giovedì 30 aprile 2026

 Nel licenziamento collettivo è possibile limitare gli esuberi presso una sola unità produttiva?


Cass. 27/04/2026, n. 11380

In tema di licenziamento collettivo, la regola legale di cui all'art. 5, comma 1, L. n. 223/1991 impone che l'individuazione dei lavoratori da licenziare avvenga avuto riguardo al  complesso aziendale; la limitazione della platea ai soli addetti ad una determinata   unità produttiva, settore o sede è legittima solo se il datore, nella comunicazione  di cui all'art. 4, comma 3, L. n. 223/1991, indichi in modo specifico:le ragioni che giustificano la restrizione dell'ambito di scelta;le ragioni per cui non è possibile ovviare ai licenziamenti mediante trasferimenti  ad altre unità produttive;le ragioni per le quali i lavoratori interessati non possono  essere comparati con gli altri dipendenti dell'azienda (ad esempio per non fungibilità   delle mansioni).

      

      

         

      

   

mercoledì 29 aprile 2026

 Quando vi è giusta causa di recesso da parte del preponente nel contratto di agenzia?


Cass. 27/04/2026, n. 11235


Nel contratto di agenzia, integra giusta causa di recesso del preponente, escludendo   il diritto dell'agente alle indennità di fine rapporto, la condotta dell'agente che,  senza avere previamente provato le lamentate indebite ingerenze o minacce dei manager  indicati dalla preponente, invii a quest'ultima una missiva dai contenuti gravemente   polemici e perentori, ponendola di fronte all'alternativa tra la modifica dell'assetto   organizzativo prescelto dalla preponente e la cessazione del rapporto, così violano     i canoni di correttezza, lealtà e buona fede di cui agli artt. 1175, 1375 e 1749 c.c.

martedì 28 aprile 2026

A chi spettano i permessi della legge 104 del 1992?

Cass. 24/04/2026, n. 10976

In tema di permessi retribuiti ex art. 33, comma 3, L. n. 104/1992, come integrato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 213 del 2016, il diritto alla fruizione dei permessi spetta esclusivamente al lavoratore che assista   il coniuge, la parte di un'unione civile, il convivente di fatto (nei sensi di cu   alla L. n. 76/2016) oppure un parente o affine entro il secondo grado (ovvero entro il terzo grado nei   casi previsti), restando esclusa la mera coabitazione con persona disabile priva di  tali legami di parentela, affinità o convivenza more uxorio

lunedì 27 aprile 2026

 Quando spetta l'indennità di posizione organizzativa nel ccnl enti locali?


Cass. 23/04/2026, n. 10755


Nel pubblico impiego contrattualizzato degli enti locali, il diritto del dipendente all'indennità di posizione organizzativa sorge solo se l'amministrazione abbia previamente    istituito, con atto organizzativo formale e discrezionale, la specifica posizione  organizzativa e ne abbia conferito l'incarico secondo le regole del CCNL (artt. 8   ss. CCNL 31.3.1999; art. 10 CCNL 22.1.2004). In mancanza di tale presupposto, non    sono configurabili né il diritto all'indennità né un danno da perdita di chance, restando   irrilevante sia la natura apicale delle mansioni svolte, sia l'espletamento di fatto  di funzioni assimilabili.

sabato 25 aprile 2026

 Che ruolo ha il part tine nel pubblico impiego?

Cass. 22/04/2026, n. 10684


Nel pubblico impiego il rapporto di lavoro è, per regola, a tempo pieno ed esclusivo   (art. 98 Cost.; art. 53 d.lgs. n. 165/2001; artt. 60 ss. d.P.R. n. 3/1957); la costituzione del rapporto a tempo parziale costituisce eccezione, ammessa solo    nei limiti e secondo le modalità previste dalla legge, dagli atti di organizzazione   e dalla contrattazione collettiva. Ne consegue che il lavoratore non vanta alcun diritto soggettivo ad essere assunto a tempo parziale, né l'amministrazione è tenuta a motivare    il rifiuto di stipulare ab origine un contratto part‑time.

giovedì 23 aprile 2026

 Da quando decorre la prescrizione dei contributi?

