembre 2025

 Quali limitazioni possono essere concesse nell'utilizzo dei permessi studio?

Cass. 11/09/2025, n. 25038


La concessione di permessi retribuiti per motivi di studio può essere limitata nel caso in cui il dipendente frequenti un'università telematica, in quanto le lezioni online possono essere seguite in orari flessibili, anche al di fuori dell'orario lavorativo. Pertanto, il diritto ai permessi studio sussiste solo se il lavoratore prova che le lezioni online si svolgono in orari coincidenti con quelli di servizio.

lunedì 15 settembre 2025

 Cosa deve provare il datore di lavoro nel licenziamento per sopravvenuta inidoneittà del lavoratore?

Cass. 11/09/2025, n. 24994

In caso di licenziamento per sopravvenuta inidoneità fisica del lavoratore, il datore di lavoro ha l'onere di dimostrare non solo l'inidoneità fisica del lavoratore alle sue mansioni, ma anche l'impossibilità di ricollocarlo in altre posizioni compatibili con le sue condizioni di salute, incluse mansioni inferiori. Inoltre, il datore deve provare di aver cercato possibili "accomodamenti ragionevoli" per consentire il mantenimento del posto di lavoro, senza comportare oneri finanziari sproporzionati.

venerdì 12 settembre 2025

 Quale retribuzione spetta durante leferie?


Cass. 09/09/2025, n. 24899


La nozione di retribuzione durante il periodo di godimento delle ferie annuali comprende qualsiasi importo pecuniario che si pone in rapporto di collegamento all'esecuzione delle mansioni e che sia correlato allo status personale e professionale del lavoratore, secondo l'interpretazione data dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

giovedì 11 settembre 2025

 La trasferta va computata nella retri uzione utile ai fini dell'indennità di licenziamento?


Cass. 09/09/2025, n. 24854


L'indennità di trasferta, pur se corrisposta continuativamente, non costituisce retribuzione globale di fatto se essa ha natura risarcitoria o compensativa dei disagi legati alla trasferta. Di conseguenza, tale indennità non può essere computata nel calcolo per la determinazione dell'indennità risarcitoria da licenziamento illegittimo

mercoledì 10 settembre 2025

 Quando è possobile nel pubblico impiego rimanere 8n servizioal rsggiungimento dell'età pensionabile?


Cass. 06/09/2025, n. 24662

Nel pubblico impiego, il trattenimento in servizio oltre il raggiungimento dei limiti di età ordinamentali è consentito esclusivamente per il conseguimento dell'anzianità contributiva minima indispensabile per ottenere il diritto alla pensione di vecchiaia. Qualora il lavoratore non riesca a conseguire tale anzianità contributiva entro il limite massimo di età previsto, il trattenimento in servizio non può prolungarsi oltre il settantesimo anno di età

martedì 9 settembre 2025

 Quali doveri sulla sicurezza incombono sul lavoratore?


Cass. 04/09/2025, n. 24562


I doveri del lavoratore previsti dall'art. 20 del D.Lgs. n. 81/2008 richiedono che la segnalazione di deficienze dei dispositivi di sicurezza avvenga nell'ambito delle proprie competenze e possibilità, tramite la richiesta formalizzata ai superiori e la comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. La mancata dimostrazione di aver richiesto adeguati dispositivi di protezione e l'omissione di prestazioni dovute in ambito sanitario, sulla base di valutazioni autonome di pericolosità, configura una condotta grave e negligente che giustifica il licenziamento per giusta causa, in conformità agli obblighi di diligenza e disciplina sanciti dall'art. 2104 c.c. e dai protocolli di sicurezza aziendali.

lunedì 8 settembre 2025

 Chi ha la giurisdizione sulle liti concernenti il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero?


Cass. civ., Sez. Unite, Ordinanza, 26/08/2025, n. 23859


La domanda risarcitoria per ritardi nell'adozione di un provvedimento amministrativo, tale che il riconoscimento del titolo di studio conseguito all'estero, rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo quando detta domanda riguarda l'omesso o cattivo esercizio di un potere pubblico, che costituisce un interesse legittimo del privato.

sabato 6 settembre 2025

 Come si determina l'imponibile previdenziale?


