martedì 6 gennaio 2026

La scelta datoriale di mantenere inattivo il lavoratore coa comporta?


Cass. 14/12/2025, n. 32598


La condotta del datore di lavoro che lascia il lavoratore inattivo per un lungo periodo viola non solo il diritto alle mansioni previsto dall'art. 2103 cod. civ., ma lede anche il fondamentale diritto al lavoro inteso come mezzo di estrinsecazione della personalità, nonché la professionalità e l'immagine del lavoratore.

sabato 3 gennaio 2026


L'art. 29 del dlgs 276 drl 2003 si applica ai condomini committenti?

      

   Cass. 2025, n. 32674

    

 La responsabilità solidale di cui all'art. 29 del D.lgs. n. 276 del 2003, è esclusa tanto in capo alla persona fisica che appalta i lavori di ristrutturazione  di un proprio immobile, quanto in capo al Condominio, il quale non svolge attività d'impresa, non partecipa per propri scopi istituzionali al decentramento produttivo e non assume, soprattutto ai fini lavoristici, un rilievo giuridico diverso da quello dei singoli condomini, trattandosi di mero ente di gestione dei beni comuni

giovedì 1 gennaio 2026

 In caso di carenza dei requisiti di accesso l'eventuale conseguomento successivo  può sanare ex post la posizoone del candidato?


Cass. 16/12/2025, n. 32831


Nel contesto delle procedure concorsuali nel pubblico impiego privatizzato, il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento o del requisito di accesso al concorso non può essere sanato ex post dal superamento delle prove concorsuali da parte di candidati  che erano originariamente privi di tali requisiti al momento del bando, anche se ammessi con riserva tramite provvedimenti giurisdizionali

martedì 30 dicembre 2025

 Nel pubblico impiego da quando decorre il termine do decadenza semestrale ler la riapertura del procedimento discoplinare in caso di sentenza di assoluzione?


Cass. 18/12/2025, n. 33154



Nel giudizio di riapertura del procedimento disciplinare conseguente a una pronuncia  penale di assoluzione, il termine di decadenza di sei mesi decorre dalla data di irrevocabilità   della sentenza penale stessa, e non dalla data in cui il dipendente ha avuto conoscenza di tale irrevocabilità. Questo principio si fonda sulla necessità di un momento certo   e conoscibile per il decorso del termine, al fine di garantire la certezza delle procedure disciplinari.

lunedì 29 dicembre 2025

 L'azione diretta alla costituzione della rendita vitalizia presso l'Inps da parte del datore determina un litisconsorzio necessario?


Cass. 22/12/2025, n. 33461

L'azione del lavoratore che chiede al datore di lavoro di versare la riserva matematica ex art. 13, 5° comma, prima parte della legge n. 1338/1962, per la costituzione di una rendita vitalizia presso l'INPS, costituisce una domanda di natura costitutiva e deve essere proposta nel rispetto del litisconsorzio necessario con l'INPS.

giovedì 25 dicembre 2025

 La notifica alla pec posseduta da una persona fisica per un'attività professionale è valida anche se avvenuta per ragioni estranee l'attività?


Cass. 22/12/2025, n. 33514


In materia di notifiche, la casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e funzionante costituisce il "domicilio digitale" del destinatario, e la notifica  indirizzata a tale casella è da considerarsi valida, indipendentemente dal fatto che  la PEC sia stata originariamente attivata per svolgere attività imprenditoriale o professionale. Tale principio estende l'utilizzo della PEC anche agli atti estranei   all'attività specifica per la quale il domicilio digitale è stato registrato, purché  riconducibili alla medesima persona fisica

martedì 23 dicembre 2025

 


In caso di asdoluzione in sede penale entro quando occorre riaprire il procedimento disciplinare nel puvblico impiego?



Cass. 18/12/2025, n. 33154

Con il primo ed unico motivo si denuncia la violazione di legge e/o errata interpretazione ed applicazione dell'art. 55 ter, comma 2, D.Lgs. n. 165/01 in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

L'art. 55 ter, nel testo applicabile alla fattispecie ratione temporis, al stabilisce: "Se il procedimento disciplinare, non sospeso, si conclude con l'irrogazione di una sanzione e, successivamente, il procedimento penale viene definito con una sentenza irrevocabile di assoluzione che riconosce che il fatto addebitato al dipendente non sussiste o non costituisce illecito penale o che il dipendente medesimo non lo ha commesso, l'autorità' competente, ad istanza di parte da proporsi entro il di decadenza di sei mesi dall'irrevocabilità' della pronuncia penale, riapre il procedimento disciplinare per modificarne o confermarne l'atto conclusivo in relazione all'esitodel giudizio penale" Il chiaro disposto normativo non consente di operare alcuna valorizzazione della data di rilascio di copia della sentenza irrevocabile di assoluzione, come sostenuto da parte ricor La disciplina del procedimento disciplinare è chiaramente ispirata alla finalità di rendere certi i termini del procedimento (cfr. fra le più recenti Cass. n. 1821/2025 con richiami a precedenti conformi) ed il medesimo intento ispira le disposizioni dettate in tema di ripresa o riattivazione dello stesso (si rimanda a Cass. n. 8943/2023), sicché anche la norma che in questa sede viene in rilievo non si presta ad interpretazioni che, oltre a svilire del tutto il tenore letterale, privo di equivocità, mor l'esigenza di pervenire alla sollecita definizione dell'incidenza del sopravvenuto giudicato penale sull'azione disciplinare non sospesa.