Cass. 18/04/2026, n. 10035


In tema di contributi dovuti dagli avvocati alla Gestione separata INPS, la prescrizione  quinquennale decorre dalla scadenza del termine di pagamento dei contributi e non dalla presentazione della dichiarazione dei redditi; ai fini della decorrenza rileva il differimento dei termini di versamento disposto dal D.P.C.M. 10 giugno 2010, che si applica a tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali siano stati elaborati studi di settore, a prescindere dall’effettiva soggezione agli stessi e anche se operanti nel regime dei "minimi"

mercoledì 22 aprile 2026

La discriminazione indiretta per disabilità interessa anche i caregiever?


 Cass. 10/04/2026, n. 9104

In tema di discriminazioni fondate sulla disabilità, integra discriminazione indiretta,  ai sensi del D.Lgs. n. 216/2003 (come interpretato alla luce della direttiva 2000/78/CE, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e della Convenzione ONU  sui diritti delle persone con disabilità), il comportamento del datore di lavoro che  non adotti soluzioni ragionevoli, idonee a consentire al lavoratore-caregiver di minore  gravemente disabile di organizzare la propria prestazione lavorativa in modo compatibili     con l'assistenza necessaria al figlio, quando tali soluzioni non comportino un onere     sproporzionato per l'organizzazione datoriale.

 

      

         

   

martedì 21 aprile 2026

 Quando spetta agevolaxione lavoratori reimpatriati?


Cass. 15/04/2026, n. 9597

In tema di regime fiscale dei lavoratori impatriati, ai fini dell'agevolazione di    cui all'art. 16, comma 1, lett. a), D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (nel testo applicabile agli anni d'imposta 2017‑2018), il lavoratore deve aver mantenuto   la residenza all'estero per i cinque periodi d'imposta precedenti il trasferimento  in Italia; non è quindi agevolabile il contribuente che, pur avendo lavorato stabilmente  all'estero, sia rimasto iscritto all'anagrafe della popolazione residente in Italia   e non abbia maturato il quinquennio di residenza estera.

lunedì 20 aprile 2026

 Come si effettua il riconoscimento dell'invalidità per cecità?


Cass. 15/04/2026, n. 9593


In tema di riconoscimento della cecità assoluta o parziale ai fini delle prestazioni  assistenziali, non sussiste violazione dell'art. 8 della L. n. 66/1962 e dell'art. 3 della L. n. 138/2001 quando il giudice di merito, preso atto della mancata collaborazione dell'interessato agli esami visivi, fondi il giudizio di insussistenza dello stato di cecità sulla valutazione di congruità tra l'esame obiettivo, gli accertamenti strumentali disponibili e la condizione di cecità dedotta, potendo escludere anche la cecità parziale sulla base di tali elementi complessivamente considerati.

sabato 18 aprile 2026

 Quando opera la responsabilità per infortuni del committente?


Cass. pen., Sez. IV, Sentenza, 28/01/2026, n. 13646


In tema di infortuni sul lavoro, la qualifica di "committente" ai sensi dell'art. 89, comma 1, lett. a), D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 non può essere desunta in via automatica dalla mera qualità di proprietario dell'immobile oggetto dei lavori, non esistendo una necessaria coincidenza tra figura del proprietario  che si avvantaggia dell'opera e quella del soggetto per conto del quale l'opera è affidata ed eseguita; la responsabilità del committente è posta in stretto collegamento con l'affidamento dell'opera e con l'incidenza della sua condotta sul governo del  rischio, sia nella scelta dell'esecutore, sia nell'eventuale ingerenza nell'esecuzione  dei lavori.

      

      

         Fonti:

         Massima redazionale, 2026

      

   

giovedì 16 aprile 2026

 Che natura ha la sospensione ex art. 4 l. 97 del 2001?