Cass. 03/09/2025, n. 24446


In base al principio del minimale contributivo stabilito dal D.L. 9 ottobre 1989, n. 338, la retribuzione per il calcolo dei contributi previdenziali deve essere calcolata sull'importo stabilito per legge e non sull'effettivo accordo tra datore e lavoratore, essendo inopponibile all'INPS qualsiasi inadempimento o accordo di diversa regolazione della retribuzione.

giovedì 4 settembre 2025

 Come si conclude il procedimenti ex art. 445 bis cpc?


Cass. 27/08/2025, n. 23970


Nelle controversie in materia di invalidità civile, l'accertamento del requisito sanitario previsto dall'art. 445-bis c.p.c. non può culminare in una sentenza di condanna dell'ente previdenziale alla corresponsione di prestazioni assistenziali, ma deve limitarsi alla verifica della sussistenza del requisito sanitario stesso.

mercoledì 3 settembre 2025

 Quali s9no le conseguenze in caso di nullità del patto di prova?


Cass. 29/08/2025, n. 24201


In caso di nullità del patto di prova, il contratto di lavoro deve essere considerato definitivo sin dall'inizio, e il recesso del datore di lavoro per mancato superamento della prova è soggetto alla verifica giudiziale della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo, applicandosi la disciplina limitativa dei licenziamenti prevista dalla legge.

martedì 2 settembre 2025

 Nel caso di sentenze penali ai fini disciplinari come va valutata la tempestività?

Cass. 28/08/2025, n. 24100

La tempestività della contestazione disciplinare deve essere valutata in relazione al momento in cui il datore di lavoro ha avuto conoscenza circostanziata dei fatti addebitati e non in relazione alla mera astratta possibilità di conoscerli. In materia di contestazioni derivanti da fatti con rilevanza penale, il termine di tempestività decorre dall'acquisizione del passaggio in giudicato della sentenza penale di condanna.

lunedì 1 settembre 2025

 Da quando decorre la prescrizione per il lavoratore del diritto di richiedere la rendita ex art. 13 comma 1 legge 12 agosto 1962 n. 1338?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 07/08/2025, n. 22802


Ai fini dell'esercizio della facoltà di chiedere all'INPS la costituzione della rendita vitalizia riversibile disciplinata dall'art. 13 comma 1 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, il termine di prescrizione decorre per il datore di lavoro dalla intervenuta prescrizione dei contributi. La rendita chiesta dal lavoratore ai sensi dell'art. 13 comma 5 della legge citata inizia a prescriversi da quando si è prescritto il diritto del datore di lavoro di chiedere la costituzione della rendita ai sensi dell'art. 13 comma 1 della medesima legge.

6.5. Decorso tale termine e prescritto il diritto del datore di lavoro a chiedere egli stesso la costituzione della rendita in favore del lavoratore, provvedendo al versamento della riserva matematica, quest'ultimo potrà egli stesso sostituirsi al datore di lavoro e provvedere al necessario versamento. Solo quando non sarà più possibile per il datore di lavoro provvedere il diritto del lavoratore a sostituirsi nella costituzione della rendita inizierà a prescriversi. Esemplificativamente sarà necessario, a regime, il decorso di cinque anni perché si prescrivano definitivamente i contributi che maturano tempo per tempo; dalla loro prescrizione decorre il termine decennale per l'esercizio da parte del datore di lavoro della facoltà di chiedere la costituzione della rendita vitalizia in favore del lavoratore assicurato art. 13 comma 1 citato; decorso il termine decennale, come detto, il lavoratore potrà esercitare la facoltà dalla legge riconosciutagli, con diritto a vedersi risarcire il danno subito (ex art. 13 comma 5) nel termine ulteriore di dieci anni scaduto il quale tale diritto si prescrive inesorabilmente.

venerdì 8 agosto 2025

 Come si determina lo stato cje ha diritto di richiedere le tasse al lavoratore dipendente?