Cass. 14/04/2026, n. 9442

La sospensione obbligatoria dal servizio del dipendente pubblico ex art. 4, L. n. 97/2001 ha natura cautelare, interinale e provvisoria, ed il suo esito è inscindibilmente  connesso agli sbocchi del procedimento disciplinare: essa risulta giustificata solo     ove la sanzione definitivamente irrogata sia di gravità pari o superiore alla durata  della sospensione; in caso contrario - ovvero in caso di mancata attivazione o conclusione  del procedimento disciplinare - al dipendente compete la restitutio in integrum, con   il diritto al conguaglio delle differenze retributive rispetto all'assegno alimentare  percepito nel periodo di sospensione

mercoledì 15 aprile 2026

Quali obblighi incombono sul datore di lavoro per prevenire gli infortuni?


Cass. 25/03/2026, n. 13327

 In tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, ai sensi dell'art. 71, comma 7, lett. a), d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, il datore di lavoro è gravato dagli obblighi di informazione, formazione e addestramento    del lavoratore in ordine al corretto uso delle attrezzature di lavoro; ne consegue    che l'iniziativa autonoma del lavoratore nell'utilizzo di un macchinario per il quale   non abbia ricevuto adeguata formazione non esclude la responsabilità contravvenzionale   del datore di lavoro, risolvendosi semmai in una conferma dell'inadempimento datoriale   all'obbligo formativo.

      

      

         Fonti:

martedì 14 aprile 2026

 Che funzione ha il durc?


Cass. 10/04/2026, n. 9057


Il Documento unico di regolarità contributiva (DURC), richiesto dall'art. 1, comma 1175, l. n. 296/2006 quale presupposto per la fruizione dei benefici normativi e contributivi, non ha   natura costitutiva, ma mera funzione di certazione amministrativa della regolarità contributiva; il suo rilascio non preclude all'INPS l'accertamento giudiziale di irregolarità    contributive né impedisce il recupero di sgravi indebitamente fruiti, atteso che il   DURC costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per il godimento dei benefici,  restando comunque richiesto il rispetto degli "altri obblighi di legge" e dei contratti   collettivi di cui al citato comma 1175.

lunedì 13 aprile 2026

 Come si determina il danno differenziale?


Cass. 09/04/2026, n. 8915

In tema di danno differenziale, la diversa struttura e funzione dell'indennizzo Inail  ex art. 13 d.lgs. n. 38/2000 rispetto al risarcimento civilistico impone che la detrazione operi non già sull'inter    somma liquidata dal giudice in via civilistica, né sull'indennizzo Inail considerato   "in blocco", ma secondo il criterio delle poste identiche: possono essere sottratte dal credito risarcitorio solo le somme che l'Inail ha erogato a ristoro dello stesso  specifico pregiudizio oggetto di risarcimento.

venerdì 10 aprile 2026

 Cosa deve indovidure esattamente la contestazione disciplinare?


Cass. 08/04/2026, n. 8741


In tema di licenziamento disciplinare, ai sensi dell'art. 7 della L. n. 300/1970, oggetto necessario della contestazione è il fatto nei suoi elementi materiali, e   non anche la specifica disposizione legale o contrattuale che si assume violata; ne consegue che l'erronea, incompleta o mancata indicazione della norma collettiva applicabile  non determina l'invalidità della contestazione, né vincola il giudice, cui  la qualificazione giuridica della condotta, la quale può essere sussunta d'ufficio    nella fattispecie disciplinare corretta, senza necessità di formule sacramentali o  di un espresso richiamo alla previsione del contratto collettivo in tema di recidiva.

giovedì 9 aprile 2026

 La tabella unica nazionale per la liquidaziome del danno non potrimoniale può essere utilizzaya anche in caso di infortuni?