Cass. 01/08/2025, n. 22217


In tema di doppie imposizioni, al fine di determinare la potestà impositiva sulle retribuzioni di un lavoratore dipendente, assume rilevanza primaria il luogo dell'attività lavorativa prevalente, nonché la presenza di una stabile organizzazione o base fissa del datore di lavoro nello Stato estero, indipendentemente dalla nazionalità del datore di lavoro.

giovedì 7 agosto 2025

 Che tipo di risarcimento può determinare il demansionamento?


Cass. 05/08/2025, n. 22636


Il danno da demansionamento, ai sensi dell'art. 2103 c.c., può prevedere risarcimenti per dequalificazione professionale e danno biologico, nonché per il danno patrimoniale derivante dalla perdita di retribuzioni accessorie precedentemente percepite, quali le maggiorazioni per lavoro notturno, anche in assenza di diritti quesiti del lavoratore a essere impiegato nel turno notturno

mercoledì 6 agosto 2025

 Quando sorge il diritto al risarcimento del danno per la mancata fruizione del riposo compensativo?


Cass. 02/08/2025, n. 22289

La mancata fruizione del riposo compensativo non genera automaticamente un danno risarcibile per usura psico-fisica. Perché tale risarcimento sia riconosciuto, è necessaria la prova di un danno concreto e del mancato rispetto delle previsioni contrattuali o normative concernenti il riposo settimanale. Il risarcimento non è dovuto se il riposo compensativo viene garantito entro periodi contrattualmente stabiliti.

martedì 5 agosto 2025

 Quando ri orre il reato di sfruttamento?



Cass. 02/07/2025, n. 28199


La ricorrenza del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di cui all'art. 603-bis c.p. può essere accertata verificando anche un solo indice sintomatico di sfruttamento (retribuzione difforme, violazione delle norme retributive e di sicurezza, condizioni alloggiative degradanti), senza necessità di accertamento individualizzato dello stato di bisogno di ciascun lavoratore, purché il contesto socio-economico denoti condizioni generali di grave difficoltà e limitazione della volontà.

lunedì 4 agosto 2025

 Quando è obbligatoria l'iscrizione alla Cassa geometri?

Cass. 31/07/2025, n. 22069

L'iscrizione all'albo dei geometri e l'obbligo di versare la contribuzione minima alla Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti (Cassa geometri) presuppone l'esercizio della libera professione, anche se non continuativo e non esclusivo, indipendentemente dalla produzione effettiva di reddito professionale.

sabato 2 agosto 2025

 Quando può derogarsi alla pausa dopo sei ore?


Cass. 29/07/2025, n. 21878


La disposizione di cui all'art. 8 del D.Lgs. n. 66/2003, che prevede una pausa di almeno 10 minuti per i turni di lavoro superiori a sei ore, può essere derogata esclusivamente attraverso contratti collettivi o decreti ministeriali specifici per alcune categorie di lavoratori, espressamente elencate nell'art. 17 del medesimo decreto legislativo. In assenza di tali deroghe, il diritto alla pausa deve essere riconosciuto ai lavoratori

giovedì 31 luglio 2025

 Quando spetta la retribuzione di risultato?


Cass. 29/07/2025, n. 21769

Il diritto alla retribuzione di risultato, previsto dall'art. 44 del CCNL del personale dirigente dell'AREA 1, è subordinato alla previa determinazione degli obiettivi annuali, alla positiva verifica e certificazione dei risultati di gestione conseguiti in coerenza con detti obiettivi, e all'individuazione, in sede di contrattazione collettiva integrativa, delle modalità di determinazione dei valori retributivi collegati ai risultati e al raggiungimento degli obiettivi assegnati.

mercoledì 30 luglio 2025

 Quando le sentenze emesse per interpretazione dei contratti collettivi integrativi pubblici possono essere oggetto di ricorso per Cassazione?


Cass. 26/07/2025, n. 21480


In tema di pubblico impiego contrattualizzato, non è ammessa in sede di legittimità la denuncia di violazione o falsa applicazione dei contratti collettivi integrativi, salvo il caso in cui tali contratti integrativi contrastino con disposizioni di legge imperative o con la contrattazione collettiva nazionale. Ogni ricorso per cassazione che contesti direttamente l'interpretazione della contrattazione integrativa del giudice di merito, senza lamentare il mancato rispetto di norme imperative o della contrattazione collettiva nazionale, sarà dichiarato inammissibile

martedì 29 luglio 2025

 Come è ripartito l'onere della prova nei giudizi diretti alla richiesta di risarcimento in caso d'infortunio?


Cass. 24/07/2025, n. 21172


Nel giudizio per risarcimento danni derivanti da infortunio sul lavoro, l'onere gravante sul lavoratore non comprende l'individuazione specifica delle norme di cautela violate, specie quando non si tratti di misure tipiche o nominate. È sufficiente l'allegazione della condizione di pericolo insita nel luogo di lavoro, nella organizzazione o nelle modalità di esecuzione della prestazione, oltre che del nesso causale tra la concretizzazione di quel pericolo e il danno sofferto. Compete al datore di lavoro provare l'adozione delle misure atte a neutralizzare o ridurre al minimo tecnicamente possibile i rischi esistenti

lunedì 28 luglio 2025

 Che incidenza possono avere le sanzioni comminate da più di due anni?

Cass. 24/07/2025, n. 21103

L'art. 7, co. 8 dello Statuto dei Lavoratori, vieta di tener conto in termini di recidiva dei fatti commessi dopo due anni dall'applicazione della relativa sanzione disciplinare. Tuttavia, non impedisce al giudice di merito di apprezzare un precedente comportamento del lavoratore per valutarne la personalità e l'idoneità alla prosecuzione del rapporto, anche se la sanzione correlata è sospesa.

sabato 26 luglio 2025

 In caso di licenziamento orale quale risarcimento minimo spetta al lavoratore?




Cass. 22/07/2025, n. 20686

In caso di accertata nullità o inefficacia del licenziamento orale, il lavoratore ha diritto a un risarcimento minimo garantito di cinque mensilità dell'ultima retribuzione, indipendentemente dall'aliunde perceptum maturato nel medesimo periodo. Il risarcimento minimo garantito non può essere ridotto neanche in presenza di una nuova occupazione alternativa prima del decorso dei cinque mesi.


Questa Corte (Sez. L, Sentenza n. 3205 del 16/03/1992, Rv. 476288 - 01, e Sez. L, Sentenza n. 5645 del 15/12/1989, Rv. 464611 - 01, ha precisato in passato che l'"aliunde perceptum" dal lavoratore illegittimamente licenziato, di cui la prova è posta a carico del datore di lavoro e necessaria ai fini della riduzione dell'obbligo risarcitorio del medesimo, riguarda il danno eccedente la misura minima (pari a cinque mensilità di retribuzione) garantita dall'art. 18 della legge n. 300 del 1970. Tale principio è senza dubbio applicabile anche nell'ambito del licenziamento orale disposto nel contratto a tutele crescenti di cui al D.Lgs. 23/15, c.d. Job's act.

Può dunque affermarsi che, nell'ambito del contratto a tutele crescenti di cui al decreto legislativo 23/15, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo ai sensi del co. 1 dell'art. 2 del medesimo decreto, con condanna del datore al risarcimento dei danni a norma del co. 2 dello stesso articolo, al lavoratore compete la misura minima risarcitoria delle cinque mensilità anche nel caso in cui abbia trovato alternativa occupazionale prima del decorso di cinque mesi, restando irrilevante l'aliunde perceptum (detraibile in generale dall'indennità risarcitoria complessiva) maturato nel detto periodo.

giovedì 24 luglio 2025

 In caso di cessione di azienda il cedente è liberato dall'obbligo di pagare le retr8buzioni nonostante il pagamento da parte del cessionario?


Cass. 20/07/2025, n. 20303

Nel contesto di una cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il cessionario che paga la retribuzione non adempie un debito altrui (del cedente) ma un debito proprio. Pertanto, le retribuzioni pagate dal cessionario al lavoratore non liberano il cedente dalla sua obbligazione retributiva derivante dal rapporto di lavoro ripristinato de iure. Ne consegue l'inapplicabilità delle disposizioni relative all'adempimento del terzo (art. 1180 c.c.) e alle norme specifiche dell'appalto illecito (art. 27, co. 2, D.Lgs. n. 276/2003).

mercoledì 23 luglio 2025

 Quando è integrato il paggio alle "vie di fatto"?