Cass. 07/04/2026, n. 8630


In tema di liquidazione del danno non patrimoniale da lesione del bene salute, la Tabella Unica Nazionale (T.U.N.), approvata con D.P.R. 13 gennaio 2025 n. 12, pur essendo, per espressa previsione normativa, direttamente applicabile solo ai sinistri verificatisi dal 5 marzo 2025 nei soli ambiti di cui agli artt. 138 e 139 cod. ass. (RC auto e responsabilità sanitaria), può essere utilizzata con efficacia generalizzata  in via indiretta, quale parametro di concretizzazione del potere di liquidazione equitativa   ex artt. 1226 e 2056 c.c., anche per fatti lesivi anteriori alla sua entrata in vigore e per illeciti diversi da quelli riconducibili alla circolazione di veicoli e natanti o alla malpractie   sanitaria.

mercoledì 8 aprile 2026

 Quando cessa il diritto alla Naspi?

Cass. 03/04/2026, n. 8311

In tema di NASpI, la causa di decadenza prevista dall'art. 11, comma 1, lett. d), d.lgs. 4 marzo 2015, n. 22, va riferita al mero "raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato" e non già alla data di decorrenza del trattamento pensionistico né alla  presentazione della relativa domanda amministrativa, sicché l'indennità non spetta   per il periodo successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi, risultando irrilevante il differimento dell'effettiva erogazione della pensione per  iniziativa dell'assicurato o per ragioni amministrative.

martedì 7 aprile 2026

 L'istanza di dilazione del credito contributivo interrompe la prescrizione?


Cass  26/03/2026, n. 7363


Nel giudizio di opposizione all'intimazione di pagamento ex art. 615 c.p.c., volto a far valere la prescrizione del credito contributivo sotteso a cartella  esattoriale, il giudice di merito, una volta accertata l'esistenza di un'istanza di    dilazione e di un correlato pagamento parziale, può attribuire ad essi efficacia interruttiva   della prescrizione, valorizzandone la sequenza e la connessione quali manifestazioni    univoche di riconoscimento del debito.

venerdì 3 aprile 2026

 L'indennità risarcitoria in caso di reintegra è soggetta a contribuzione?


Cass. 01/04/2026, n. 8067


In tema di licenziamento illegittimo con tutela reale ex art. 18 della L. n. 300/1970, le somme dovute a titolo risarcitorio, parametrate alle retribuzioni maturate dalla data del recesso sino alla reintegra o al pensionamento, devono essere liquidate dal giudice al lordo degli oneri fiscali e previdenziali, spettando al datore di lavoro,   in fase esecutiva, operare le ritenute di legge e versare le corrispondenti quote  all'erario e agli enti previdenziali, indipendentemente dal fatto che il rapporto  di lavoro sia, al momento del pagamento, in corso o già cessato.

giovedì 2 aprile 2026

 Come si determina il danno da demansionamento?


Cass. 30/03/2026, n. 7711


Il danno non patrimoniale da demansionamento può essere desunto in via presuntiva, ai sensi degli artt. 2727 e 2729 c.c., dalla durata ultradecennale, costante e quotidiana dell'assegnazione a mansioni inferiori, trattandosi di fatto idoneo secondo l'id quod plerumque accidit a ledere     professionalità, immagine e dignità del lavoratore; la relativa liquidazione equitativa, ove sorretta da motivazione logica e puntuale sui criteri utilizzati, è insindacabile   in sede di legittimità

mercoledì 1 aprile 2026

 La contrattazione può escludere delle voci retrivutive dal tfr?


Cass. 30/03/2026, n. 7584


In tema di trattamento di fine rapporto, il principio legale di onnicomprensività  di cui all'art. 2120, comma 2, c.c. può essere derogato dai contratti collettivi, anche aziendali, sia mediante l'esclusione di specifiche voci retributive, sia attraverso la previsione     di un'autonoma nozione di retribuzione utile; tuttavia, la deroga  anche se in peius  per il lavoratore  deve risultare in modo chiaro ed univoco dal testo contrattuale,  sicché la clausola aziendale che si limiti a stabilire che un emolumento "non è valido a nessun effetto retributivo" non può essere automaticamente intesa come idonea, di per sé sola e in assenza di un'esegesi complessiva e coordinata delle fonti di diverso livello, a escludere detta voce dalla base di calcolo del TFR