Cass. 21/07/2025, n. 20329

Ai fini dell'applicazione della sanzione espulsiva prevista dal CCNL, il tentativo di violenza fisica, se connotato da una estrinsecazione di energia fisica trasmodante in un pregiudizio fisico, anche tentato, integra le "vie di fatto". Pertanto, la fattispecie va sussunta correttamente sotto questa previsione contrattuale, la quale prevede il licenziamento, sebbene il giudice possa comunque valutare la gravità del fatto concreto alla luce della nozione legale di giusta causa o giustificato motivo soggettivo di licenziamento.

martedì 22 luglio 2025

 L'umiliazione di un collega può determinare il iicenziamento per giusta causa?


Cass. 18/07/2025, n. 20036

Il comportamento che deride e umilia un collega per una sua menomazione fisica consiste in un'offesa alla dignità personale e può configurare una doppia discriminazione per ragioni di genere e di disabilità, tale da giustificare ampiamente il licenziamento per giusta causa. La previsione contrattuale di una sanzione espulsiva non è vincolante per il giudice, il quale deve valutare la proporzionalità della condotta alla luce della nozione legale di giusta causa.

lunedì 21 luglio 2025

 Cosa determina l'onosservanza della tempestività delaa contestazione?


Cass. 17/07/2025, n. 19854


Il principio di tempestività nella contestazione degli addebiti disciplinari è essenziale; la pregressa conoscenza da parte del datore di lavoro dei fatti contestati sin dal 2018, senza che siano stati tempestivamente contestati, può determinare l'illegittimità del procedimento disciplinare, superando i termini perentori previsti dall'art. 55-bis del D.Lgs. n. 165/2001

venerdì 18 luglio 2025

 La pa deve recuperare le somme indebitamente versate al dipendente?


Cass. 15/07/2025, n. 19467


L'amministrazione pubblica ha il diritto/dovere di recuperare le somme indebitamente erogate a un dipendente. Tale principio è rafforzato dall'art. 7, c. 5, D.Lgs. n. 165/2001, che vieta l'erogazione di trattamenti economici accessori non corrispondenti alle prestazioni effettivamente rese.

giovedì 17 luglio 2025

 La decadenza dai termini di iscrizione a ruolo dei contributi fa venire meno la possibilità di azionarli in altre forme?


Cass. 15/07/2025, n. 19467

L'art. 25 D.Lgs. n. 46/1999 prevede una decadenza processuale, che riguarda il termine entro il quale devono essere iscritti a ruolo i contributi degli enti previdenziali, riferendosi all'epoca di emissione dell'avviso di addebito e non all'epoca della sua notifica al destinatario. Questa decadenza non implica la preclusione del diritto di credito contributivo né la possibilità di azionarlo nelle forme ordinarie

 Quando si ha responsabilità  del datore nella causazione del sinistro?

 Cass. 01/07/2025, n. 25730

È correttamente configurabile la condotta omissiva colposa del datore di lavoro che non valuti nel DVR e nel POS i rischi specifici di caduta di oggetti dall'alto e non fornisca adeguata formazione al lavoratore riguardo tale rischio, laddove tali omissioni si rivelino causative di un sinistro mortale.

martedì 15 luglio 2025

 Il mancato riposo per il personale medico esposto a rischio biologico cosa determina?


Cass. 10/07/2025, n. 18889


Il periodo di riposo riconosciuto al personale medico esposto a rischio biologico ha una funzione preventiva e non risarcitoria, dunque non è monetizzabile. Tuttavia, la domanda risarcitoria per mancato godimento di tale periodo di riposo per ragioni indipendenti dalla volontà del lavoratore resta valida.

lunedì 14 luglio 2025

 Quando si ha trasferimento di ramo d'azienda?

Cass. 09/07/2025, n. 18805

Ai fini dell'applicazione dell'art. 2112 c.c., il trasferimento di ramo d'azienda si realizza quando viene ceduto un complesso di beni dotato di autonomia organizzativa ed economica, funzionale allo svolgimento di un'attività volta alla produzione di beni o servizi. La verifica dell'insieme degli elementi fattuali idonei o meno a configurare la fattispecie legale tipica comporta un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, cui non può sostituirsi il giudice di legittimità.

 Come si determina il nesso causale nella causazione della malattia professionale?


Cass. 04/07/2025, n. 18202


La valutazione del nesso causale tra l'esposizione ad agenti nocivi nell'ambiente di lavoro e la patologia sviluppata dal lavoratore deve basarsi sul criterio del "più probabile che non", secondo cui è sufficiente che l'esposizione non occasionale abbia contribuito, anche indirettamente e remotamente, allo sviluppo della malattia e del decesso, salvo che intervenga un fattore esterno e sufficiente a produrre autonomamente l'evento. La dimostrazione del nesso di causalità può essere supportata da documentazione come la riconoscimento della rendita per malattia professionale da parte dell'INAIL e da Consulenza Tecnico-scientifica (CTU).

venerdì 11 luglio 2025

 Quando il deposito del ricorso può dirsi definitivo?


Cass. 08/07/2025, n. 18649

L'effetto di tempestivo deposito di un atto processuale via telematica, generato con la ricezione della ricevuta di avvenuta consegna, è subordinato all'esito positivo dei successivi controlli della Cancelleria, comprovato dal messaggio di accettazione (quarta PEC). In assenza di tale messaggio, e in caso di mancata pronta riattivazione del procedimento da parte della parte interessata, il deposito non può considerarsi valido e tempestivo.

lunedì 7 luglio 2025

 Il licenziamento per gmo prevede la prova dell'impossibilità di repechage?

Cass. 03/07/2025, n. 18063


Il datore di lavoro, prima di procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ha l'obbligo di dimostrare l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in mansioni equivalenti o inferiori presenti nell'organico aziendale, rispettando le clausole di buona fede e correttezza.

sabato 5 luglio 2025

 Quale retribuzione spetta durante le ferie?


Cass. 29/06/2025, n. 17495


Ai sensi dell'art. 7 della Direttiva 2003/88/CE, interpretato dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la retribuzione spettante durante il godimento delle ferie deve includere anche le componenti retributive variabili intrinsecamente collegate all'esecuzione delle mansioni affidate al lavoratore e correlate allo status personale e professionale del lavoratore stesso, al fine di evitare un effetto dissuasivo sulla fruizione delle ferie.

giovedì 3 luglio 2025

 Entri che limiti opera il potere di disporre d'ufficio l'assunzione di mezzo istruttori?


Cass. 25/06/2025, n. 17008

Nel rito del lavoro, il potere-dovere del giudice di disporre d'ufficio l'assunzione di atti istruttori ex artt. 421 e 447 c.p.c. è circoscritto ai fatti puntualmente allegati e non può supplire a una carente allegazione dei fatti costitutivi della domanda, non potendo travalicare i limiti di un processo di tipo dispositivo.

mercoledì 2 luglio 2025

 La trattazione scritta è ammissibile nel processo del lavoro?


Cass. civ., Sez. Unite, Sentenza, 30/06/2025, n. 17603


La trattazione scritta delle udienze prevista dall'art. 127-ter cod. proc. civ. è applicabile anche nel processo del lavoro, sia in primo grado che in appello, a condizione che la sostituzione riguardi esclusivamente la fase decisoria del processo e non l'intera udienza di discussione. La sostituzione è ammissibile solo se nessuna delle parti si opponga espressamente e se le memorie depositate comprendano (oltre alle istanze e conclusioni) anche le argomentazioni difensive, così da assolvere la funzione propria della discussione orale.

martedì 1 luglio 2025

 Quandi lo svolgimento di attività lavorativa in malattia è causa di licenziamento?


Cass 23/06/2025, n. 16780


Lo svolgimento da parte del lavoratore di altre attività durante l'assenza per malattia non comporta automaticamente la lesione irrimediabile del vincolo fiduciario; grava, invero, sul datore di lavoro l'onere di provare che la malattia sia simulata, ovvero che l'attività svolta dal lavoratore nei giorni di assenza sia idonea a pregiudicare il suo rientro in servizio, non sussistendo nel nostro ordinamento un divieto assoluto per il dipendente di prestare un'altra attività, anche a favore di terzi, in costanza di malattia 

lunedì 30 giugno 2025

 Quando si ha traferimento di ramo d'azienda?


Cass. 26/06/2025, n. 17201


Per configurare legittimamente il trasferimento di un ramo d'azienda, è necessario che l'entità ceduta possieda autonomia funzionale idonea a permetterne lo svolgimento indipendente dell'attività imprenditoriale, compresa la capacità di operare sul mercato verso terzi e non solo nei confronti della cedente. Tale autonomia deve preesistere al trasferimento e non può limitarsi a essere funzionalmente dipendente da attività e mezzi della cedente

venerdì 27 giugno 2025

 Come si effettua il giudizio in merito alla verifica del dirityo a mansioni superiori?

Cass. 25/06/2025, n. 17008


La funzione di controllo interno, anche quando rivestita da un dipendente dotato di autonomia e indipendenza, non implica automaticamente il diritto a un inquadramento superiore rispetto ai responsabili dei settori sottoposti a controllo. La qualificazione del dipendente deve basarsi sulla specifica comparazione delle mansioni svolte con i profili previsti dal contratto collettivo, non sull'inquadramento dei controllati

giovedì 26 giugno 2025

 Quando è rispettato il principio di specificità della contestazione disciplinare?

Cass. 24/06/2025, n. 16925

La specificità della contestazione disciplinare non viene meno se, nella lettera di contestazione degli addebiti, non è menzionato il numero dell'articolo del contratto collettivo ma sono chiaramente descritti i comportamenti di insubordinazione e oltraggio, garantendo la comprensione delle accuse mosse nei confronti del lavoratore. L'immutabilità della contestazione disciplinare non impedisce di considerare fatti non contestati specificamente ma rilevanti per la valutazione della complessiva gravità dell'inadempimento del lavoratore.

mercoledì 25 giugno 2025

Come può superarsi la presunzione in ordine alla conoscenza ex art. 1335 cc?

Cass. 08/05/2025) 15/06/2025, n. 15987


 Il primo motivo si rivela infondato alla stregua dell'orientamento accolto da questa Corte (cfr. Cass. S.U. n. 23874/2024) per cui la conoscenza legale di cui all'art. 1335 c.c. è la risultante di una equivalenza giuridica tra conoscenza e conoscibilità fissata in relazione alla regolare ricezione dell'atto al domicilio del destinatario (equivalenza che in quanto tale non può essere messa in discussione) e di una presunzione iuris tantum suscettibile di prova contraria (qui, però, non valutabile non avendo il ricorrente riportato le istanze istruttorie formulate con conseguente inammissibilità della censura), presunzione che può essere vinta dimostrando che, per fatti oggettivi ed incolpevoli, nonostante che l'atto sia pervenuto nel luogo di destinazione, lo stesso non sia entrato nella sfera di conoscibilità del destinatario, come si desume dallo stesso tenore letterale dell'art. 1335 c.c., che, nell'indicare quale debba essere la prova contraria che il destinatario è tenuto a dare, fa riferimento alla "impossibilità di aver notizia" e non alla conoscenza effettiva dell'atto né, tanto meno, alla sua comprensione.

- Le Sezioni Unite hanno, dunque, dato continuità all'orientamento secondo cui "cui la prova contraria alla presunzione, che il destinatario deve offrire per vincere la stessa, si deve muovere anch'essa su un piano oggettivo e riguardare circostanze che attengano, non alle condizioni soggettive del ricevente, bensì a fattori esterni ed oggettivi che, in quanto attinenti al collegamento del soggetto con il luogo di consegna, siano idonei ad escludere la conoscenza nei termini intesi dal legislatore, ossia, sostanzialmente, la conoscibilità dell'atto

martedì 24 giugno 2025

 Quando l'appalto è illegittimo?


Cass. 16/06/2025, n. 16153


Costituisce intermediazione illecita ogni qual volta l'appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo.